
Pietà per
Cogne e Gerusalemme

di Vincenzo Marras
Angosciati,
frastornati, indignati. Lo eravamo davanti allo j’accuse dell’Onu,
di cui siamo venuti in possesso e che pubblichiamo, in
esclusiva, in questo numero di Club3. L’Onu denuncia le
violenze sulle persone anziane, anticipando un rapporto
preparato in vista della seconda assemblea mondiale sull’invecchiamento
(la prima si è tenuta nel 1982, vent’anni fa, a Vienna) in
programma a Madrid dall’8 al 12 aprile. Angosciati,
frastornati, indignati, lo siamo ancora di più in questi
giorni, davanti alla morte del fotoreporter Raffaele Ciriello,
42 anni, colpito da sei proiettili di un carro armato
israeliano, e che ci porta in casa – semmai ce ne fosse
bisogno – la drammatica situazione del Medio Oriente; e alle
cronache degli odii e delle vendette che rimbalzano da ogni
angolo del pianeta. Giorni, ore maledette, schiacciati come
siamo dai titoli di apertura dei telegiornali, dalle pagine dei
quotidiani. Angosciati e indignati per come la tragedia di una
Terra che amiamo come nostra sia strumentalizzata per meschine
battaglie tra politici di turno, fino quasi a farci aumentare la
sensazione di impotenza e ineluttabilità davanti ai fatti
dolorosi che uniscono palestinesi e israeliani.
Frastornati
e indignati, lo siamo in queste ore, davanti all’arresto della
mamma del piccolo Samuele Lorenzi, ucciso a Cogne la mattina del
30 gennaio scorso. Frastornati e indignati per come i fatti di
Cogne – non è che l’ultimo caso, cui abbiamo assistito;
temiamo non sarà l’ultimo che ci verrà proposto – sono
stati usati per dibattiti fastidiosi, prese di posizione
opposte. Orgia di telecamere, di microfoni, di block notes per
calpestare dignità umana e deontologia professionale. Le
diverse testate giornalistiche (davvero poche le eccezioni) e le
varie emittenti, pubbliche e private, hanno innalzato la gogna
mediatica, nascondendosi ipocritamente dietro l’alibi proprio
dei predatori, "La gente lo vuole", alla ricerca della
vittima da "sbranare", del dettaglio morboso da
spendere in pagina o in video, delle insinuazioni al posto delle
notizie. Al contrario – ci piace dirlo – abbiamo apprezzato
il silenzio partecipe di monsignor Maggiolini. I re del video
– i vari Vespa, Cucuzza, Fede, Giordano, tanto per fare
qualche nome – non se la prendano. Non invochiamo censure.
Rispetto, prudenza e pietà sì. Memori anche di quella caustica
massima: «Gli errori dei medici vengono sepolti per terra, gli
errori dei giudici vengono rinchiusi in carcere, gli errori dei
giornalisti finiscono in prima pagina».