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E' l'ora delle donne

È stato detto che «la bellezza salverà il mondo». Sì, ma quale bellezza? Scrivendolo, il grande Dostoevskij non si riferiva certo allo splendore filiforme di una Sharon Stone, ma la luce che promanano i suoi magnifici cinquant’anni a qualche “miracolo” estetico fanno pensare. 
C’è solo artificio in questa esplosione di “troppo belle” per la loro età, che oggi vediamo sfilare sotto i nostri occhi in tutte le strade del mondo? Ecco che cosa ci ha intrigato nella scelta della copertina e dei servizi più importanti di questo numero, idealmente dedicato a tutte le donne nella ricorrenza dell’otto marzo. 
Una risposta abbiamo cercato di cavarla dall’inchiesta e dai commenti che occupano ben 7 pagine, a partire dalla 12. 

La festa della donna, diciamolo, ha perso molto dello smalto d’un tempo, ma non per tornare alla serietà e all’umiltà delle sue origini operaie e per nulla festaiole, bensì per sciuparsi nel pettegolezzo e nella corsa forzata allo shopping.
Tuttavia, la donna – festa o non festa – è oggi più che mai protagonista: oggetto di attenzioni, pensieri, desideri non sempre necessariamente “peccaminosi”; e soggetto di movimenti sociali e culturali che, dalla famiglia al lavoro, dalla politica alla scienza, ricevono dal suo “genio” spinte possenti, nonostante le resistenze che ancora ne bloccano la piena espansione. 
Quali che siano i giudizi – e i pregiudizi dei maschi – oggi è più bello essere donna di quanto non lo fosse 50 anni fa; ed è bello cercarne e amarne la compagnia in un clima di complice libertà e solidarietà. Si sono logorate persino, in questi passaggi epocali, parole come parità e uguaglianza per fare posto a termini più appropriati, quali reciprocità e rispetto delle differenze. Le interviste a due figure complesse e certo non banali come Susanna Tamaro e Lucia Bosè (pag. 38 e 42) confermano questa tendenza ormai irreversibile. 

Non abbiamo dimenticato la Pasqua imminente. L’inserto centrale, con proposte interessanti per tutta la famiglia di vacanze in Austria e soprattutto il servizio su Gerusalemme, la città sacra a ebrei, cristiani e musulmani, hanno ambedue, sia pure da punti di vista diversi, un sapore pasquale. Così come l’offerta speciale di un soggiorno in Alto Adige, con sconti accattivanti per i nostri lettori. 
Sempre in clima pasquale, alla presentazione della Città Santa si collega la bella storia che la segue: quella appunto di Ibrahim, ingegnere musulmano, che ha casa sul monte degli Ulivi, e vive inseguendo la pace e praticando un’accoglienza cordiale a chiunque desideri fermarsi per un po’ di tempo a Gerusalemme. La sua casa è sempre aperta e sul frigorifero c’è un avviso: «Servitevi pure. Quel che c’è è vostro». 
Leonardo Zega

 



EDITORIALE

di don Leonardo Zega

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