|
Ricordiamo con profonda commozione la
scomparsa di Don Leonardo Zega, da sempre promotore e intelligente
sostenitore del Centro Internazionale Studi Famiglia che per lunghi anni è
stato parte integrante dell'Associazione
Don Zilli da lui presieduta.
Guardiamo al futuro con apprensione dopo che il primo decennio del 2000 si chiude con troppe speranze andate deluse. Ma il domani sarà anche quello che oggi noi vogliamo e costruiamo con le nostre mani". ( Vivere in armonia, gennaio 2010) Nato a S. Angelo in Pontano (Macerata, Italia) il 19 aprile 1928, Leonardo entrò tredicenne nel vocazionario romano della Società San Paolo il 9 ottobre 1941, dopo aver frequentato le scuole elementari e i primi due anni delle medie nel paese natale. Fin da subito dimostrò una spiccata inclinazione alla vita religiosa sacerdotale; e non tardarono ad emergere il carattere schietto e determinato, talora scanzonato; l'intelligenza vivace, la multiforme intraprendenza, la facilità di scrittura e di parola: doti che mise a frutto nel suo apostolato nel campo del giornalismo paolino. Fece il suo ingresso in noviziato ad Alba (Cuneo) nel settembre del 1944 ed emise la prima professione religiosa l'8 settembre 1945, assumendo nella circostanza il nome di Francesco. Trascorse gli anni della professione temporanea tra Alba e Roma, attendendo agli studi liceali e teologici, impegnato nel frattempo nell'apostolato tipografico (compositoria e impaginazione) e nell'assistenza agli aspiranti per un triennio, di cui uno a Cinisello Balsamo (1948-1949). Emise la professione perpetua l'8 settembre 1950 a Roma e venne ordinato presbitero il 24 gennaio 1954 per l'imposizione delle mani di Mons. Ilario Roatta. Il primo campo del suo ministero sacerdotale fu nella redazione del periodico Orizzonti, editato dalla casa di Roma, al quale aveva già collaborato negli anni della teologia. Passò, quindi, ad operare nell'Ufficio Centrale delle Edizioni Paoline e nel 1958 fu inviato a Cinisello Balsamo (Milano) con il duplice compito di maestro degli aspiranti e di responsabile dell'ufficio-edizioni locale. Fece anche di più, perché unì ad essi anche l'insegnamento delle materie letterarie. Nel 1961 si apre per Don Leonardo la porta delle Filippine: vi resterà fin al 1967 con compiti redazionali e di coordinamento delle attività paoline. La Casa di Makati, dove fu destinato, era agli inizi e i bisogni immensi. Ma "con la politica del passettino, con qualche sogno di contorno" - come scrive in una lettera dell'ottobre 1962 - si cominciò a stampare e diffondere e ad arricchire il catalogo con nuove collane e ad incrementare il periodico Home Life. Fu richiamato in Italia nel 1967 per affiancarlo a don Giuseppe Zilli nella redazione di Famiglia Cristiana e per riorganizzare il settore. Diventerà successivamente vicedirettore del settimanale e direttore alla morte di don Zilli (1980). Da questo momento, fino al 1998, la vita di Don Zega si incrocia costantemente con la storia di Famiglia Cristiana, e il suo ministero sacerdotale con la "parrocchia di carta". La rubrica "Colloqui col Padre" è il suo pulpito settimanale, nella quale risponde alle tematiche proposte dei lettori, legate inevitabilmente a problematiche attuali vive e fluttuanti, nuove e difficili, che rimbalzano spesso sulle pagine dei quotidiani (con citazioni estrapolate e spesso manipolate ideologicamente) e che fanno discutere. Dopo il 1998 Don Zega proseguì, variamente e per alcuni anni, la sua attività nel giornalismo, scrivendo su La Stampa di Torino, sul settimanale Oggi e collaborando a programmi radiofonici. E lo fece con cuore sacerdotale paolino. Nel 2004 fu nominato direttore di Club 3-Vivere in armonia, incarico che conservava a tutt'oggi. Nell'editoriale dell'ultimo numero (gennaio 2010) dal titolo: "Siamo tutti responsabili" ha scritto: "Guardiamo al futuro con apprensione dopo che il primo decennio del 2000 si chiude con troppe speranze andate deluse. Ma il domani sarà anche quello che oggi noi vogliamo e costruiamo con le nostre mani". Don Zega ha certamente costruito; costruito con le sue mani e il suo impegno, con la sua intelligenza e il suo cuore, l'oggi e il domani della Società San Paolo. Gliene siamo grati. Ora, nascosto nell'epifania di Dio, interceda per le necessità della Congregazione, soprattutto per quelle attività dov'egli ha profuso energia, competenza, entusiasmo e dedizione. Da parte nostra, lo accompagniamo, con la preghiera fraterna del suffragio. Roma, 6 gennaio 2010
|