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Grasse o magre, ma vive

Ancora diete, protesterà qualcuno. E sì, riparliamone, proprio perché tanto, troppo se ne dice a sproposito. O per interessi non confessabili. Non si tratta, infatti di recuperare la silhouette dopo le feste ormai scontate, ma della ricerca di un sano equilibrio che aiuti il corpo a star bene e non intristisca la vita con l’ossessione della bilancia. 
Il 53% degli italiani, dicono attendibili ricerche, ha un rapporto corretto con il peso, il resto è squilibrato: obeso e, in quantità minore, patologicamente magro. C’è di più: «Il binomio magri e felici, o grassi e infelici resta sempre valido», dice l’esperto dietologo Giorgio Calabrese. Ma le forzature si scontrano sempre con il buonsenso. 
Dodici pagine, più copertina, che vi divertiranno (speriamo) e vi faranno forse cambiare qualche idea. Meglio ancora se vi aiuteranno a trovare argomenti validi per contrastare sciocche e pericolose infatuazioni di figlie e nipoti in fatto di cibo. Anoressia e bulimia sono due facce della stessa medaglia, tutte e due hanno a che fare con quel che mangiamo e tutte e due sono malattie da cui si esce con enormi fatiche. Quando non si soccombe.

Sarà capitato anche a voi di leggere questo cartello: «In zona ospedale affittasi bilocale per brevi soggiorni». A chi ci si rivolge? Ai malati e ai loro famigliari. Chiaro no? Chiaro e truffaldino, come rivela la nostra inchiesta a pag. 28: AAA Affittasi a malati. Malati di cancro e loro parenti sono le vittime ideali per gente senza scrupoli. Come difendersi?
Il volontariato è sempre stata una grande risorsa contro egoismi e sfruttamenti vari. Un esempio per tutti viene da Roma, si chiama Pony della solidarietà (pagina 56). Un’associazione cui fanno riferimento donne dai 60 ai 90 anni che realizzano abiti per uomini, donne e bambini. Attorno, una catena di sostenitori che collaborano con il sorriso sulle labbra. A conferma che fare il bene fa innanzitutto il bene di chi vi si impegna personalmente.

Diceva il filosofo francese Jean Guitton: «Non sono invecchiato, ho solo vissuto più giovinezze». Un modo elegante per esorcizzare le paure della “panchina al parco”. Ma la terza età può diventare davvero una terza vita, piena e ricca quanto le altre. Bisogna però organizzarsi per tempo e “costruirsela” la nuova vita, invece di lasciarsi andare. A pagina 132, in zona verde, vi spieghiamo come attrezzarsi, con esempi e utili indirizzi.
Merita una speciale attenzione, nella zona verde di questo numero, anche il servizio dedicato al problema dei denti che tocca da vicino una fascia larghissima di anziani. Protesi addio, scriviamo. Perché oggi i denti persi si rimpiantano. Tra le tante “storie” di questo numero, ne segnaliamo due di particolare interesse: il racconto di papà Chaplin da parte della figlia Jane, e la straordinaria avventura di padre Kizito, conosciuto come “prete leone” in Kenia, dove è approdato da Lecco trent’anni fa. 
Leonardo Zega

 



EDITORIALE

di don Leonardo Zega

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