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Club 3 n. 4 aprile 2002 - Home Page

 
  


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APPUNTAMENTO CON LA NATURA
    

LA DOMENICA DELLE OASI


   
di Cristina Uguccioni
  

IL 21 DI QUESTO MESE FESTA ANNUALE PER LE 132 STRUTTURE DEL WWF, IN COINCIDENZA CON LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Il bosco è immerso nel silenzio. Il sole filtra tra i rami degli alberi creando suggestivi giochi di luce. D’improvviso, appare un capriolo. Tutti si fermano. L’animale osserva prudentemente il gruppo di persone che, immobili, lo fissano con sorpresa, curiosità e tenerezza. Si lascia ammirare per alcuni istanti, poi scompare lentamente fra la vegetazione. Accade nell’hinterland di Milano, in una delle zone più industrializzate del nostro Paese.

Accade a Vanzago, per la precisione, dove sorge una delle 132 oasi del Wwf, un angolo di natura incontaminata che è stata preservata dagli assalti del cemento e dell’urbanizzazione. Domenica 21 aprile, quest’oasi e tutte le altre sparse sul territorio italiano celebrano la loro grande festa annuale proprio in coincidenza con la 32esima edizione della Giornata Mondiale della Terra.

I festeggiamenti, però, cominciano a partire dal 13 e 14 aprile. Per l’occasione, infatti, in oltre 700 piazze italiane, saranno presenti i volontari del Wwf che raccoglieranno fondi a sostegno dei progetti avviati nelle aree protette. Con un’offerta di dieci euro, si riceverà il kit della Giornata delle oasi, che contiene la documentazione utile per conoscere e frequentare le riserve: la Guida delle oasi, la cartina della loro ubicazione e il catalogo dei "campi avventura" per l’estate. In questa occasione, sarà anche possibile iscriversi all’associazione versando otto euro anziché i consueti 25.

Grazie ai fondi raccolti, saranno finanziati numerosi progetti, molti dei quali volti a tutelare animali rari e bellissimi che popolano le oasi come, per esempio, il cervo sardo a Monte Arcosu, in Sardegna, la lontra a Penne, in Abruzzo, le anatre selvatiche a Orbetello, in Toscana, e il capovaccaio, un piccolo avvoltoio del lago di San Giuliano, in Basilicata.

21 aprile, natura gratis

Il clou delle celebrazioni cade il 21 aprile quando 70 oasi apriranno le loro porte gratuitamente a tutti coloro che vorranno far festa e trascorrere una giornata nella natura alla scoperta del patrimonio naturalistico che l’associazione tutela. Saranno organizzate visite guidate, spettacoli di animazione per i bambini, rinfreschi all’aperto con alimenti biologici prodotti localmente, molti dei quali potranno anche essere acquistati. I volontari del Wwf saranno a disposizione per soddisfare le curiosità dei visitatori e accompagnarli a conoscere i diversi ambienti lungo i sentieri attrezzati con capanni d’osservazione, bacheche e pannelli didattici.

La prima oasi fu istituita nel 1967, solo un anno dopo la fondazione del Wwf Italia. L’associazione aveva un progetto ambizioso: acquisire e tutelare, nel corso degli anni, il maggior numero di aree ad alto valore naturalistico oppure habitat di specie in via d’estinzione o ecosistemi particolarmente rari e minacciati. Queste aree non sarebbero state solo preservate ma avrebbero dovuto essere aperte al pubblico e ospitare iniziative di educazione ambientale. Oggi si può affermare che quel progetto ha avuto il giusto successo: le oasi sono 132 e ogni anno accolgono mezzo milione di visitatori che hanno la possibilità di ammirare una natura ancora integra, imparare a conoscerla e ad apprezzarla. Distribuite su tutto il territorio nazionale, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, queste riserve si estendono per un totale di 35.000 ettari e comprendono coste, laghi, fiumi, montagne, paludi, boschi e campagne. Le specie animali salvaguardate sono numerose e le più rare, proprio per la tutela ricevuta e i progetti di allevamento, non scompariranno dal nostro territorio.

Per tutti coloro che amano la natura, il 21 aprile è un’occasione, dunque, da non lasciarsi sfuggire. E chissà che qualcuno non sarà a tal punto conquistato dalla bellezza dei luoghi da voler diventare volontario del Wwf. Nelle oasi lavorano già piccoli gruppi di anziani che mettono a disposizione il loro tempo libero e le loro esperienze, svolgendo diverse mansioni.

Cristina Uguccioni

L’ABBIGLIAMENTO PIÙ ADATTO

Per passeggiare nelle oasi bisogna vestirsi adeguatamente indossando abbigliamento comodo e sportivo, preferibilmente dai colori mimetici, scarponcini o gambali di gomma se l’oasi è situata in una zona paludosa. Nelle aree protette di montagna è opportuno vestirsi "a cipolla", cioè indossare indumenti di diversa pesantezza che si possono mettere uno sopra l’altro e togliere a seconda del mutare del clima. M Per tutti gli amanti delle oasi, l’accessorio indispensabile è il binocolo. Maggiori informazioni sulla Giornata per le oasi sono disponibili sul sito www.wwf.it o al numero verde 800.99.00.99.

 

L’INTERVISTA: FULCO PRATESI

«SENSIBILITÀ COLLETTIVA CRESCIUTA
NEGLI ANNI»

Nel 1967 il WWF, che allora contava solo 800 soci, riuscì a prendere in affitto il lago di Burano, in Toscana, per farne un’oasi, la prima. A questo progetto si dedicò Fulco Pratesi, socio fondatore dell’associazione. Oggi ne è il presidente ed è con lui che parliamo delle aree protette e dell’attività del Wwf Italia.

  • Dall’istituzione della prima oasi sono trascorsi 35 anni: che bilancio fa del vostro operato?

«Le nostre oasi preservano il territorio, la fauna e la flora, sono un bene prezioso che tutti gli italiani possono ammirare e godere. Ne sono molto fiero: siamo riusciti a tutelare 35.000 ettari di territorio, molti li abbiamo addirittura acquistati come, per esempio, Monte Arcosu, in Sardegna, dove sopravvivevano soltanto una cinquantina di cervi sardi, una specie rarissima. Oggi, grazie alla creazione della riserva, gli esemplari sono circa mille. Sono molto orgoglioso anche del lavoro che abbiamo compiuto – un po’ in tutto il territorio nazionale – per tutelare e aumentare la popolazione di altre specie rare come il cavaliere d’Italia e la lontra».

  • Tuttavia, nelle nostre regioni, molti animali sono ancora in pericolo. Avete progetti al riguardo?

«La specie più minacciata è la foca monaca per la quale stiamo combattendo una lunga battaglia che non possiamo ancora dichiarare vinta».

  • Istituirete nuove oasi?

«Lo scorso anno abbiamo acquistato la tenuta di Orbetello spendendo circa due miliardi di lire. Quest’anno non credo che faremo investimenti. Però, siamo a disposizione di privati cittadini o enti pubblici che volessero affidarci in gestione aree da proteggere».

  • La sensibilità ambientale è cresciuta nel nostro Paese negli ultimi decenni?

«Indubbiamente sì, almeno per quanto riguarda la fauna selvatica. Farò un esempio: negli anni Sessanta, quando lanciammo le prime campagne a difesa del lupo, questo animale era malvisto e si dava un premio a chi ne uccideva un esemplare. Oggi, grazie alla nostra opera di sensibilizzazione, il lupo è protetto per legge, è amato e la sua popolazione è progressivamente cresciuta. Lo stesso vale per tante altre specie. Gli italiani hanno imparato ad amare gli animali e sono contenti di poter contribuire a proteggerli. Per la tutela delle piante e del paesaggio, invece, bisogna ancora fare molti passi avanti: la sensibilità è minore».

  • Che ruolo hanno i bambini nel Wwf?

«Dico sempre che i bambini sono la parte più bella della nostra associazione: hanno inventiva, entusiasmo, sensibilità ambientale. E anche una grande capacità organizzativa. Un esempio: nel 1985 volevamo acquistare Monte Arcosu. Il prezzo era di circa un miliardo e noi versammo una caparra di cento milioni impegnandoci a trovare il rimanente in sei mesi. Per riuscire a reperire questi fondi avviammo molti progetti; uno prevedeva di affidare ai bambini soci dei Panda Club la vendita di francobolli del valore di 500 lire con l’immagine del cervo sardo. Eravamo convinti che sarebbero riusciti a raggranellare 20-25 milioni di lire al massimo. Ebbene, vendettero francobolli per 250 milioni».

  • Quali sono i progetti per il futuro?

«Insieme col Wwf internazionale abbiamo individuato alcuni grandi problemi sui quali lavorare. Uno è particolarmente urgente, quello del clima. I cambiamenti climatici stanno causando danni enormi all’ambiente in tutto il mondo, basti pensare alla desertificazione che avanza e minaccia anche l’Italia. Il lavoro che ci attende è titanico: dovremo intervenire in sede legislativa, appoggiando leggi e iniziative che favoriscano il trasporto su rotaia e disincentivino quello su gomma. Ma per risolvere i problemi dovremo tutti imparare a modificare alcune abitudini».