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Club 3 n. 4 aprile 2002 - Home Page

 


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ANNIVERSARI

L’ANNO DI GAUDÍ

   
di
Angelo Tondini
  

Barcellona festeggia il centocinquantesimo anniversario della nascita di uno dei suoi figli più celebri. Si prevedono due milioni di visitatori, mentre il Vaticano autorizza il processo di canonizzazione dell’artista
   

Più che una regione della Spagna, la Catalogna si è sempre considerata una nazione nella nazione. Ha una lingua tutta sua, con grammatica e letteratura, governo autonomo, una storia che esalta il coraggio, l’intraprendenza e la voglia di fare della sua gente. Ha il mare, la collina, la buona gastronomia, l’arte, una capitale stupenda, Barcellona, e piccole città deliziose: Girona, Lleida, Tarragona, Sabadell. La Catalogna è il motore economico e culturale della Spagna, la regione più dinamica e vivace.

Quest’anno c’è un motivo in più per andarci. Si celebra il 150° anniversario della nascita di uno dei suoi figli più celebri: Antoni Gaudí, eccellente, originalissimo architetto, profeta del Modernismo, lo stile che in Europa si chiamò Liberty, Floreale o Jugendstil, Secessione o Modern Style.

È uno stile felice, che accompagna l’ultimo periodo di splendore della vecchia Europa prima della grande guerra del ’15-18. È la Bella Epoque, che vide lo sviluppo della scienza, il simbolismo in letteratura, il wagnerismo in musica, l’influsso di Nietzsche in filosofia, un relativo benessere, e molte inquietudini sociali.

La Catalogna ha riscoperto il suo modernismo, un tempo decisamente bistrattato, specialmente dopo la fine della dittatura franchista, quando lo spazio per le realtà locali si aprì. E oggi lo ripropone al mondo, con l’occasione di un anniversario legato all’uomo che più rappresenta questo momento estetico e culturale in Spagna.

L’architetto che inventò Barcellona

Nessun artista ha lasciato un’impronta così marcata e personale in una città come Gaudí ha fatto con Barcellona. Una serie di opere uniche nel loro genere, riconoscibili a prima vista, originalissime, innovative. Eppure non era un rivoluzionario eccentrico, ma un conservatore religioso, che lavorava per l’alta borghesia e la Chiesa. Un industriale tessile, Eusebi Güell, fu il suo mecenate più fedele. E la sua opera più famosa, la Sagrada Familia, è una chiesa, ancora da terminare. C’è anche chi afferma che era un massone, legato alle logge più forti di Catalogna. Lo proverebbero i simboli ricorrenti nelle sue architetture. Sarà vero? Forse non è così importante.

Ma chi era veramente Gaudí? Nato ed educato a Tarragona, rivelò presto un grande interesse per la natura. Lo affascinavano la botanica e la zoologia. E s’incantava davanti al lavoro degli artigiani: falegnami, fabbri, decoratori, ceramisti, incisori, vetrai, orafi. Di loro si servì per le sue opere, oltre a una folta schiera di giovani architetti. In quelle di committenza civile (le varie case e il parco Güell), Gaudí espresse tutto il suo genio innovativo: le linee curve e quasi terremotate da un’energia violenta ma elegante, che girano su se stesse quasi in un vortice. Ammirandole, fate attenzione al troncadis, l’arte di rompere e ricomporre le mattonelle per creare colore e tensione. In questo anticipò astrattismo e simbolismo. E ovviamente la maggior parte dei suoi contemporanei non capì: fu giudicato un pazzo visionario e per almeno mezzo secolo nessuno parlò più di lui.

Casa Batillò, nel centro di Barcellona, da lui riadattata nel 1905, è la rappresentazione architettonica della leggenda di S. Giorgio. Colonne che richiamano le ossa, balconi in ferro a forma di maschera, copertura interna ed esterna a squame, imitando il dorso di un drago e la croce sulla cupola. Traduzione estetica: la spada del Santo (patrono di Catalogna) che infilza la schiena del mostro che cade sulle ossa dei martiri da esso uccisi (le colonne). Gaudì la definì «una visione del Paradiso», luogo che nessuno può ovviamente descrivere. Ma l’originalità del progetto e la perfezione dell’esecuzione richiamano certamente qualcosa di insolito, di mai visto.

La Casa Milà, detta la Pedrera, anch’essa centralissima in Barcellona (Paseo de Gràcia 92) e non lontano dalla prima, dette all’autore l’occasione di mostrare il suo dominio della tecnica. La struttura in pietra è complessa, con forme scavate come sculture nella facciata, ringhiere molto mosse in ferro battuto e comignoli irreali: un’esplosione di linee e di fantasia che anticipa l’architettura espressionista e la scultura astratta. È un palazzo-fiaba, forse l’opera civile più importante di Gaudí e di tutto il Modernismo. L’immancabile visita alla terrazza in alto vi darà la misura esatta della capacità di questo artista, della sua forza evocativa, della novità assoluta della sua proposta estetica.

Ed ecco il Parco Güell, una piccola città-giardino, con la natura che entra nelle strutture in pietra, la famosa panchina curvilinea, il drago colorato che domina l’ingresso principale, la sala delle 86 colonne, con strani disegni sulle volte e le bizzarre decorazioni in ceramica. Siamo tra collage e astrattismo, ma tutto fa parte dell’ennesima favola narrata da Gaudí, qualcosa che sa di esoterico, di misterioso.

Tutti conoscono la Sagrada Familia, una chiesa molto particolare che sta lentamente diventando il simbolo stesso di Barcellona. Eppure non è ancora finita! Gaudí ci lavorò tutta la vita e negli ultimi anni addirittura a tempo pieno, abitando nel cantiere. Iniziò nel 1883 su una struttura non sua e con ritocchi continui proseguì i lavori fino alla morte (1926) immaginando un tempio grandioso, in cui riversò tutto il suo simbolismo. Il progetto prevede dodici torri per gli apostoli, quattro per gli evangelisti, una dedicata alla Madonna e quella più alta (170 metri!) a Gesù Cristo.

Ogni singolo dettaglio (finestra, porta, colonna, rilievo) fa riferimento a santi, istituzioni e misteri della fede cattolica. La decorazione è decisamente naturalistica (riproduzione di nuvole su pietre, stalattiti di ghiaccio, piante e fiori) ed è una testimonianza al suo primo amore. L’ispirazione oscilla tra un neo-gotico sconvolto nelle linee da una fantasia esasperata o piuttosto da una spiritualità fantastica: una vera e propria teosofia portata ai massimi livelli di realizzazione materiale.

Angelo Tondini

E ora in Spagna lo vogliono santo

Nel 1952 sono ripresi i lavori di completamento sotto la direzione dello scultore Josep Maria Subirachs, che vive anche lui nel cantiere, come il più celebre maestro. Purtroppo i progetti originali, disegni e plastici, sono andati in gran parte perduti durante la guerra civile spagnola. La sensazione, vedendo l’opera più volte nel corso degli anni, è che la Sagrada Familia sia una specie di misteriosa tela di Penelope: qualcuno di notte disfà il lavoro del giorno!

In realtà non è così. Ma la complessità e la grandezza dell’edificio costringono l’uomo a tempi lunghi. Del resto, per costruire le grandi cattedrali gotiche medievali ci sono voluti anche due secoli. Si parla di terminare tutto nel 2010, ma qualche dubbio c’è: staremo a vedere.

Per celebrare degnamente Gaudí, nel 150° anniversario della nascita Barcellona e la Catalogna hanno preparato una serie di manifestazioni molto interessanti (vedi anche al sito web www.gaudiclub.com, posta elettronica per informazioni: infogaudiclub.com). Si tratta di una girandola di incontri, mostre, conferenze, pubblicazioni multimediali, libri, cataloghi, cd, trasmissioni radiofoniche e televisive. Gli operatori prevedono due milioni di turisti: potranno girare la città con gli speciali Gaudí-bus che si fermeranno di fronte alle opere più importanti, con sosta per una visita guidata.

L’ultima notizia, sorprendente, è che il Vaticano ha autorizzato la Congregazione per le cause dei Santi a iniziare un processo di canonizzazione di Antoni Gaudí, su richiesta dell’arcivescovo di Barcellona, il cardinale Ricardo M. Carles Gordó. Qualcuno ha obiettato che la presunta appartenenza dell’artista alla massoneria escluderebbe un risultato positivo. Ma sono emerse testimonianze che lo descrivono come profondamente cattolico, assiduo resente alle processioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini. Pare anche che andasse a messa e si comunicasse ogni giorno.

Come andrà a finire? Il presidente dell’associazione che sta promovendo questa causa, Josè Manuel Almu Zara, ha dichiarato che Gaudí è un «santo materiale». Se sarà davvero proclamato tale, sarà il primo architetto tra i santi cattolici.

 

PER ANDARE A BARCELLONA
  • DOCUMENTI: carta d’identità
  • VALUTA: euro
  • LINGUA: spagnolo. Parlato anche l’inglese e l’italiano
  • CLIMA: buono tutto l’anno. Luglio e agosto molto afosi
  • VOLI: con Iberia a/r in classe economy da Milano costa un minimo di 259 euro, tasse incluse, con partenza da Roma o da Milano (tre voli al giorno da entrambe le città). Per informazioni e prenotazioni
    848826236
  • INFORMAZIONI: Turismo Spagnolo
    02/72004617, 06/6783106; milan@tourespain.es www.turismospagnolo.it