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Club 3 n. 8 agosto 2003 - Home Page

 


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NOI INSIEME

VOLONTARI DELLA PACE

   
di
Massimo Ferrari
  

Emergency promuove una efficace cultura contro la guerra

Non ci sono dubbi: per buona parte dell’opinione pubblica italiana Emergency rappresenta una delle immagini più apprezzate e valide del volontariato, di cui è diventata il simbolo. Ma, in realtà, cosa fanno i volontari di Emergency o, se preferite, in cosa potrebbe essere impegnato chi volesse far parte della loro schiera? La domanda l’abbiamo girata a Paola Ballardin, che si occupa specificatamente di questo settore nell’associazione fondata da Gino Strada. Che ci ha subito chiarito un dettaglio: il volontariato si svolge esclusivamente in Italia, perché all’esterova solo il personale medico specializzato. Il resto degli addetti alle strutture di Emergency fuori dall’Italia viene scelto sul posto, per dare aiuto alle popolazioni localidando lavoro.

«In Italia, invece, i volontari vengono formati e impiegati per fornire supporto logistico alle iniziative dell’associazione, raccogliere fondi e promuove la cultura della pace», spiega Paola Ballardin, rilevando che questo ultimo orientamento è in via di grande sviluppo. Il supporto logistico consiste nello svolgere le molte mansioni indispensabili per far funzionare Emergency e appoggiare chi opera negli ospedali. Per la raccolta dei fondi, si dà vita a eventi che sensibilizzino l’opinione pubblica su quello che l’associazione sta facendo, così da informare quanti vogliano sostenerla. Più innovativa la figura di chi fa cultura di pace: «In questo caso, si tratta di volontari che vengono formati con l’intento di creare il passaparola della pace e di quello che ciò può significare», aggiunge Paola Ballardin, e la missione che viene loro affidata appare molto importante: spiegare cosa significhi la guerra oggi, come evitarla e prevenirne i danni. È un’operazione molto saggia: in effetti con il passare delle generazioni anche in Italia si è spenta la memoria di cosa voglia concretamente dire un conflitto.

Oggi tutto quello che sappiamo sulla guerra ce lo dicono i mass media: i testimoni del secondo conflitto mondiale sono sempre meno. Ma ciò non significa che i fenomeni bellici abbiano perso qualcosa della loro micidiale valenza. È, dunque, indispensabile ricordarlo alla gente, tenendo conferenze e incontri nelle scuole, nelle parrocchie, nelle circoscrizioni e nei consigli comunali. Insomma, si deve promuovere una cultura della pace a 360 gradi: un lavoro tipico dei volontari. «Moltissimi dei quali sono pensionati o comunque non più giovani», osserva Paola Ballardin, aggiungendo che essi vengono formati con appositi corsi. «Chiediamo loro un impegno molto flessibile, che tenga conto delle loro esigenze ma sia efficace», conclude la Ballardin, ricordando che Emergency sta completando una revisione delle sue strutture per creare gruppi radicati nel territorio (ne esistono già 120), utilizzando al meglio le risorse umane.

Emergency, via Orefici 2, Milano; Tel. 02.88.18.81 www.emergency.it

Massimo Ferrari