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SANITÀ
Cosa cambia

di Monica Melotti
I LEA, I
LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA. CON LE NUOVE DISPOSIZIONI SOLO
LE CURE INDISPENSABILI
Dal 23
febbraio scorso, dopo l’entrata in vigore dei Lea (livelli
essenziali di assistenza), i cittadini dovranno pagarsi per
intero alcune prestazioni, mentre prima era sufficiente il
ticket. Ma cosa si cela dietro questa sigla? I Lea non sono
altro che dei paletti che stabiliscono quali prestazioni
potranno essere rimborsate dal sistema sanitario e quali,
invece, resteranno fuori. «Non è pensabile che il Servizio
sanitario paghi tutto a tutti, deve rimborsare soltanto le
prestazioni che servono davvero alla salute», così ha detto il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia, difendendo la scelta del
Governo e invitando le Regioni a rispettare i patti. Infatti in
questa rivoluzione le Regioni avranno un ruolo importante: sono
loro che dovranno decidere quali prestazioni, anche se escluse
dai Lea, potranno ancora essere a carico del Servizio sanitario.
In pratica si faranno carico dei relativi costi e avranno due
mesi di tempo per stilare una nuova classificazione delle
prestazioni su base regionale.
Quali sono, allora, le cure che il cittadino
dovrà pagare di tasca propria? La lista è piuttosto lunga
(vedi box) e ha suscitato numerose proteste. Tra le escluse
eccellenti: l’omeopatia, il che ha deluso i milioni di
italiani che hanno scelto di curarsi con le medicine naturali,
l’agopuntura, l’elettroterapia. Addio anche alla chirurgia
estetica, alla medicina riabilitativa, alle cure odontoiatriche,
alla chirurgia rifrattiva (laser ad eccimeri). Tra le
prestazioni a carico intero del cittadino, tutte le vaccinazioni
non obbligatorie: chi vuole trascorrere una vacanza in un Paese
africano dovrà pagarsele da solo; come pure i certificati
medici, con l’esclusione di quelli necessari per la
riammissione a scuola o al lavoro, oltre a quelli legati
all’attività sportiva praticata a scuola.
Il Ministro Sirchia assicura che
dell’effetto Lea i cittadini non si accorgeranno nemmeno, anzi
le prestazioni non sono state diminuite, ma aumentate. Ma
l’allarme monta e le voci fuori dal coro aumentano.

L’agopuntura, vittima
illustre
Non ci sta proprio il dottor Carlo Di
Stanislao, segretario della Società Italiana di agopuntura, a
sentirsi dire che questa disciplina non ha un’efficacia
sufficientemente provata in ambito scientifico. «Insieme alle
altre società di medicine naturali abbiamo già inoltrato una
lettera di protesta al ministro» dice, «sottolineando come
l’agopuntura sia a costo zero e quindi non incida
assolutamente sulla spesa sanitaria. Anzi, può solo ridurla.
Inoltre ci sono numerose prove scientifiche che ne testimoniano
l’efficacia: documenti dell’Oms, del Nih (National Health
Institute) americano, della British Medical Society. Basti solo
dire che negli Usa per potenziare lo sviluppo dell’agopuntura
gli organi statali hanno investito 81 milioni di dollari.
Inoltre nel 2000 era stato recepito dai precedenti ministri (Bindi
e Veronesi) un libro bianco sull’agopuntura che raccoglieva 15
anni di ricerche, dove venivano dimostrati l’efficacia, l’economicità,
l’assenza di effetti collaterali e il gradimento da parte del
paziente di questa terapia». Chi vorrà continuare a usufruire
dell’agopuntura al posto del ticket di 36,15 euro per sei
sedute, dovrà dunque sborsare di tasca propria dai 26 ai 31
euro per una seduta. Per invocare un ripensamento, il 1° giugno
presso l’Ordine dei Medici di Firenze ci sarà un convegno
nazionale di tutti i rappresentanti delle medicine non
convenzionali, dove si studierà anche un piano strategico.
Tuttavia non tutte le Regioni sono intenzionate ad eliminare
dalla prestazioni rimborsabili l’agopuntura. La Regione Lazio
ha già annunciato il salvataggio di alcune terapie fisiche:
laser, ultrasuoni, elettroterapia antalgica e molto
probabilmente anche l’agopuntura.
Cosa dice il Tribunale del
malato
«Ci piacerebbe poter condividere
l’ottimismo del Ministro Sirchia, ma temiamo che comunque
bisognerà fare i conti con la necessità di mettere a
disposizione delle Regioni adeguate risorse finanziare», così
commenta Teresa Petrangolini, segretario nazionale del Tribunale
per i diritti del malato, l’accordo tra Stato - regioni. «Il
fatto è che si tratta di un accordo che segue un criterio
economico-finanziario e non tecnico-scientifico come dovrebbe.
Il rischio ancora una volta è quello di aumentare il divario
tra le regioni del Nord e del Sud, in pratica quelle più ricche
erogheranno più servizi e i più colpiti saranno i cittadini più
deboli delle regioni più povere. Ma questo è solo l’inizio
di un restringimento progressivo delle prestazioni che vengono
erogate al cittadino, a breve ci sarà anche la sorpresa sui
farmaci in fascia A (quelli che sono totalmente a carico del Ssn).
Con l’introduzione dei Lea, la Cuf (Commissione unica del
farmaco) ha individuato una serie di farmaci "non
essenziali", la cui rimborsabilità o meno sarà decisa
dalle Regioni: queste potrebbero stabilire di far pagare un
ticket all’assistito. Per esempio, la regione Veneto, dal 1°
marzo chiede una quota fissa di 1 euro per ricetta, più una
quota fissa aggiuntiva di 0,90 o 3 euro a seconda del tipo di
farmaco».
Non demonizziamo i Lea
Il nuovo decreto assicura prestazioni
essenziali ma rapide e invita le Regioni a identificare i
percorsi più opportuni per dimezzare le lunghe liste di attesa
(in media ci vogliono tre mesi per un elettrocardiogramma). «Sono
sicura che i tempi d’attesa saranno ridotti sensibilmente e,
finalmente, verranno privilegiate quelle persone affette da
gravi patologie» dice la professoressa Laura Strohmenger,
direttore del Dental Building all’Ospedale San Paolo di
Milano. «La sanità sta cambiando e dobbiamo ragionare in
un’ottica di costi-benefici. Per quanto riguarda il mio
ambito, le cure odontoiatriche sono quasi sempre state pagate
dal paziente: non sono molte le strutture sanitarie in ambito
nazionale che erogano questo servizio. Con l’introduzione dei
Lea non c’è un sostanziale cambiamento, ma viene fatta più
chiarezza: le cure vengono passate agli anziani sopra i 70 anni,
ai giovani al di sotto dei 20 anni e a determinate categorie
(diabetici, cardiopatici, handicappati). Il Pronto soccorso
continuerà a funzionare per tutti, ma curerà solo il disturbo
momentaneo. Inoltre ogni Regione stabilirà dei protocolli di
diagnosi e cura: la Lombardia, per esempio, attuerà dei
programmi di prevenzione per le carie nei giovanissimi e si
comincia già a parlare di fondi integrativi per la sanità, di
cui una quota sarà a carico del cittadino, un’altra del
datore di lavoro e della Regione».

Lombardia: noi faremo così
Due mesi di tempo per decidere quali
prestazioni escluse dai Lea potranno ancora essere rimborsate,
grazie ai fondi stanziati dalle Regioni. E così la Regione
Lombardia si sta già organizzando. La prima mossa è stata
quella di riammettere la medicina sportiva esclusa dai Lea, in
pratica i ragazzini che vorranno iscriversi in piscina o a judo,
non dovranno pagarsi la visita che certifichi la "sana e
robusta costituzione".
«Sarà la Regione a rimborsare
direttamente le strutture che effettuano la visita» spiega
Carlo Borsani, assessore alla Sanità, «perché la medicina
sportiva è fondamentale per la salute pubblica. Ma la nostra
Regione mette già a disposizione numerose prestazioni non
previste a livello nazionale attingendo al proprio bilancio.
Dopo l’entrata dei Lea, valuteremo quali prestazioni
reintegrare, considerando un criterio di adeguatezza: per
esempio è chiaro che una persona anziana non possa essere
esclusa dalla densitometria ossea (l’esame per valutare
l’osteoporosi) e tantomeno dalle cure odontoiatriche».
Vedremo come funzionerà questo patto tra Stato e regioni per
garantire un equo accesso alla salute a tutti. Va precisato, però,
che nei prossimi quattro anni lo Stato destinerà alle Regioni
oltre 13 milardi di euro (una cifra più elevata del quadrienno
precendente) e che i Lea verranno rivisti periodicamente, anche
più di una volta all’anno.
Monica Melotti
| FUORI
DAI LEA
Il regolamento sui Lea
(DPR 29 novembre 2001, pubblicato in G.U. 8/2/02) è
articolato su tre grandi aree: la prevenzione contro
l’inquinamento, gli incidenti di lavoro, la sanità
veterinaria, la sicurezza degli alimenti, la profilassi
delle malattie infettive e i programmi di diagnosi
precoce, la medicina legale.
Nella seconda area sono
elencati i servizi di assistenza distribuiti sul
territorio: dalla medicina di base all’assistenza
farmaceutica, dalla diagnostica ai consultori. Infine è
trattata l’assistenza ospedaliera, dove viene
precisato il regime più appropriato per erogare certe
cure: pronto soccorso, day hospital, day surgery in
strutture di lunga degenza e di riabilitazione.
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PARZIALMENTE
ESCLUSE
Le Regioni possono
decidere di escludere solo parzialmente la laserterapia
antalgica, l’elettroterapia antalgica, l’ultrasuonoterapia
e la mesoterapia.E sono parzialmente escluse dai Lea
(erogabili solo in casi particolari o con evidenze
cliniche): l’assistenza odontoiatrica, la dentometria
ossea, la medicina fisica, riabilitativa, ambulatoriale,
la chirurgia rifrattiva con laser ad eccimeri.
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TOTALMENTE
ESCLUSE
- chirurgia estetica non
conseguente a incidenti, malattie o malformazioni
congenite P circoncisione rituale maschile P medicine
non convenzionali (agopuntura, a eccezione delle
indicazioni anestesiologiche, fitoterapia, medicina
ayurvedica, omeopatia, chiroropratica, osteopatia,
ecc.)
- vaccinazioni non
obbligatorie in occasioni di soggiorni all’estero
- certificazioni mediche
(escluse quelle richieste dalla scuola per la pratica
non agonistica dei propri alunni) che non rispondono
ai fini di tutela della salute collettiva, anche
quando richieste da leggi (incluse le certificazioni
di idoneità alla pratica sportiva, agonistica e non,
idoneità fisica all’impiego, idoneità al servizio
civile, rilascio patente, porto d’armi, ecc.).
- prestazioni di
medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale:
esercizio assistito in acqua, idromassoterapia,
ginnastica vascolare in acqua, diatermia a onde corte
e micronde, agopuntura con moxa revulsivante,
ipertemia, Nas,massoterapia distrettuale, riflessogena,
pressoterapia, elettroterapia antalgica,
ultrasuonoterapia, trazione scheletrica, ionoforesi,
laserterapia antalgica, mesoterapia, fotoforesi
terapeutica, fotochemioterapia extracorporea.
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PATOLOGIE A CARICO DEL
SERVIZIO SANITARIO
malattie reumatiche (osteoartrosi
ed altre forme degenerative, reumatismi extra articolari)
malattie delle vie
respiratorie (sindromi rinosinusitche, bronchiali croniche,
bronchiti, rinopatia vasomotoria, faringolaringiti e
sinusiti croniche)
malattia ORL (sinusiti e
faringolaringite croniche, stenosi tubariche, otiti
catarrali, otiti purulente, sordità rinogena)
malattie ginecologiche (leucorrea
persistente a vaginiti croniche, sclerosi dolorosa del
connettivo pelvico di natura cicatriziale)
malattie dell’intestino
(sindrome dell’intestino irritabile nella varietà con
stipsi, dispepsia di origine gastroenterica e biliare)
malattie vascolari (postumi
di flebopatie di tipo cronico)
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| LISTE D’ATTESA, CHI
PAGA?
Aspettando che i Lea
diventino dappertutto una realtà, un’altra sfida è
alle porte: il taglio delle liste per avere accesso alle
prestazioni sanitarie (tre mesiper un
elettrocardiogramma è inaccettabile). L’accordo
Patto-Regionidi metà febbraio ha lasciato tre mesi di
tempo ai "governatori" per raccogliere i dati
che servono a identificare i percorsi più opportuni e
definire una strategia anti-code. Un miracolo da attuare
senza oneri aggiuntivi, secondo l’intesa. Ma le
Regioni battono cassa e Sirchia ha dichiarato di non
essere d’accordo perché gli accordi vanno rispettati.
La partita è tutta da giocare, vedremo come si
organizzeranno le Regioni. |
| LE
CURE TERMALI SONO SALVE
Non sono entrate nella
mannaia dei Lea: i cittadini potranno continuare
tranquillamente a beneficiarne. «Del resto le cure
termali hanno scopi di prevenzione, di terapia e di
rabilitazione, quindi rientrano nella prima area
dell’assistenza sanitaria collettiva» spiega Massimo
Giacchetti, presidente dell’Associazione Mondiale
Attività Termali. «Tutto rimane invariato. Per
accedere alle terme è sufficiente un semplice
certificato del medico curante e il pagamento di un
ticket di 36,15 euro, se non si è esenti».
Info:
Thermae Italia (
06.56447575
www.termeitaliane.com
Circuito termale Emilia Romagna (
051.6951172 |
| Teresa Petrangolini, del
Tribunale per i diritti del malato: «Si accentueranno
le differenze di prestazioni fra Nord e Sud»
Le cure riconosciute
saranno solo quelle essenziali. In compenso si darà
molta più attenzione alla prevenzione |
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