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| TITOLO: |
FAMIGLIA
E SOCIETA' DEL BENESSERE
Come costruire una società
amica della famiglia. Le scelte e gli errori del welfare- state |
| A CURA DI: |
Pierpaolo Donati |
| CONTRIBUTI DI: |
Paola Di Nicola, Eugenia Scabini, Camillo
Regalia, Corrado
Pontalti, Franco Fasolo, Giovanna Rossi, Andrea Maccarini, Luisa Ribolzi,Luigi
Campiglio, Carla Collicelli, |
| NR. PAGINE: |
393 |
| EDITORE: |
Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) |
| ANNO: |
1999 |
| COSTO: |
L. 48.000 |
La crisi dei sistemi di sicurezza sociale dei
principali Paesi occidentali ha richiesto interventi di cambiamento spesso radicali,
persino una ridefinizione del concetto di benessere. I sistemi avanzati di welfare
state intendevano promuovere una cittadinanza in cui la condizione di benessere veniva
considerata attribuzione ineliminibile dei diritti di ogni persona. Il Sesto Rapporto
intercetta questa riflessione sul benessere utilizzando un punto di vista originale,
"esterno" rispetto alla discussione tra pubblico e privato, tra intervento
statale e libero mercato, tra libertà individuale e bene comune. Il Rapporto mette per
contro in luce come ogni riflessione sul benessere delle persone e delle collettività
non può prescindere dalla dimensione familiare.
In particolare lanalisi proposta sottolinea che esiste una distinzione fondamentale
tra benessere individuale e benessere familiare. Gli stessi interventi sociali di sostegno
al benessere delle persone e delle famiglie, anziché promuovere la qualità e il
benessere familiare, rischiano infatti di accentuare spesso la separazione tra mondi
vitali e sociale, di espropriare i sistemi familiari della loro capacità relazionale,
risorsa primaria della famiglia nel produrre il benessere proprio e dei propri membri.
Così il welfare state ha perso cammin facendo proprio quel soggetto solidale, la
famiglia, che aveva detto di voler tutelare, e sulla base del quale aveva potuto
perseguire gran parte dei suoi obiettivi. Ancor oggi, il welfare state non vede le
"basi familiari" della sua crisi: non vede, cioè, che gran parte dei suoi
fallimenti derivano proprio dall'aver eroso le basi della solidarietà familiare.
La sfida in atto riguarda quindi sia la sfera sociale che lambito familiare: alla
società è richiesto di "saper guardare" alla famiglia, rispettandone leggi,
dinamiche interne e valori. In particolare gli interventi per la famiglia devono essere
pensati con le famiglie, e con organismi capaci di rappresentarla, mettendo in
opera azioni sussidiarie alle potenzialità e responsabilità autonome delle famiglie
stesse. Alle famiglie è chiesto di sapersi aprire al contesto esterno, di saper allargare
la propria rete relazionale, di saper costituire uninterfaccia con lambiente
esterno, assumendo quella responsabilità di partecipazione alla res publica, di
collaborazione alla produzione del bene comune, orizzonte etico e razionale anche
dellorientamento solidale interno. In definitiva, solo attraverso una nuova
responsabilità sociale si invera la capacità solidale delle famiglie, che si trasformano
da "bozzolo protetto" a risorsa di solidarietà e di benessere per se stessa,
per ciascuno dei suoi membri e per la società tutta.
COME COSTRUIRE UNA
SOCIETA AMICA DELLA FAMIGLIA
LE SCELTE E GLI ERRORI DEL WELFARE STATE
Famiglia e benessere:
nuovi orizzonti culturali oltre lassistenzialismo |
| Pierpaolo Donati |
| IL
PROBLEMA Lattenzione alla
famiglia in questi ultimi anni è cresciuta soprattutto in termini teorici, ma molto poco
in termini pratici, di concrete politiche a livello locale, nazionale ed europeo.
Anche la riflessione e lazione nei confronti del
benessere familiare si è limitata agli aspetti "mercificabili". |
QUALI
RISPOSTE Per una nuova politica che
promuova il benessere familiare occorre fare riferimento ad una accezione di benessere
dinamica, che connetta quattro dimensioni: culturale, psicologica, sociale, economica.
Occorre prestare attenzione soprattutto agli aspetti
relazionali che segnano la famiglia e al modo in cui la qualità familiare che ne deriva
si correla con gli elementi strutturali, quali la composizione della famiglia, la fase del
ciclo di vita, le risorse socio-culturali, la capacità di apertura, la disponibilità di
risorse esterne. |
Famiglia e società del benessere:
paradossi e contro-paradossi, mito e anti-mito |
| Pierpaolo Donati |
| IL
PROBLEMA E oggi prevalente una
ideologia a sfondo economicistico, che fonda il benessere familiare sui consumi
(definibile come welfarismo familiare).
Tale ideologia si presenta però oggi come un progetto
denso di paradossi. Occorre saperli smascherare; dobbiamo vedere ciò in cui propriamente
consiste il benessere della famiglia in quanto tale, cioè in quanto specifica relazione
umana.
La società attuale aiuta sempre meno la famiglia; essa
si basa su un assetto che è falsamente "amico della famiglia". |
QUALI
RISPOSTE Occorre esplicitare i
contro-paradossi che la famiglia contiene come benessere alternativo a quello definito dal
"complesso Stato-mercato" che oggi domina in Italia e in Europa. E poi, su tali
contro-paradossi, fondare politiche sociali che promuovano il benessere della famiglia
come soggetto di una cittadinanza societaria fondata sui principi della sussidiarietà e
l'associazionismo. |
La stratificazione sociale delle famiglie
di fronte alle politiche sociali |
| Paola Di Nicola |
| IL
PROBLEMA I bisogni di welfare sono oggi
in gran parte riconducibili ai processi di invecchiamento della popolazione che, causati
una bassissima natalità, sono all'origine delle debolezze e delle implosioni delle
famiglie.
Non è vero, come spesso si sostiene, che le famiglie di
anziani, le coppie senza figli, i singles e perfino le famiglie con un solo genitore siano
quelle più bisognose di interventi di welfare, dal momento che non sono quelle che stanno
più male, almeno in termini di redditi e consumi. |
QUALI
RISPOSTE Le politiche di welfare devono
dare priorità agli interventi per le famiglie che hanno figli o che ne vogliono avere; le
famiglie con figli sono infatti quelle più a rischio di malessere e povertà.
Il "fattore generazionale" è quello che spiega
in grande misura il "nuovo" dei cambiamenti strutturali e dei bisogni familiari;
è in questa prospettiva che vanno disegnate le nuove politiche di
welfare. |
Benessere psichico,
qualità dei legami e transizioni familiari |
| Eugenia Scabini, Camillo
Regalia |
| IL
PROBLEMA Il benessere interno alla
famiglia non va tanto osservato in superficie, come soddisfazione soggettiva, quanto nella
realtà che "sta sotto" la soddisfazione emozionale e i suoi vissuti, cioè la
realtà che genera la qualità familiare nel suo essere e sentirsi adeguati al contenuto
etico della famiglia.
Le transizioni familiari rappresentano i momenti
cruciali in cui tutto ciò viene messo in crisi, e quindi è in questi momenti che si può
meglio osservare la forza o la debolezza del benessere di una famiglia. |
QUALI
RISPOSTE Essere in pace con le proprie
responsabilità, saper rispondere con lealtà e fiducia: questo determina la qualità del
legame e quindi produce benessere.
I passaggi e le transizioni sono sempre
"gruppali" e svelano i punti solidi e fragili delle relazioni che fanno il
benessere familiare. |
Dimensioni familiari e comunitarie del
disagio psichico:
quale cultura dei servizi per quale benessere ? |
| Corrado
Pontalti, Franco
Fasolo |
| IL
PROBLEMA La nostra cultura del
benessere e lo stesso modo di operare dei servizi continuano a organizzare un sapere
centrato sull'individuo, dimenticando che la malattia e il disagio psichico sono il
prodotto di una matrice familiare e vanno risolti in relazione a quella.
Il nostro sistema sanitario nazionale usa la famiglia per
gestire l'individuo malato, ma non vede il carattere familiare e comunitario della
malattia, e quindi tende a cronicizzare l'individuo e la sua patologia. L'assistenzialismo
produce e rafforza la cronicizzazione del malato così come quella del povero. La domanda
è allora: quale cultura dei servizi per quale benessere familiare? |
QUALI
RISPOSTE Occorrono delle
"interfacce familiari" fra l'individuo patologico e i servizi (pubblici o
privati che siano), mentre oggi le mediazioni di cultura relazionale sono sempre più
scarse. Tra i segnali positivi, in questa prospettiva:
- cresce il numero delle associazioni familiari che
gestiscono il disagio psichico mantenendo il malato nel seno della famiglia,
- molti servizi favoriscono una larga e costante
partecipazione delle famiglie stesse nelle proprie attività di presa in carico della
sofferenza psichica.
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Benessere familiare e associazionismo delle
famiglie |
| Giovanna Rossi, Andrea
Maccarini |
| IL
PROBLEMA Nel rapporto fra benessere
familiare e associazionismo delle famiglie emerge che anche le associazioni familiari, in
linea generale, tendono a rimuovere il pensiero relazionale, cioè la consapevolezza delle
dimensioni comunitarie del bisogno e dei modi di affrontarlo.
Spesso le associazioni familiari enfatizzano la propria
solidarietà interna, e non vedono le funzioni che esercitano per la società più ampia.
Tra la sfera del particolare (diritti concreti e situati
del benessere familiare) e la sfera universale (i diritti astratti di
welfare) c'è una
scarsa articolazione di mediazioni. |
QUALI
RISPOSTE Laddove le associazioni
familiari sono consapevoli della propria funzione di mediazione e la esercitano, il
benessere delle famiglie cresce e matura secondo un nuovo senso umano.
Tra il benessere delle singole famiglie e
laffermazione della solidarietà e dellappartenenza come "valori
ultimi" della società tutta, le associazioni familiari possono trovare uno spazio e
un compito specifico, che da un lato promuova e sostenga la famiglia nella sua vita
interna (in modo sussidiario, senza sostituirla), dallaltro le restituisca ruolo
sociale, pubblico, politicamente rilevante. |
Educazione dei figli e scelta della scuola:
la scelta familiare tra identità culturale ed equità sociale |
| Luisa Ribolzi |
| IL
PROBLEMA L'educazione dei figli e la
scelta della scuola da parte dei genitori costituiscono un caso specifico in cui il
benessere della famiglia deve concretizzarsi in relazione all'uso di un servizio esterno.
La scelta scolastica costituisce certamente una sfida al
benessere della famiglia, anche se spesso i genitori non si danno interamente conto delle
ragioni pratiche per cui le cose stanno così. |
QUALI
RISPOSTE E necessario, in Italia,
passare dai discorsi astratti sulla riforma della scuola a valutazioni precise e concrete
delle opportunità educative offerte alla libera scelta dei genitori e delle famiglie.
Ciò è possibile attraverso due principali percorsi:
- il riconoscimento dellesistenza e della
necessità di un "quasi mercato educativo", in cui si confrontano, di fatto,
diversi paradigmi educativi e percorsi formativi, specchio di una società sempre più
differenziata e pluralista, e in cui i progetti educativi della famiglia possano trovare
adeguato espressione;
- lo sviluppo dell"autonomia
scolastica", intesa come crescente responsabilizzazione delle singole realtà
formative di fronte ai bisogni e alle esigenze concrete degli allievi e delle loro
famiglie.
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Famiglia, redditi e sistema fiscale |
| Luigi Campiglio |
| IL
PROBLEMA Il benessere economico della
famiglia dipende dalla distribuzione dei redditi, consumi e risparmi delle famiglie.
Il capitolo dimostra, sulla base dell'evidenza empirica,
che mediamente le generazioni anziane redistribuiscono ricchezza e reddito ai propri figli
e nipoti, allinterno di singole "catene generazionali" (composte da nonni,
figli e nipoti, una piccola comunità di sei-sette persone).
Non sembra quindi esistere un conflitto fra generazioni
"dentro le famiglie" ma piuttosto un potenziale conflitto fra differenti catene
generazionali ("tra le famiglie"). |
QUALI
RISPOSTE Una politica di sostegno del welfare
economico a favore della famiglia richiede una riforma del sistema fiscale che ne preveda
in qualche modo la soggettività tributaria.
Lequità fiscale deve inoltre tenere conto delle
catene generazionali, non solo dei singoli individui, e neppure delle singole generazioni
(anziani, adulti, giovani, bambini).
Sempre attraverso il filtro delle "catene
generazionali" vanno costruite le indispensabili politiche a favore della natalità. |
Famiglia e sistema di protezione sociale |
| Carla Collicelli |
| IL
PROBLEMA I rapporti tra famiglia e
sistema di protezione sociale in Italia (previdenza, sanità, servizi alle persone) vanno
analizzati allinterno del complessivo sistema di welfare.
In questa prospettiva la spesa sociale per le famiglie
appare ancora residuale, i trasferimenti alle famiglie sono ancora iniqui, i servizi alle
famiglie ancora poco valorizzati.
Si assiste insomma ad una complessiva invisibilità
fiscale della famiglia, mentre i problemi di assistenza ai membri deboli delle famiglie
(donne, anziani, bambini), di cui si fanno ancora prevalentemente carico le famiglie,
subiscono una crescente sanitarizzazione da parte dei servizi. |
QUALI
RISPOSTE Occorre pensare diversamente
il welfare familiare dal punto di vista di politiche sociali innovative. Si
dovrebbero, per esempio, promuovere e sostenere esperienze associative e/o di auto-aiuto
familiare, sviluppare una adeguata rete di servizi alle famiglie con figli, promuovere
politiche per la casa a favore delle giovani coppie, ripensare il sistema fiscale e
redistributivo in funzione dei carichi familiari.
In ogni caso, occorre riconoscere la famiglia quale
soggetto attivo e interlocutore primario delle politiche di welfare nei vari settori
(servizi, casa, fisco, scuola,
). |
Quale "ben-essere" per la famiglia
italiana? |
| Pierpaolo Donati |
| IL
PROBLEMA Il welfare state ha perso
cammin facendo proprio quel soggetto solidale, la famiglia, che aveva detto di voler
tutelare.
Ancor oggi, il welfare state non vede le "basi
familiari" della sua crisi: non vede, cioè, che gran parte dei suoi fallimenti
derivano proprio dall'aver eroso le basi della solidarietà familiare e dal non essere
capace di promuovere nuove solidarietà rispetto a quelle (obsolete) del passato.
Tende ancora a relegare la famiglia nel lato oscuro del
suo operare, oppure, quando se ne interessa (per fini di integrazione sociale funzionali
al mercato), tende a considerarla come forma di relazioni privatistiche orientate al
consumo, dato che interpreta la sicurezza sociale come capacità di consumo (in senso
lato, di beni e servizi). |
QUALI
RISPOSTE La famiglia è un progetto
meritevole di sostegno sociale non solo perché integra socialmente le persone e le mette
in condizioni di competere sul mercato, ma soprattutto per le funzioni umanizzanti e
civilizzatrici che esso ha.
Occorrono politiche sociali capaci di incentivare e
premiare, in modo preventivo, le capacità solidaristiche delle famiglie, selezionando
positivamente le relazioni che consentono alle famiglie di essere più competenti e
vitali. |
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Modificato
martedì 06 maggio 2008
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