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Coraggio + sdegno = speranza
Nonostante certe campagne catastrofiste, ricordiamo quanto di buono possiamo fare perché abbiamo strumenti di navigazione affidabili, rappresentati dall'esempio di chi ha operato in spirito di verità

Negli anni Venti del Novecento la media annua dei morti per catastrofi naturali era di 500.000 persone. Negli anni 2000-2006, tale media è scesa a 19.900. Se prendiamo il periodo 1990-2006 rispetto al periodo 1900-1989 le morti annue per catastrofi naturali diminuiscono dell’87%. Negli stessi periodi il tasso di mortalità per catastrofi naturali, misurato in morti per ogni milione di persone, è sceso del 93%. Questi dati ricostruiti da un serio economista americano, esperto in catastrofi legate a eventi meteorologici, contraddicono la convinzione che le catastrofi naturali e le loro vittime siano in aumento, convinzione diffusa in tante persone, manipolate da campagne mediatiche terroristiche, sostenute anche da organismi internazionali.
Queste campagne terroristiche imperversano soprattutto in economia e sembrano diventate il principale strumento di governo a disposizione del potere (con l’unica eccezione di Prodi che eccede in senso opposto). Il “management by terror” è ben conosciuto anche nella teoria e nella pratica aziendale ma, di norma, non dà buoni risultati. Quello che dà buoni risultati è il management basato sulla verità, la consapevolezza, la compartecipazione, la corresponsabilità. Perciò il primo augurio che dobbiamo farci per il 2008 è di riuscire a difenderci dalle manipolazioni mediatiche e mantenere una visione realistica e non terroristica del mondo e della vita.

Il secondo augurio è di essere capaci di indignarci di fronte alle sconcezze, alle ingiustizie, ai soprusi, alla mancanza di senso della legalità dominanti nella nostra classe dirigente. Il terzo augurio è di essere capaci di tradurre tale indignazione in azione, presenza, parola, di non lasciarci piegare da un senso di resa e di rassegnazione ma di coltivare operosamente la speranza cristiana. Mi ha colpito vedere quante persone coraggiose sono impegnate contro il degrado definitivo dei quartieri più duri di Napoli, riunite in associazioni civiche che, nell’insieme, si definiscono “i non rassegnati”. L’augurio è che ci iscriviamo tutti, in massa, alla associazione dei non rassegnati. Sant’Agostino ha scritto che «la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose viste; il coraggio per cambiarle». Ma io mi domando se, piuttosto, non sia la speranza figlia del coraggio e dello sdegno. Perché anche la speranza rischia di seccarsi se non è alimentata dallo sdegno, dal coraggio e dalla consapevolezza che come esiste il male, esiste anche il bene che, qualche volta, vince. 
È per questo che, a Natale, ho mandato una lettera agli amici sottolineando le cose buone avvenute nel 2007: una sconfitta storica della mafia per opera di giovani valenti ed efficienti dei reparti speciali di polizia guidati da magistrati di valore; la solida tenuta della media impresa di qualità; un significativo recupero della grande impresa; il recupero dello spirito d’impresa in zone tradizionalmente soffocate e corrotte dell’assistenzialismo; persino qualche piccolo passo avanti verso la semplificazione del sistema politico demenziale nel quale siamo costretti a operare. A queste avrei potuto aggiungere che nel 2007 il tasso di disoccupazione è sceso al livello più basso da quarant’anni a questa parte e che l’impegno civico di migliaia e migliaia di buone italiane e buoni italiani attivi nel recupero civile delle nostre città è meraviglioso.

Ci siamo addentrati nel mare del 2008, che è un mare che appare ancora oscuro e pieno di nebbia, con giusto timore e attenzione, ma senza terrore. Perché abbiamo degli strumenti di navigazione affidabili, rappresentati dall’esempio e dal ricordo di tutti coloro che hanno bene operato in spirito di verità. 
Non vogliamo scordarci neanche per un momento, neanche nel momento del festoso scambio degli auguri, i mali che imperversano tra di noi e su di noi (e in primo luogo un rinnovato attacco al territorio e al paesaggio italiano di violenza inaudita; uno dei sistemi fiscali più oppressivi del mondo; una delle macchine politiche con le relative clientele più onerose del mondo e tanti altri che ben conosciamo e sui quali dovremo tornare). Ma non dobbiamo permettere che la consapevolezza del male soffochi la speranza, facendoci scordare le cose buone che pure siamo riusciti a fare nelle nostre famiglie, nelle nostre città, nel nostro Paese e soprattutto le cose buone che siamo chiamati a fare. 

 



LA BORSA E LA VITA
di Marco Vitale

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