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APPUNTAMENTO
CON LA NATURA
LA DOMENICA DELLE OASI

di Cristina Uguccioni
IL 21 DI QUESTO MESE FESTA
ANNUALE PER LE 132 STRUTTURE DEL WWF, IN COINCIDENZA CON LA
GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA
Il bosco
è immerso nel silenzio. Il sole filtra tra i rami degli alberi
creando suggestivi giochi di luce. D’improvviso, appare un
capriolo. Tutti si fermano. L’animale osserva prudentemente il
gruppo di persone che, immobili, lo fissano con sorpresa,
curiosità e tenerezza. Si lascia ammirare per alcuni istanti,
poi scompare lentamente fra la vegetazione. Accade nell’hinterland
di Milano, in una delle zone più industrializzate del nostro
Paese.
Accade a Vanzago, per la precisione, dove
sorge una delle 132 oasi del Wwf, un angolo di natura
incontaminata che è stata preservata dagli assalti del cemento
e dell’urbanizzazione. Domenica 21 aprile, quest’oasi e
tutte le altre sparse sul territorio italiano celebrano la loro
grande festa annuale proprio in coincidenza con la 32esima
edizione della Giornata Mondiale della Terra.
I festeggiamenti, però, cominciano a partire
dal 13 e 14 aprile. Per l’occasione, infatti, in oltre 700
piazze italiane, saranno presenti i volontari del Wwf che
raccoglieranno fondi a sostegno dei progetti avviati nelle aree
protette. Con un’offerta di dieci euro, si riceverà il kit
della Giornata delle oasi, che contiene la documentazione utile
per conoscere e frequentare le riserve: la Guida delle oasi, la
cartina della loro ubicazione e il catalogo dei "campi
avventura" per l’estate. In questa occasione, sarà anche
possibile iscriversi all’associazione versando otto euro
anziché i consueti 25.
Grazie ai fondi raccolti, saranno finanziati
numerosi progetti, molti dei quali volti a tutelare animali rari
e bellissimi che popolano le oasi come, per esempio, il cervo
sardo a Monte Arcosu, in Sardegna, la lontra a Penne, in
Abruzzo, le anatre selvatiche a Orbetello, in Toscana, e il
capovaccaio, un piccolo avvoltoio del lago di San Giuliano, in
Basilicata.

21 aprile, natura gratis
Il clou delle celebrazioni cade il 21 aprile
quando 70 oasi apriranno le loro porte gratuitamente a tutti
coloro che vorranno far festa e trascorrere una giornata nella
natura alla scoperta del patrimonio naturalistico che l’associazione
tutela. Saranno organizzate visite guidate, spettacoli di
animazione per i bambini, rinfreschi all’aperto con alimenti
biologici prodotti localmente, molti dei quali potranno anche
essere acquistati. I volontari del Wwf saranno a disposizione
per soddisfare le curiosità dei visitatori e accompagnarli a
conoscere i diversi ambienti lungo i sentieri attrezzati con
capanni d’osservazione, bacheche e pannelli didattici.
La prima oasi fu istituita nel 1967, solo un
anno dopo la fondazione del Wwf Italia. L’associazione aveva
un progetto ambizioso: acquisire e tutelare, nel corso degli
anni, il maggior numero di aree ad alto valore naturalistico
oppure habitat di specie in via d’estinzione o ecosistemi
particolarmente rari e minacciati. Queste aree non sarebbero
state solo preservate ma avrebbero dovuto essere aperte al
pubblico e ospitare iniziative di educazione ambientale. Oggi si
può affermare che quel progetto ha avuto il giusto successo: le
oasi sono 132 e ogni anno accolgono mezzo milione di visitatori
che hanno la possibilità di ammirare una natura ancora integra,
imparare a conoscerla e ad apprezzarla. Distribuite su tutto il
territorio nazionale, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia,
queste riserve si estendono per un totale di 35.000 ettari e
comprendono coste, laghi, fiumi, montagne, paludi, boschi e
campagne. Le specie animali salvaguardate sono numerose e le
più rare, proprio per la tutela ricevuta e i progetti di
allevamento, non scompariranno dal nostro territorio.
Per tutti coloro che amano la natura, il 21
aprile è un’occasione, dunque, da non lasciarsi sfuggire. E
chissà che qualcuno non sarà a tal punto conquistato dalla
bellezza dei luoghi da voler diventare volontario del Wwf. Nelle
oasi lavorano già piccoli gruppi di anziani che mettono a
disposizione il loro tempo libero e le loro esperienze,
svolgendo diverse mansioni.
Cristina Uguccioni

| L’ABBIGLIAMENTO
PIÙ ADATTO
Per passeggiare nelle
oasi bisogna vestirsi adeguatamente indossando
abbigliamento comodo e sportivo, preferibilmente dai
colori mimetici, scarponcini o gambali di gomma se l’oasi
è situata in una zona paludosa. Nelle aree protette di
montagna è opportuno vestirsi "a cipolla",
cioè indossare indumenti di diversa pesantezza che si
possono mettere uno sopra l’altro e togliere a seconda
del mutare del clima. M Per tutti gli amanti delle oasi,
l’accessorio indispensabile è il binocolo. Maggiori
informazioni sulla Giornata per le oasi sono disponibili
sul sito www.wwf.it o al numero verde 800.99.00.99.
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| L’INTERVISTA: FULCO
PRATESI
«SENSIBILITÀ
COLLETTIVA CRESCIUTA
NEGLI ANNI»
Nel 1967 il WWF,
che allora contava solo 800 soci, riuscì a prendere in
affitto il lago di Burano, in Toscana, per farne un’oasi,
la prima. A questo progetto si
dedicò Fulco Pratesi, socio fondatore dell’associazione.
Oggi ne è il presidente ed è con lui che parliamo
delle aree protette e dell’attività del Wwf Italia.
- Dall’istituzione
della prima oasi sono trascorsi 35 anni: che
bilancio fa del vostro operato?
«Le nostre oasi
preservano il territorio, la fauna e la flora, sono un
bene prezioso che tutti gli italiani possono ammirare e
godere. Ne sono molto fiero: siamo riusciti a tutelare
35.000 ettari di territorio, molti li abbiamo
addirittura acquistati come, per esempio, Monte Arcosu,
in Sardegna, dove sopravvivevano soltanto una
cinquantina di cervi sardi, una specie rarissima. Oggi,
grazie alla creazione della riserva, gli esemplari sono
circa mille. Sono molto orgoglioso anche del lavoro che
abbiamo compiuto – un po’ in tutto il territorio
nazionale – per tutelare e aumentare la popolazione di
altre specie rare come il cavaliere d’Italia e la
lontra».
- Tuttavia, nelle
nostre regioni, molti animali sono ancora in
pericolo. Avete progetti al riguardo?
«La specie più
minacciata è la foca monaca per la quale stiamo
combattendo una lunga battaglia che non possiamo ancora
dichiarare vinta».
«Lo scorso anno
abbiamo acquistato la tenuta di Orbetello spendendo
circa due miliardi di lire. Quest’anno non credo che
faremo investimenti. Però, siamo a disposizione di
privati cittadini o enti pubblici che volessero
affidarci in gestione aree da proteggere».
- La sensibilità
ambientale è cresciuta nel nostro Paese negli
ultimi decenni?
«Indubbiamente sì,
almeno per quanto riguarda la fauna selvatica. Farò un
esempio: negli anni Sessanta, quando lanciammo le prime
campagne a difesa del lupo, questo animale era malvisto
e si dava un premio a chi ne uccideva un esemplare.
Oggi, grazie alla nostra opera di sensibilizzazione, il
lupo è protetto per legge, è amato e la sua
popolazione è progressivamente cresciuta. Lo stesso
vale per tante altre specie. Gli italiani hanno imparato
ad amare gli animali e sono contenti di poter
contribuire a proteggerli. Per la tutela delle piante e
del paesaggio, invece, bisogna ancora fare molti passi
avanti: la sensibilità è minore».
- Che ruolo hanno i
bambini nel Wwf?
«Dico sempre che i
bambini sono la parte più bella della nostra
associazione: hanno inventiva, entusiasmo, sensibilità
ambientale. E anche una grande capacità organizzativa.
Un esempio: nel 1985 volevamo acquistare Monte Arcosu.
Il prezzo era di circa un miliardo e noi versammo una
caparra di cento milioni impegnandoci a trovare il
rimanente in sei mesi. Per riuscire a reperire questi
fondi avviammo molti progetti; uno prevedeva di affidare
ai bambini soci dei Panda Club la vendita di francobolli
del valore di 500 lire con l’immagine del cervo sardo.
Eravamo convinti che sarebbero riusciti a raggranellare
20-25 milioni di lire al massimo. Ebbene, vendettero
francobolli per 250 milioni».
- Quali sono i
progetti per il futuro?
«Insieme col Wwf
internazionale abbiamo individuato alcuni grandi
problemi sui quali lavorare. Uno è particolarmente
urgente, quello del clima. I cambiamenti climatici
stanno causando danni enormi all’ambiente in tutto il
mondo, basti pensare alla desertificazione che avanza e
minaccia anche l’Italia. Il lavoro che ci attende è
titanico: dovremo intervenire in sede legislativa,
appoggiando leggi e iniziative che favoriscano il
trasporto su rotaia e disincentivino quello su gomma. Ma
per risolvere i problemi dovremo tutti imparare a
modificare alcune abitudini».
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