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I nuovi modi di fare la spesa
Domina la grande distribuzione ma crescono discount, mercato dell’usato e persino il baratto
A fotografare in poche parole la situazione è stata una casalinga di Roma a Piazza Grande. Nel programma quotidiano di Giancarlo Magalli su Raidue, il giovedì e il venerdì rispondo in diretta alle domande dei telespettatori e il quesito posto dalla signora Teresa mi ha colpito subito. «Una volta dal negoziante sotto casa i clienti di scarso reddito mettevano a conto, come si diceva allora. Ossia facevano segnare la spesa e pagavano a fine mese. Adesso al supermercato non è possibile. Per mettere un piatto a tavola devo fare un prestito che restituisco a rate con gli interessi. È vita questa?».
Un chiaro segnale del malessere di tante famiglie. Quelle con redditi da 1.000 a 2.550 euro mensili figurano infatti tra i maggiori clienti delle finanziarie che erogano prestiti. Alcune società di credito al consumo si sono specializzate in piccoli finanziamenti destinati al pagamento delle bollette di luce, gas, telefono, acqua o della spesa settimanale. Il tasso è del 4,50% per somme che vanno dai 500 ai 2.000 euro da restituire entro un anno.
La dilazione del pagamento per i servizi necessari e “per mettere un piatto a tavola” è dunque un antico modo di fare la spesa che torna di moda in un tempo di crisi come il nostro. Ma ci sono altri “nuovi modi” che attingono al passato. Pensiamo, per esempio, al boom dell’usato. La Camera di commercio di Milano parla di 3.600 punti vendita nati in poco tempo in tutta Italia, il bollettino dell’Unione nazionale consumatori sostiene che i negozi dell’usato siano ormai più di 4 mila, con un giro d’affari di oltre 600 milioni di euro l’anno. Vi si trova di tutto: dai mobili all’abbigliamento, dalle lavatrici ai frigoriferi.
Bisogna stare attenti però, avverte l’Unc, ai negozi in conto vendita, quelli che vendono beni usati per conto terzi. Di solito è il commerciante che fa la valutazione dell’oggetto e lo espone a un prezzo maggiorato del 50%. Quando lo vende trattiene la maggiorazione e paga al proprietario il prezzo della valutazione. «Spesso questi punti vendita sono gestiti da prestanome o mandatari di orafi e antiquari. Il trucco è nella valutazione molto bassa di un pezzo raro di argenteria o di un mobile di pregio. Simili prodotti trovano subito un compratore, in realtà sono stati passati all’orafo o all’antiquario complice». Sull’onda del successo dell’usato rinverdisce anche il baratto. A Napoli si svolge ogni anno una fiera dello scambio, visitata da oltre 30 mila persone. E su Internet è nato un sito, www.zerorelativo.it, che mette in contatto le persone che vogliono barattare qualcosa.
La vera novità tuttavia sta nel modo di fare la spesa alimentare. Il supermercato ha scalzato il negozio sotto casa, l’85% del mercato è coperto dalla Gdo (la grande distribuzione) e quindi gli studi sui nostri comportamenti tengono conto di questa tendenza. Per prima cosa è accertato che siamo disposti ormai a pagare bene la qualità, ossia prezzi più alti per prodotti eccellenti. Poi abbiamo imparato a differenziare la scelta: certi generi, per esempio un detersivo, un’acqua minerale o un sapone da bucato, li acquistiamo al discount, il supermercato a forte sconto giunto in Italia nei primi anni Novanta e snobbato per molto tempo da talune categorie di consumatori. Oppure ci orientiamo sulle offerte del commercio equo e solidale e meglio ancora sui private label, ossia su quei prodotti che recano il marchio della grande distribuzione e costano meno dei prodotti di marca.
Giampaolo Fabris, il più noto sociologo italiano di consumi, parla di “spesa a clessidra”. Fino a ieri la spesa era “a piramide”: in cima l’alta qualità riservata a pochi, poi giù giù verso prodotti dal prezzo accessibile ma non di eccellenza. Lo studioso sostiene che «non dobbiamo più pensare a una piramide ma prendere in considerazione una clessidra, con una base ampia di prodotti a prezzi equi, come sono quelli delle private label; in mezzo pochi prodotti di prezzo e qualità media e infine più su un’area dell’alta qualità con un prezzo più elevato».
In altre parole il consumatore, agitando il misuratore del tempo degli antichi romani, realizza un mix ideale fra convenienza ed eccellenza di cibi. Ora dunque il lettore o la lettrice di Club3 alla luce di queste informazioni provi a chiedersi: che spesa faccio io, a piramide o a clessidra?
Ufficio reclami
CONDOMINIO. La convivenza, si sa, non è cosa facile. Il condominio poi diventa il luogo dove futili motivi sfociano in interminabili, e talvolta violente, discussioni. Il signor
Giovanni Rinaldi vuole sapere quali novità sono state introdotte dalla Finanziaria 2007 in materia di condomini e dove è finita la legge proposta dal Governo Berlusconi che avrebbe dovuto risolvere definitivamente i contenziosi tra i condomini. Per la cronaca il progetto era stato avanzato dal senatore Mugnai di An, che l’ha riproposto nella nuova legislatura. Ma su questo fronte tutto tace, il Governo Prodi non sembra ancora intenzionato ad affrontare il discorso. Una vera novità, invece, è stata introdotta dall’articolo 1, comma 43, della Finanziaria 2007: il condominio è ora diventato sostituto di imposta anche per i corrispettivi dovuti per prestazioni sui contratti di appalto di opere e servizi. La conseguenza è che l’amministratore è tenuto a operare, su tali importi, la ritenuta del 4% attraverso la classica procedura del modulo F24.
CASA DI LEGNO. I terreni agricoli sono davvero non edificabili? Il signor Raimondo Zoroddu ne possiede uno e vorrebbe installare una casa prefabbricata, magari in legno. La cosa migliore è informarsi presso il proprio Comune, anche perché il regolamento varia molto. La maggior parte dei Comuni, per esempio, per permettere su di un terreno non edificabile una certa struttura, richiede espressamente che sia amovibile, cioè senza vincoli con il terreno e quindi che possa essere rimossa. Altrove, invece, si richiede che sotto al monoblocco ci siano delle ruote (anche se non adatte per il trasporto su strada della struttura). E poi ci sono i regolamenti più rigidi, che pretendono una vera casa mobile come un camper o un caravan, omologato per il trasporto su strada e che paghi regolarmente il bollo di circolazione nonché l’assicurazione.
ELETTRODOMESTICI. Quando ci si abbona a una società elettrica, l’energia erogata dovrebbe essere costante e del giusto livello. Così almeno in teoria, perché nel mondo reale la situazione è ben altra. Il signor
Giovanni Millecro di Messina, cliente dell’Enel, si è trovato per anni con una tensione elettrica molto sotto il minimo (problema appurato dall’Enel stessa). Com’è ovvio, il disservizio ha causato parecchi danni materiali. Perché gli elettrodomestici si guastano facilmente quando dalla presa arrivano sbalzi o tensioni insufficienti. In questi casi bisogna segnalare tempestivamente il problema all’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Il reclamo, con un quadro dettagliato della situazione, va inviato con una raccomandata a/r (oltre che alla società fornitrice) a: Autorità per l’energia elettrica e il gas, piazza Cavour 5, 20121 Milano (fax 02.65.56.230/
65.56.266). Inoltre per accelerare le pratiche, è possibile avvalersi del supporto legale di una delle tante associazioni di consumatori.
TELEFONIA. Almeno una volta nella vita ci si ritrova nella bolletta telefonica un servizio mai richiesto. Questo è il caso del
signor Ioppolo, che da 7 mesi è costretto a sborsare 7 euro per l’abbonamento a un fantomatico “Alice calcio” che, ovviamente, non ha mai voluto o attivato. Nell’aprile del 2006 il Garante per la privacy è intervenuto sull’argomento deliberando che: «Non si possono attivare servizi senza espressa volontà degli interessati. Le persone vanno contattate solo se hanno manifestato un preventivo consenso a ricevere comunicazioni promozionali. Gli addetti ai call center dovranno spiegare agli interessati da dove sono stati estratti i dati personali che li riguardano. Deve essere, inoltre, immediatamente registrata e rispettata la volontà di non ricevere il servizio e la eventuale contrarietà all’uso dei dati». Qualunque azienda non rispetti queste indicazioni può incorrere in sanzioni anche di tipo penale. Infine, il cliente ha diritto a un risarcimento per quanto pagato ingiustamente.
LETTORE DVD. Malgrado il codice sui diritti del consumatore sia in vigore da ormai quasi due anni, le infrazioni sono all’ordine del giorno. Come nel caso del
signor Domenico di Paduli in provincia di Benevento, che ha acquistato un lettore dvd in un centro commerciale, risultato difettoso dopo appena 15 giorni. Riportato prontamente al negoziante (che ha provveduto a inviarlo al centro d’assistenza), se ne sono perse le tracce. Secondo l’articolo 130: «Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. In caso di difetto, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione». Inoltre secondo il comma 5: «Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene». Per ricordare al negoziante i suoi doveri, è sufficiente inviare una raccomandata a/r con la messa in mora. La risposta non si farà attendere.
(Ha collaborato
Matteo Acquafredda)
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