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E noi schieriamo i senior
Siamo di testa dura e non molliamo. Con questo numero rilanciamo con forza e più convinti che mai il Manifesto della terza età (ribattezzato senior, una parola che pare inglese ed è latino puro), presentato nel 2006-2007 in cinque puntate successive, mentre un governo andava (c’era Prodi in quel tempo, ricordate?) e uno veniva.
Ma il nome non è la cosa, che purtroppo non è cambiata affatto. Siamo anzi consapevoli che nel frattempo le condizioni dei senior sono piuttosto peggiorate e le buone intenzioni sono finite anch’esse nel gorgo del cataclisma economico-finanziario generale.
Insistiamo comunque, con un’iniziativa che coinvolge ciascuno di voi. A pagina 19 trovate infatti un coupon che, opportunamente compilato, indirizzeremo al ministro competente, Maurizio Sacconi, sollecitando interventi rapidi e concreti. Ci è stata garantita attenzione, e ringraziamo; ma aspettiamo dal ministero e dal Governo risposte convincenti.
Vi raccontiamo in questo numero anche un mistero che sta affascinando studiosi dell’arte e perfino i Carabinieri. Questi hanno messo “sotto inchiesta” Leonardo da Vinci. Avendo incautamente lasciato le sue impronte su un paio di opere pittoriche, Leonardo rivela un lato inatteso della sua biografia: e se il grande genio “universale” fosse addirittura di origine araba?
Da un genio all’altro, è la volta di Galileo Galilei. A quattro secoli dalla prima osservazione dell’universo, quando lo scienziato di Arcetri puntò il suo cannocchiale verso il cielo, le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2009 Anno internazionale dell’astronomia. Ne parliamo da pagina 52, sulla traccia del motto: «L’Universo, a te scoprirlo».
Altro anniversario, drammatico questa volta, è quello del terremoto di Messina, anno 1908. Provocò distruzioni enormi e 80.000 persone morirono sotto le macerie. Grazie a una raccolta di cartoline d’epoca, abbiamo potuto ricostruire uno straordinario reportage sulla distruzione di Messina e Reggio Calabria, di cui – ahinoi – la città dello Stretto reca ancora le stigmate, con baraccamenti che nulla hanno da invidiare alle bidonville africane.
La musica, per concludere in bellezza. Quella classica, ripercorrendo l’itinerario artistico di un grande che «parla ancora al cuore» di chi ascolta, Giacomo Puccini. E quella più vicina e leggera, incarnata da una giovane cantante, Giusy Ferreri, «ha paura di diventare famosa» e non vuol lasciare il suo lavoro di cassiera.
A seguire, la divertente chiacchierata con la comica di Zelig, Teresa Mannino, che ci racconta il suo personale rapporto con il cibo da strada, a Palermo, la sua città di origine.
Lo so che è prematuro, ma non ci sarà un’altra opportunità prima delle feste: quindi a tutti voi un cordialissimo Buon Natale!
Leonardo Zega

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