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8 marzo: forza, donne!

Otto marzo, festa della donna. L’appuntamento ha perso il suo appeal pseudo-rivoluzionario, di gran moda negli anni Settanta-Ottanta, ma la memoria ha prodotto un sano ripensamento in ambiti allora trascurati. Ne segnaliamo due: la Chiesa del Sud d’Italia che, scrollandosi di dosso la ruggine di devozionismi e di acquiescenza, si riscopre forte, capace di profezia e di leadership. I responsabili di cinque regioni italiane del Meridione, religiosi e laici, uomini e donne, hanno precisato: «Dobbiamo portare il Vangelo nella quotidianità». Una bella sfida. 
L’arcivescovo di Napoli, il cardinale Sepe ha detto che il nostro è sì un tempo di «estrema difficoltà, di incertezza e sofferenza, che vede ancora di più nel bisogno e nella precarietà le famiglie, i giovani, coloro che ogni giorno lottano per il pane quotidiano, con onestà e fatica, preoccupati di mantenere integra la propria dignità», ma è anche il tempo in cui bisogna «riorganizzare la speranza». E la donna, come diceva Giovanni Paolo II, ha nel sangue il “genio” della riscossa, del rinnovamento. Forza, donne!

L’altra segnalazione, tutta al femminile, viene da una sponda inattesa. Marina Salamon, 51 anni, madre di quattro figli, imprenditrice illuminata e sanamente ottimista, dice: «La crisi avrà effetti pesanti sull’economia reale, sui posti di lavoro. Ma potrebbe diventare un’opportunità di cambiamento: sul piano dell’etica, dei modi di vivere, di gestire il denaro, di fare impresa». La copertina e soprattutto l’intervista che ci ha rilasciato (a pagina 16) meritano più di una fugace lettura.
Sempre in tema di crisi, vi offriamo una curiosa storia di auto-difesa. Un pensionato s’è fatto cacciatore di offerte al supermercato. Altro che social card! Le sue armi sono: spirito di osservazione, memoria, pazienza. Girando tra gli scaffali e confrontando le opportunità che vengono presentate, riesce a riempire il suo carrello di «cose buone a prezzi stracciati» e a suggerire a colleghi e amici come battere concretamente l’offensiva del caro-vita (a pagina 20).

Non perdetevi l’intervista con un altro singolare personaggio, l’indiano Sanjit Bunker Roy, che pochi mesi fa ha ritirato il Grosso d’oro della Fondazione Masi, a riconoscimento di una vita spesa per la solidarietà, la ricerca di uno sviluppo sostenibile e la pace. Un personaggio sereno e autorevole, con lo sguardo benevolo e vivace, capelli bianchi da giovane 63enne, la battuta sempre pronta e le mani... bucate.
Accanto a lui, altre storie e altri personaggi meritevoli di attenzione: dal maestro Daniel Barenboim, che con la sua orchestra composta da israeliani e palestinesi lancia un provocatorio messaggio di riconciliazione tra i due popoli, all’estro poetico di Tullio Pericoli, che nei suoi quadri fa rivivere i paesaggi segreti della sua terra natía, le Marche, “tradite” per una vita a Milano, ma rimastegli “dentro” inesorabilmente. 
Leonardo Zega

 



EDITORIALE

di don Leonardo Zega

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