-

Club 3 n. 7 luglio 2002 - Home Page

 


cerca
nel sito

 

Scrivici
scrivici!

-

-

-

-

-

stampa o salva la pagina per leggere con più comodo

VIAGGI E CULTURA

I DUE TESORI DELLE MARCHE

   
di
Emanuela Ferro
  

CASTELFIDARDO, COL SUO MUSEO DELLA FISARMONICA E LORETO, SCRIGNO D’ARTE META DI PELLEGRINAGGI
   

Nell’entroterra di Ancona, a pochi chilometri dalla Recanati leopardiana, dalla deliziosa Osimo e da Loreto, sede del celebre santuario mariano, Castelfidardo è meta degli appassionati della fisarmonica e della storia del Risorgimento. Castellano fu infatti l’"inventore" dello strumento, Paolo Soprani; e nella Selva di Castelfidardo si combatté una delle battaglie chiave per l’unificazione italiana, tra le truppe piemontesi e l’esercito pontificio, costretto poi a capitolare nell’assedio di Ancona.

Tutto avvenne nell’arco di pochi anni: nel 1860 la battaglia, nel 1863 la costruzione della prima fisarmonica. Fu lo stesso Paolo Soprani, divenuto sindaco, a volere la costruzione di un monumento dedicato a quella vittoria.

L’invenzione della fisarmonica è circondata da un alone leggendario: l’intuizione del giovane Paolo Soprani avrebbe avuto origine dall’incontro con un pellegrino austriaco munito di organetto, in pellegrinaggio verso il santuario di Loreto.

Il primo laboratorio della futura ditta fu la cantina della casa colonica della famiglia Soprani, contadini. Da lì, la prima bottega; poi, la prima fabbrica e le attività analoghe intraprese dal fratello minore, dai cugini, dai nipoti. Così l’industria della fisarmonica, che caratterizza ben presto l’intero territorio, porta benessere e esporta il nome di Castelfidardo in tutto il mondo. Paolo Soprani è, ancora oggi, eroe cittadino. A lui, che fu cavaliere del lavoro, membro dell’Accademia degli inventori e anche sindaco per quasi dieci anni, sono dedicati un busto e la scuola media e nel suo nome nasce, all’inizio degli anni Ottanta, il Museo.

Anche l’istituzione del Museo ha una sua storia in parte curiosa. Nel 1981, Beniamino Bugiolacchi, attuale direttore, lanciò un appello ai telespettatori della trasmissione Portobello: chiunque avesse voluto donare o vendere fisarmoniche antiche si sarebbe potuto mettere in contatto con il Comune di Castelfidardo, dove si stava allestendo la collezione.

Nacque così la raccolta, arricchita da successive donazioni, tra cui, nel 1996, quella del cavalier Panini, famoso per le figurine ma appassionato collezionista musicale, che praticamente raddoppiò la collezione.

Il Museo della Fisarmonica non è solo il museo di Paolo Soprani; si spazia dallo sheng, antenato cinese della fisarmonica, alle sue versioni elettriche, passando per il bando-neon, reso celebre da Astor Piazzolla, per le scatole musicali, i carillon e per le tante tipologie dello strumento: ci sono fisarmoniche diatoniche, cromatiche, a piano... Soprattutto, il Museo dà spazio a tutti i "grandi" della fisarmonica; ci sono gli strumenti di Soprani, certo, ma anche quelli dei molti altri artigiani marchigiani e, altrettanto ben rappresentati, quelli della concorrenza: prime fra tutte le fisarmoniche di Mariano Dallapè, realizzate a Stradella negli stessi anni partendo da un’intuizione analoga, grazie a un organetto tirolese. E poi, fisarmoniche di artigiani bolognesi, vercellesi, triestini, di italiani emigrati all’estero come Nazareno Piermaria, con bottega, ancora oggi, al 154 di Rue de Chareton a Parigi e, naturalmente di artigiani stranieri.

Gli addetti al Museo, tutti volontari, accompagnano ogni visitatore nelle sale, descrivendo i pezzi esposti e raccontandone la storia. Sono soprattutto ben lieti di estrarre da una vetrina uno degli strumenti – tutti perfettamente funzionanti – ed eseguire un pezzo per gli ospiti. Del resto, i loro nomi spesso compaiono tra quelli dei donatori e costruttori degli strumenti esposti, e con qualche suggerimento si riesce a individuarli nelle foto in bianco e nero appese alle pareti, tra i ragazzetti fisarmonicisti della prima Fisaorchestra. Testimonianza di una passione lunga una vita e della voglia di condividerla con altri.

Il Museo della Fisarmonica non raccoglie solo strumenti: ci sono anche un piccolo laboratorio perfettamente ricostruito, i marchi e i cliché delle aziende, le foto d’epoca, alcune opere d’arte contemporanea ispirate alla fisarmonica, le locandine dei film in cui si è suonata la fisarmonica, come nel caso del recente Pane e tulipani, il cui strumento fu messo a disposizione dal museo. E, ancora, si possono riconoscere le foto di grandi fisarmonicisti come Gorni Kramer e di chi, come John Lennon, ha provato a cimentarvisi.

Infine, nell’ultima sala del Museo, accanto alle pubblicazioni sulla fisarmonica, agli spartiti di successi quali Cumparsita e Ho lasciato il mio cuore a Firenze e persino alle tesi di laurea in economia, sociologia, scienze politiche – dedicate sì all’industria della fisarmonica, ma anche ai termini che la designano nelle varie lingue –, la collezione offre una gamma completa di souvenir e gadget che la vedono protagonista. C’è il presepio dentro la fisarmonica e il Babbo Natale che la suona, e statuine, fiammiferi, bustine di zucchero, dolci di cioccolato, carte decorate, per arrivare alla puffetta fisarmonicista e al puzzle di Lilli e il Vagabondo intenti a dividersi un piatto di spaghetti sotto lo sguardo benevolo di oste e suonatore, naturalmente di fisarmonica.

Loreto

Uno scrigno d’arte realizzato per proteggere un inestimabile tesoro, la Santa Casa, meta di pellegrinaggio seconda per afflusso solo a Lourdes: è Loreto dove, secondo la tradizione, gli angeli portarono in volo da Nazareth la casa di Gesù. La versione storica attribuisce ai Templari il trasporto, dopo sosta in terra istriana nel 1294.

La "Felix civitas lauretana" cresce intorno a quelle mura. Non c’è stile unitario perché al progetto lavorarono tutti i maggiori architetti del Rinascimento, da Bramante a Giuliano da Sangallo, ma il risultato è magnifico.

Il Museo conserva le tele che Lorenzo Lotto dipinse a Loreto, dove si era ritirato in vecchiaia, oltre ad arazzi tessuti a Bruxelles su cartoni di Raffaello, una collezione di vasi da farmacia, una di statuine da presepe e molti ex voto del Cinquecento e Seicento.

Il Museo meriterebbe una visita anche per il solo allestimento, con la passerella dell’ultimo piano ideata per rendere visibile l’antico soffitto in legno. Salendo, si può approfittare delle molte finestre per godere del panorama da un’insolita prospettiva: intorno alla basilica e al palazzo apostolico, oltre la piazza della Madonna, la città è cresciuta coi pellegrini e vive in funzione di questi.

Emanuela Ferro
      

COME CI SI ARRIVA
Autostrada A14 uscita Ancona Sud-Loreto, quindi seguire la statale n° 16 per circa 15 km. Aeroporto di Falconara (Terminal Ancona: (071.28.271)

INDIRIZZI UTILI
Loreto I.A.T.Informazioni Turistiche via Solari 3, (071.97.02.76
Castelfidardo Pro Loco: (071.78.22.987

DOVE MANGIARE
LORETO: Da Andreina, via Buffolareccia 14, (071.97.01.24
CASTELFIDARDO: Osteria Il Mattarello, via IV Novembre 4, ( 071.78.22.861 - Osteria Pippo, via Matteotti 32, (071.78.08.543

DOVE DORMIRE
LORETO: San Gabriele, via Marconi 22, (071.97.01.60 (doppia a partire da 60 euro con colazione)
CASTELFIDARDO Hotel Parco, via Donizetti 2, (071.78.21.605 (doppia a partire da 73 euro)

 

Museo Internazionale della Fisarmonica

Via Mordini 7 (all’interno del Palazzo Comunale)
(071.78.08.288
fax 071.78.00.91
ORARIO: tutti i giorni dalle 9,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30

Per visitare un laboratorio, si può contattare la ditta "Brandoni & Sons", esposizione in via XVIII Settembre 43 e laboratorio in via Martiri della Libertà 4 (071.78.23.272

L’idea di un museo della fisarmonica nacque a Portobello, trasmissione tv di Enzo Tortora. Da allora, le donazioni sono proseguite anno dopo anno