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Club 3 n. 7 luglio 2002 - Home Page

 
  


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SALUTE
    
A CIASCUNO IL SUO CLIMA


   
di Monica Melotti
  

UNO STUDIO HA DIMOSTRATO CHE LE VACANZE ESERCITANO UN RUOLO DI PROTEZIONE DELL’ORGANISMO. LA SCELTA DEL LUOGO DOVE RIPOSARE DIPENDE, DUNQUE, DAL NOSTRO STATO DI SALUTE
  

Dopo mesi di intenso lavoro andare in vacanza non è solo una distrazione o un divertimento, ma è un vero toccasana per la salute. Uno studio della State University of New York (Usa) lo ha dimostrato scientificamente. I "forzati del lavoro", quelli che non staccano mai la spina, sono i più esposti a un maggior livello di stress psicologico e a un peggioramento dello stato di salute generale, con un incremento delle malattie cardiovascolari. Lo studio suffragato da dati, ha dimostrato che le vacanze esercitano un vero e proprio ruolo di protezione fisiologica sull’organismo, riducendo il rischio di gravi malattie e il 30% degli attacchi cardiaci.

Nella scelta della località turistica è importante considerare anche il proprio stato di salute, in modo da poterne trarre il massimo beneficio. È inoltre opportuno approfondire il rapporto fra il clima di residenza e il clima di vacanza. Perché il passaggio brusco a un clima con caratteristiche magari opposte a quelle a cui siamo abituati può accentuare i disturbi cronici. Ecco allora una piccola guida per individuare i pregi e i difetti dei luoghi in rapporto al nostro stato di salute.

Mare: calma o eccita

«L’estate porta con sé dal punto di vista biologico notevoli benefici che sono dovuti alla maggior durata delle ore di sole, alla temperatura più favorevole, all’umidità relativa più bassa, alle brezze persistenti in particolare sulle coste», dice Umberto Solimene, direttore del Centro ricerche in bioclimatologia medica dell’Università di Milano. «Come luogo di vacanza il mare risulta essere la meta più attraente nei mesi estivi. Se però si è nervosi e stressati è meglio scegliere un tipo di mare "sedativo", da vivere in spiagge poco ventose con un’umidità alta, facendo attenzione a non prendere troppo il sole. Chi desidera, invece, un clima stimolante può optare per i litorali scogliosi o per il clima oceanico, dove iodio, magnesio e sodio danno una vera e propria sferzata al corpo. Sia il clima da spiaggia che quello di scoglio sono indicati per il linfatismo, l’ipotiroidismo e le allergopatie stagionali. Le brezze marine hanno, infatti, un effetto depurativo e antinfiammatorio sui bronchi. Mettersi vicino alla battigia o agli scogli per inalare le particelle minerali delle onde è come fare un aerosol naturale. L’orario consigliato è nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, quando il sole è meno forte».

Stesso discorso anche per le isole, località quasi sempre ventilate. Attenzione però al vento di scirocco e libeccio, che col loro caldo umido portano a rilassamento muscolare, diminuzione della concentrazione, della memoria e della volontà. Inoltre fare il bagno in mare è di aiuto quando si soffre di disturbi di circolazione. L’acqua alleggerisce il peso del corpo e così la colonna vertebrale e le giunture non subiscono le sollecitazioni dannose che, invece, si hanno con la ginnastica all’aperto. Camminare, poi, dentro l’acqua immersi fino al bacino è utile per le vene varicose: è un idromassaggio naturale capace di drenare il ristagno dei liquidi. La sabbia, invece, ha un effetto termico che fa dilatare i vasi e riattiva la circolazione.

Montagna: disintossica

È il luogo che trasmette più energia, anche rispetto al mare. Dal punto di vista dell’umore è infatti consigliata alle persone fiacche e depresse e può anche dare una spinta ad aumentare le difese immunitarie.

«È infatti indicato per una convalescenza in seguito a malattie infettive o debilitanti», dice Angelico Brugnoli, biometeorologo e consulente al centro universitario milanese. «Ma attenzione: stiamo parlando di montagna bassa (dai 700 ai 1.200 metri), l’alta montagna, infatti, è sconsigliata ai soggetti agitati e ipertesi. Infatti prima di scegliere l’alta montagna come meta delle vacanze è bene farsi misurare la pressione, soprattutto quando si sono già passati i 50 anni. Se la massima supera i 170 è meglio scegliere il mare o la collina. Infatti chi ha la pressione alta non dovrebbe andare in località poste oltre i 600 metri di altitudine, a 1.000 metri si corrono seri rischi di crisi cardiache». Va aggiunto che la montagna fa particolarmente bene ai bambini. Le ragioni sono molte: la possibilità di fare movimento, di dormine e di mangiare di più in modo da irrobustire muscoli ed ossa ed è anche un toccasana per chi soffre di allergie.

Laghi e colline: riposo alternativo

Quello dei laghi è un clima molto favorevole in particolare per i bambini e gli anziani, con un effetto sedativo e rilassante. Per questo motivo è controindicato ai depressi stagionali che soffrono il passaggio dall’inverno alla primavera, soprattutto se il lago scelto è privo di brezze. Il clima di collina (circa 300 metri), invece, è per eccellenza il clima del riposo, indicato alle persone anziane o particolarmente stressate. È un valido aiuto anche per chi soffre di palpitazioni, di vampate di calore, di disturbi al cuore o dell’apparato respiratorio. È controindicato per le sindromi depressive.

Il deserto, solo per chi è in forma

Gli amanti delle dune prima di partire devono valutare attentamente il loro stato di salute. «Un viaggio nel deserto, o anche in località confinanti, va consigliato solo a chi ha un’ottima forma fisica, con un buon allenamento alle spalle», conclude il professor Solimene. «Il fisico deve essere preparato ai grandi sbalzi di temperatura e di pressione, di umidità fra il giorno e la notte, alle folate di vento. Inoltre bisogna anche considerare la questione dei grandi spazi: le persone affette da agorafobia (paura degli spazi aperti) dovrebbero evitare il deserto. Gli enormi spazi, il vuoto, possono causare in queste persone dei veri e propri attacchi di panico».

Monica Melotti

 

IL CUORE IN VACANZA

Alte quote e profondità marine possono diventare trappole per chi soffre di cuore. A 2.000 metri di altezza, infatti, la quantità di ossigeno che circola nelle arterie e raggiunge i tessuti diminuisce del 20% rispetto al livello del mare, mentre sott’acqua una corrente contraria o una manovra errata possono essere fatali per chi ha un soffio dovuto a un difetto cardiaco congenito. Un cuore sano, invece, compensa gli sforzi dell’attività estrema aumentando la capacità lavorativa, cioè la "soglia di affaticamento". Per questo, prima di partire, è importante controllare le condizioni dell’apparato cardiocircolatorio, magari con un test da sforzo. Fatto il test, è sufficiente collegarsi al portale della Società italiana di cardiologia (Sic), all’indirizzo www.cardiologiaonline.org, dove si può consultare una tabella che fornisce la quota massima raggiungibile in montagna e il via libera o il divieto per il diving subacqueo.

   

I BENEFICI DEL SOLE

Spesso demonizzato come concausa di melanoma, il sole preso a giuste dosi e negli orari ideali (prime ore del mattino e tardo pomeriggio) può aiutare. I suoi raggi aumentano le difese immunitarie, la formazione di vitamina D indispensabile per la normale crescita ossea nei bambini e per evitare la perdita di calcio negli anziani, con conseguente osteoporosi. Anche la pelle può trarne benefici: il caldo provoca traspirazione cutanea più intensa che favorisce l’eliminazione delle tossine. Vantaggi anche per le malattie della pelle: vitiligine e psoriasi migliorano grazie al sole e all’acqua marina. I raggi solari, infine, hanno un effetto positivo in tutte le persone che soffrono di forme depressive esogene, cioè dovute ai fattore ambientali.

   

Prima di partire confidatevi col medico: i suoi consigli renderanno più serene le vostre ferie