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TITOLO: |
RI-CONOSCERE LA FAMIGLIA |
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A CURA DI: |
Pierpaolo Donati |
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CONTRIBUTI DI: |
Andrea Bettetini, Donatella Bramanti, Luigino Bruni, Vittorio
Cigoli, Francesco D'Agostino, Pierpaolo Donati, Fabio Macioce,
Gabriele Pollini, Franco Poterzio, Giovanna Rossi, Eugenia
Scabini, Lucetta Scaraffia, Luca Stanca |
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NR. PAGINE: |
440 |
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EDITORE: |
Edizioni
San Paolo,
Cinisello Balsamo (MI) |
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ANNO: |
2007 |
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COSTO: |
€ 29.50 |
INDICE
Il Decimo Rapporto sulla
famiglia in Italia continua la tradizione, ormai ventennale, con cui il
Cisf (Centro Internazionale Studi Famiglia) si impegna ogni due anni a
fornire al pubblico una lettura dei problemi della famiglia italiana
nell’ottica di un tema specifico, che comporta nuove conoscenze dei
fenomeni in atto e nuovi corsi di azione pratica.
L’approccio è laico, nel senso che si pone sul piano della ragione
umana e cerca di dare ragioni argomentate che tutte le persone possono
comprendere, anche se non necessariamente condividere.
Il tema scelto per questo Rapporto è di grande attualità. Di fronte
alle pressanti richieste di riconoscere le cosiddette "nuove
famiglie", che vengono chiamate con varie etichette (unioni civili,
convivenze more uxorio, convivenze omosessuali, ecc.), e ai crescenti
riconoscimenti già ottenuti o ottenibili per queste forme di
aggregazione, quali sono le ragioni che ancora possono motivare il
sostegno a "la" famiglia? Ovverosia: perché possiamo ancora
parlare di una "famiglia" che mantiene delle differenze con
altre forme sociali che pretendono di chiamarsi famiglia o quanto meno
di avere gli stessi trattamenti? Quali differenze, quali diversità –
se pure esistono – possono giustificare le distinzioni, sia teoriche
sia pratiche, che ancora ci fanno parlare di famiglia anziché di unioni
civili o altro?
Da un lato, coloro che sostengono i diritti delle persone che con-vivono
a ricevere riconoscimenti uguali, simili o analoghi a quelli dati alla
"famiglia" sono chiamati a dimostrare in che cosa queste
unioni sono uguali, simili o analoghe alla famiglia. Dall’altro, chi
sostiene la specificità della famiglia è tenuto a dare conto – con
nuove ragioni – del perché la famiglia non sia assimilabile alle
altre forme di vita comune. Questi sono i problemi a cui il presente
Rapporto intende rispondere.
Le risposte non possono essere date facilmente. Molti ritengono che i
problemi possano essere risolti in modo semplice, cioè dando a tutte le
forme di convivenza anagrafica il titolo di famiglia. Ma se questo modo
di risolvere i problemi può avere un’utilità linguistica, nel senso
che ci può servire nel discorso ordinario della vita quotidiana –
"tanto per capirsi" –, esso non resiste un solo minuto
quando si devono definire i concreti diritti e i doveri delle persone
che adottano una forma di vita o l’altra. Non si tratta solo di un
problema di riconoscimenti pubblici, per esempio per usufruire di
benefici di welfare. Ma si tratta anche di riconoscimenti fra privati
(per esempio nella divisione di una eredità), e, prima ancora di
questo, si tratta di un problema interiore ed esistenziale del singolo
individuo, quando si accorge di non riconoscersi più in un’identità
personale e familiare che credeva di avere.
Il presente Rapporto intende gettare una nuova luce su questi aspetti
così rilevanti della nostra organizzazione sociale.
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Modificato
martedì 06 maggio 2008
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problematiche
collegate alla 3a età
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