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Club 3 n. 7 luglio 2002 - Home Page

 
  


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STESSA SPIAGGIA, ALTRI MARI
    

VACANZE A MISURA D’ETÀ

   
di Daniela Bolsi
  

GLI OVER 50 AMANO LE VACANZE NEI LUOGHI TRADIZIONALI MA SONO APERTI ALLE NOVITÀ. IL MONDO DEL TURISMO COME CONSIDERA QUESTE RICHIESTE?

Hanno una gran sete di cultura, d’informazione. Sono curiosi, vogliono sapere tutto, fanno mille domande, sono disposti a fare deviazioni durante i tour, se questo li porta a conoscere cose nuove. Sono i turisti della terza età. Le loro vacanze, in questo spicchio d’estate che giunge al culmine, come cambiano? E, soprattutto, il turismo pensa a loro, sia per quanto riguarda l’attenzione alle strutture e ai servizi che agli itinerari o a pacchetti specifici?

Abbiamo rivolto l’interrogativo all’onorevole Stefano Stefani, sottosegretario con delega al turismo del ministero delle Attività Produttive: «Oggi che il ministero del Turismo non esiste più, la competenza in questo settore è in mano alle regioni», spiega. «Il mio ruolo dovrebbe essere di coordinamento, con un’attenzione a problematiche specifiche e l’indicazione alle regioni di alcune linee di intervento. In questo momento, però, non riusciamo a realizzare neanche questa attività». Esistono problemi operativi che Stefani così sintetizza: «Pensiamo all’importanza della promozione turistica o a certe fasce di utenza, come la terza età: oggi, in Italia, abbiamo la difficoltà di coordinare gli interventi regionali che ancora mantengono un’attenzione a risorse e caratteristiche locali, più che nazionali».

Il sottosegretario non è comunque d’accordo sulla necessità di un’attenzione particolare a questo segmento: «Diciamo che con i miei 63 anni mi sento parte in causa ma mi sembra che possa essere penalizzante pensare a un turismo specifico per la mia generazione. Certo, un serbatoio d’utenza come questo ha una consistente importanza a livello economico. Io, però, non penso a un’offerta turistica specifica, che mi sembra limitativa: quanti anziani sono sportivi, dinamici, curiosi, non vogliono farsi ingabbiare in una definizione e soprattutto frequentare solo persone della loro età o scegliere vacanze pensate solo per loro, che li isolano dai giovani? Penso piuttosto a una riqualificazione delle strutture turistiche, tenendo conto anche della stagionalità della loro domanda, che di solito non riguarda tanto le classiche ferie d’agosto, quanto periodi come la primavera e l’autunno. In questo senso, vedrei bene, con l’aiuto delle regioni, vacanze caratterizzate: legate allo sport o alla cultura o all’enogastronomia. Circuiti che hanno già registrato interesse da parte dei miei coetanei».

Il ministero delle Attività Produttive, a parere del sottosegretario responsabile del turismo, dovrebbe, però, darsi prima altri compiti: «Non abbiamo mai realizzato un osservatorio per la terza età, che rilevi dati a livello nazionale. Ma più che l’esigenza di una sua creazione, sento la necessità di un’attività di rilevazione dati che ci consenta di fare un check-up della situazione turistica nazionale. Non basta poi rilevare i dati, dobbiamo anche imparare a leggerli, sapere come è orientata la domanda. Il nostro compito verso i cittadini in questo momento è soprattutto di informarli, diffondendo anche notizie relative alla nostra offerta turistica via internet. È, inoltre, importante coordinare le attività locali, la promozione in Italia e all’estero del nostro patrimonio, indirizzarne i flussi turistici, tenendo conto dell’importanza delle associazioni di categoria».

Dove si va

Pare che anche quest’estate valga sempre il motto stessa spiaggia, stesso mare. Infatti, le mete balneari, anche per gli over 50, continuano a essere considerate la vacanza estiva per eccellenza e la tendenza è quella di non cambiare.

A questo proposito, il Sib (Sindacato balneari di Confturismo) ha rilevato che quest’anno il 63% dei turisti torna nelle stesse località frequentate da anni, scegliendo i litorali del Tirreno, dell’Adriatico e dello Jonio.

Un’indagine previsionale sui flussi turistici, realizzata nell’aprile scorso dall’Ente Nazionale Italiano per il Turismo su mille persone rappresentative di un campione rilevato per aree geografiche omogenee, ha registrato il 31% delle risposte di persone appartenenti alla terza età, così suddiviso: il 18,55% degli intervistati ha dai 56 ai 65 anni, il 12,20% è invece rappresentativo degli over 65.

Il primo dato emerso dalla rilevazione è una tendenza che pare preludere a segnali di una frammentazione delle vacanze, con un incremento della scelta di altri periodi stagionali (primavera e autunno) e un riposizionamento delle destinazioni turistiche, dettato anche da una politica favorevole dei prezzi.

Questi dati devono comunque tenere conto anche di quelli dell’evoluzione dei consumi negli ultimi dieci anni, emersi dalla relazione generale sulla situazione economica del Paese, diffusa dal ministero dell’Economia. La riconferma, se se ne sentisse il bisogno, è che, in quanto a vacanze, non ci si nega proprio nulla. Si spende, infatti, sempre di più per alberghi e viaggi (nell’ultimo anno sono stati spesi oltre due miliardi di euro per le vacanze organizzate e 18,4 miliardi di euro per gli alberghi), considerando queste scelte irrinunciabili.

Se, comunque, rispetto all’anno scorso, l’indagine dell’Enit registra un lieve calo delle mete turistiche estere (il 65% sceglie l’Italia contro il 35% che preferisce mete straniere), non ci sono grosse sorprese per quanto riguarda le località italiane più gettonate. Ai primi posti figurano l’Emilia Romagna e la Toscana, seguite da Puglia, Sardegna e Campania. Secondo l’Enit, rispetto all’anno scorso, le mete italiane hanno registrato un consistente aumento di interesse, espresso da oltre il 90% degli intervistati.

Offerte/domande

Parliamo allora delle caratteristiche dell’offerta: «È aumentato considerevolmente il numero degli operatori specializzati e di quelli attenti ai nuovi turismi», osserva il professor Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico all’Università di Urbino. «Ma le proposte sono ripetitive, sempre più simili tra loro e poco creative, con poche idee e contenuti, oltre quelli tradizionali. Si tende a proporre più la destinazione che il prodotto, disattendendo così l’orientamento che mostra sempre più interesse a che cosa fare in vacanza, rispetto a dove andare. Nell’industria del turismo, l’ottica sembra ancora quella utilitaristica: si pensa agli anziani quasi esclusivamente per riempire la bassa stagione». Quali sono invece le domande e i bisogni che esprimono queste persone? Tra le prime motivazioni rilevate dalle numerose ricerche condotte in merito dall’Osservatorio della terza età, realizzato non da un ente pubblico ma da un’agenzia turistica, Italcamel, figurano la socializzazione, la conoscenza, la necessità di fare nuove esperienze e di concedersi finalmente quello che ci si era sempre negati in precedenza. Il dato più rilevante però è che gli over 50 non si caratterizzano, tutto sommato, per desideri di vacanze specifiche, ma «sono partecipi di molti degli stili di vacanza che si registrano per altre fasce d’età». Anche gli stili di vita condivisi però sono avvertiti come una limitazione, perché oggi i consumatori «non rispecchiano nemmeno le barriere imposte dall’età».

Un desiderio che comunque viene posto in primo piano – peraltro non esclusivo di questa età – è «la garanzia del rispetto delle promesse contrattuali e organizzative e una specifica attenzione al prezzo, unita a un moderato bisogno di assistenza che deve essere sempre presente ma non troppo invadente», come osserva Dall’Ara.

Elementi, questi, che cominciano a essere valutati maggiormente dai tour operator per questa specifica categoria di vacanzieri. «Se ne tiene conto sia nella gestione dei villaggi che dell’organizzazione alberghiera soprattutto nei periodi di media stagione», riflette Fulvio Ognibene dell’Astoi, l’associazione che rappresenta 61 grandi agenzie e tour operator (tra cui Alpitour, Franco Rosso, Ventaglio). «C’è chi pone maggiore attenzione ad alcune condizioni riservate loro specificamente nell’ambito di programmi generali. Resto comunque dell’idea che agli anziani continuino a non piacere le offerte turistiche riservate a loro: preferiscono essere mischiati a una clientela giovane, anche nei tour organizzati o nell’offerta di pacchetti».

Di diverso parere è Massimo Bonacchi dell’Assai (Associazione italiana agenzie di viaggio e turismo) che rappresenta tour operator e 1.250 agenzie nazionali medie e piccole: «Dalla mia esperienza ho potuto notare che, anche quando viaggiano in gruppi, sono molto attenti alle comodità e ai comfort e non si fanno problemi nel chiedere esplicitamente camere con queste caratteristiche». L’idea di Bonacchi – di fronte alla latitanza di parecchi suoi colleghi nel prendere in considerazione questo settore in rapida espansione – è quella di incominciare a sviluppare tra gli operatori un’attenzione specifica: «In primo luogo ai servizi, alle strutture e ai comfort».

Qualche esempio? Eccolo: Assicurazioni pensate appositamente che contemplino situazioni e necessità specifiche della terza età, anche in relazione al tipo di infortuni. Poi un’attenzione ancora maggiore al livello delle prestazioni, alla qualità degli alberghi. «Sembra addirittura banale – prosegue il presidente dell’Assai – ma molte richieste riguardano una maggior cura delle caratteristiche delle camere. Oltre alla luminosità, alla spaziosità e alla loro ubicazione, molti si informano sulle dimensioni e le peculiarità dei letti. Ci vuole poco, dunque, per offrire attenzioni in più anche nella qualità dei servizi, e questo non solo per vacanze individuali, ma anche di gruppo».

Il professor Dall’Ara è consulente dell’Osservatorio della Terza Età, mentre Italcamel pubblica anche il trimestrale La bella età, dedicato a interessi e problematiche di questa generazione. Secondo Dall’Ara «i due motivi principali che spingono gli anziani ad andare in vacanza sono il tempo e il reddito». Un primo elemento forte che caratterizza la scelta delle vacanze è la rete di relazioni: «Partire per le vacanze è, infatti, spesso una scelta fatta nell’ambito di gruppi amicali, all’interno di organizzazioni e associazioni o in famiglia», dice Dall’Ara. «Si scelgono con gli altri escursioni e vacanze brevi (dalle mete religiose a quelle enogastronomiche), ma anche vacanze sociali, oppure quelle al mare con i nipotini».

Elemento, questo, che ci viene confermato da Massimo Bonacchi: «Constato sempre più che gli over 50, quando devono partire fanno capo a gruppi e ad associazioni, sia relativi a istituzioni pubbliche che private. È tutto un fiorire di iniziative: ci sono i Comuni che organizzano gite a prezzi ridotti nei periodi estivi o in bassa stagione, soprattutto a primavera (per esempio il Comune di Firenze organizza per loro, a fine giugno e fine agosto, da sette a quindici giorni di vacanza a Pesaro e Terracina a prezzi agevolati). Oppure i circoli, i club, le associazioni, le Università della terza età. Mete preferite: l’Europa o le isole italiane, Sicilia e Sardegna in testa». Secondo Bonacchi i viaggi più gettonati sono quelli che hanno come mete luoghi culturali, ambientali ed enogastronomici.

Perché si parte

A questo proposito vengono anche realizzati circuiti specializzati con caratteristiche nuove. Come accade per Centocittà, un’iniziativa nata a Ferrara, «che ha come obiettivo – spiega il responsabile dell’iniziativa, Amelio Guerra – quello di proporre viaggi culturali in piccole città d’arte sottovalutate, non tanto per la loro importanza culturale, che è notevole, quanto per la concorrenza di quelle più note e richieste».

L’intento degli operatori di Centocittà (www.centocities.it), che a fine maggio di ogni anno a Ferrara si trasforma in Borsa del turismo aperta al pubblico, in cui le città minori e gli enti locali sono presenti per fornire informazioni dirette anche sugli eventi culturali, è quello di rendere visibili in Italia e all’estero realtà come Lucca, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, snobbate di solito dai tour che corteggiano sempre Firenze, Roma e Venezia.

È critico però rispetto all’offerta il professor Dall’Ara: «Penso che il sistema dell’offerta turistica degli enti pubblici e dei privati continui a mostrare poco interesse per questa tipologia di mercato. Anche gli operatori più attenti ancora la snobbano, anziché prenderla nella giusta considerazione che merita. Non dimentichiamo, infatti, che le sue caratteristiche principali sono una durata media dei soggiorni più lunga di altri e la scelta di periodi tradizionalmente non affollati».

Anche Fulvio Ognibene confessa: «Tra i nostri associati non abbiamo rilevato alcuna forma di turismo per la terza età, destinazioni specifiche o pacchetti ad hoc. Il che un po’ mi stupisce, perché riconosco l’importanza di questo segmento che rappresenta una consistente fetta della popolazione».

Se quindi la vacanza può essere intesa «sia come un antidoto alla solitudine, una risposta al bisogno di evadere o un’occasione affettiva», secondo Dall’Ara «non bisogna

dimenticare che per gli anziani la scelta delle vacanze avviene soprattutto in base alle esperienze precedenti e al passaparola. In questo caso, i media personali prevalgono di gran lunga su quelli commerciali».

Cosa riserva il futuro

«Le parole d’ordine per il futuro saranno qualità e personalizzazione» conferma Dall’Ara. Richieste che si traducono anche nella ricerca di esclusività. Ha osservato infatti il professor Roberto Lavarini, docente di sociologia del turismo allo Iulm di Milano, in occasione della prima Borsa del Turismo della terza età: «Se per le vacanze gli over 50 scelgono prodotti già affermati, destinazioni di cui hanno già fatto esperienza persone che conoscono, la richiesta è avere qualcosa di esclusivo in più. Può trattarsi anche di una piccola cosa, un panorama, un evento. È importante perché l’esclusività e la personalizzazione sono viste come ciò che porta all’acquisizione di un nuovo status. Fare quello che non fanno altri, vedere cose che pochi hanno visto, visitare un luogo che non si trova sulle guide turistiche, tutto rende il viaggio esperienza, evento, lo impreziosisce».

Dal canto suo, Dall’Ara prospetta un futuro in cui aumenteranno «le vacanze all’estero, soprattutto a lungo raggio. Emergeranno i cosiddetti city break, brevi tour che possono durare anche un week-end, visti come l’occasione per respirare l’atmosfera delle città d’arte e fare acquisti. Tendenza, questa, che apre sempre più la strada alle vacanze brevissime ma dense di contenuti, definite mini Grand Tour. È infine prevedibile un’espansione delle vacanze a tema, legate all’approfondimento di un interesse, personalizzate e costruite su misura». «Cosa che comunque stiamo già realizzando da tempo», chiosa Bonacchi. «Proprio la vacanza a tema con guida specializzata ci viene richiesta da gruppi di approfondimento culturale o Università della terza età, alla fine di un ciclo di lezioni. Una delle ultime che abbiamo organizzato è stata alla scoperta della Magna Grecia».

Danilela Bolsi
     

Turismo d’argento

È la prima guida italiana esclusiva per il turismo della terza età. Pubblicata da Dossier Edizioni, si trova in libreria (€ 7,80). «Per realizzare Turismo d’argento abbiamo fatto numerose ricerche – spiega da Lucca l’editore Renato Berti – per dare informazioni sulla situazione ricettiva italiana e anche servizi specifici».

Vale a dire, per gli alberghi citati, possibilità di sconto per i lettori. «Abbiamo fatto una mappatura delle strutture e dei servizi per la terza età. L’attenzione è rivolta a qualità e comfort che gli anziani ricercano, scendendo nei dettagli delle camere, a cominciare dai letti. Abbiamo segnalato anche quegli alberghi che ne possiedono con doghe ortopediche».

La seconda parte della guida riguarda il censimento dei 30 tour operator italiani che organizzano viaggi, circuiti e soggiorni per anziani. Oltre a offerte, siti internet, prezzi, sono segnalate iniziative curiose, intriganti, nuove. Un invito al viaggio d’argento.

Novità della legge

La legge quadro sul turismo presenta due novità: la nascita della Carta dei diritti del turista e quella dei buoni vacanza per i meno abbienti. Se la prima contiene informazioni sui diritti dei turisti nella fruizione di servizi e sui sistemi di tutela esistenti, i secondi che fine hanno fatto? La legge parla della costituzione di un fondo per il prestito e il risparmio turistico, cui affluiscono risparmi di imprese, associazioni non profit e banche, che dovrebbe erogare prestiti turistici a tassi agevolati e favorire il risparmio di famiglie e singoli con reddito sotto un limite fissato ogni tre anni dal Ministero.

Le agevolazioni, tradotte in buoni vacanza, riguardano il sostegno di pacchetti turistici in Italia, in bassa stagione. Chiediamo notizie dell’iniziativa al sottosegretario Stefano Stefani, per scoprire che non è mai partita: «Noi l’abbiamo ereditata dal governo precedente ma è difficile realizzarla perché non si sono presentate le banche che forniscano la copertura finanziaria per farla partire».

 

LA BELLA ETÀ

Un marchio che esiste da vent’anni nel turismo sociale con un’attenzione alle esigenze della terza età: è La bella età, creato dall’agenzia Italcamel Travel, che dispone di uno staff di operatori attenti esclusivamente a questo segmento turistico.

In una realtà come quella italiana in cui le agenzie specializzate in turismo della terza età sono una decina (una trentina se si considerano quelle che affiancano questo settore a quelle tradizionali), l’organizzazione di Cesenatico ha messo a punto soggiorni climatici, tour, viaggi culturali e artistici a tema, circuiti e crociere con un’attenzione particolare alla politica dei prezzi.

La novità? Propone anche pacchetti su richieste specifiche, che possono nascere da un corso o dall’esigenza di un preciso approfondimento culturale. Un esempio recente: Arti e mestieri, organizzato per scoprire vecchie tradizioni e realtà nuove e curiose. (( 0541.66.17.11, www.italcamel.it). Ha creato poi l’Osservatorio nazionale del turismo della terza età che fa ricerche, analisi, rilevazioni su bisogni e tendenze di questa generazione. Lo affianca il trimestrale La bella età (inviato a chi ne fa richiesta) che non si occupa di turismo, ma sviluppa contatti coi centri

anziani a livello sociale e culturale. L’intuizione nata alla fine degli anni Ottanta è stata quella di prestare attenzione a un mercato turistico sociale di nicchia ricco di potenzialità, per il quale vengono studiate particolari offerte. I clienti principali sono enti pubblici, associazioni e centri anziani, università della terza età. Dicono in agenzia: «Per noi i gruppi sono un insieme di persone e non di numeri. Con gli anziani tentiamo di costruire risposte turistiche adeguate alle loro necessità».

 

Secondo un’indagine della confturismo il 63% dei turisti torna nelle stesse località frequentate da anni

L’enit ha svolto una ricerca. Su mille intervistati, il 31% appartiene alla terza età

Tempo e reddito sono le condizioni che spingono gli anziani nella scelta delle mete

Calano, anche se di poco, le mete straniere e la Romagna è sempre la preferita