Stampa  |   Chiudi la finestra  | 
...........................................................................................................................................................................

Insieme da vent'anni

C’eravamo allora, e ci siamo ancora oggi, felici di festeggiare con voi e con i fedelissimi della prima ora l’ingresso nel ventesimo anno di età di Club3. Insieme, vecchi e nuovi, possiamo rendere testimonianza della fiducia e dell’affetto con cui ci avete sempre accompagnati e sostenuti nel nostro lavoro. È stato ed è un piacere fare qualcosa di bello e di utile per voi, cari lettori.
Secondo il New York Times, gli italiani hanno imboccato il viale del tramonto, e questo 2008, che s’affaccia tutto nuovo sulle nostre attese, sarà “l’anno del nostro scontento”. Fosse il primo, ci sentiremmo smarriti, ma ormai al lamento abbiamo fatto il callo, e preferiamo glissare, talvolta fino all’incoscienza. Non è giusto, lo sappiamo, ma forse è troppo anche il piagnisteo. Profittiamo dell’avviso per scuoterci, perché le energie ci sono.

Su queste “speranze” – grandi e piccole, come ha scritto il Papa nella sua nuova enciclica, ma mai insignificanti – abbiamo impostato il primo numero dell’Anno venti di Club3. “Buon 2008, mondo!”, è scritto in copertina, ed è un invito a un sano, ragionevole ottimismo per le sorti del Pianeta Terra, che stiamo “usando” con sconsideratezza, dimenticando che Asia e Africa sono sempre più vicine e le ferite inferte a quei continenti pesano anche su di noi. La Terra è un posto splendido, ci raccontano testi e immagini, e c’è gente, da Al Gore alla donna africana che ha lanciato una campagna per la riforestazione dell’Africa subsahariana, che se ne fa carico con esemplare fermezza.

Poi ci sono le persone in questo nostro mondo, persone “buone” nel senso più vero del termine, che vivono magari al nostro fianco, silenziosamente operose: come le donne napoletane dei Quartieri Spagnoli che sono diventate operatrici di asili nido per i bambini; come l’avvocatessa di Malta, che fa assistenza legale a profughi e immigrati; o la focolarina che ad Amman, in Giordania, aiuta i profughi iracheni; come il signore francese che ha fondato una casa “segreta” a Parigi per accogliere giornalisti in fuga da regimi oppressivi.
Respiriamo ancora aria natalizia con un articolo nato da una visita a Betlemme, la città dei Territori occupati cara a tutti i cristiani, che vive i problemi sociali e politici di sempre, ma con una “speranza religiosa” nuova e promettente. Due personaggi di rilievo chiudono la nostra rassegna: Evgenij Pasternak, figlio dello scrittore russo, premio Nobel per la Letteratura, in qualche modo riconciliatosi con la sua patria; e un’attrice italiana, signora del nostro teatro, Rossella Falk, ancora imperiosamente sulle scene.
Leonardo Zega

 



EDITORIALE

di don Leonardo Zega

ARCHIVIO

:: Il salvadanaio s'è rotto

:: Da una generazione all'altra

::Vivere a basso costo

:: Una vacanza avventurosa

::Non basta un po' d'amore

:: Il segreto di Lourdes

:: Alle urne con saggezza

:: E' l'ora delle donne

:: Ed è subito Carnevale

:: Insieme da vent'anni

::  Il Natale che ci piace

:: In forma senza strafare

:: Dalla maglia alla Cina