SALUTE NEWS
L’arma
vincente è
la prevenzione

di Bruna Costi
I buoni
risultati di questi anni rilanciano gli sforzi per battere il
cancro
Adottando uno stile di
vita più sano è possibile evitare alcuni tumori e migliorare
lo stato di salute. Se diagnosticati precocemente molti tumori
sono curabili.
Sono questi i due messaggi di fondo della nuova edizione del
Codice europeo contro il cancro. Voluto dalla Commissione
europea e presentato all’Istituto europeo di oncologia di
Milano è frutto di un processo a cui hanno contribuito esperti
di salute pubblica, oncologi, rappresentanti delle Leghe e
Associazioni contro il cancro e i Ministeri della Sanità di
tutta Europa. Riporta in un linguaggio semplice, conciso, facile
da ricordare, le raccomandazioni alla popolazione per prevenire
i tumori più diffusi sulla base delle più solide e aggiornate
conoscenze scientifiche.
«Il cancro rimane una delle principali cause di morte nella
società europea», spiega David Byrne, commissario europeo alla
salute pubblica e tutela dei consumatori. «Tuttavia la scienza
indica chiaramente che c’è la possibilità di migliorare.
Abbiamo già fatto progressi significativi nella lotta al
cancro, rispetto a quando il Codice fu introdotto la prima
volta, nel 1987. Allora i tassi di mortalità erano in crescita.
Adottando l’approccio di salute pubblica del Codice abbiamo
evitato 92.000 morti per cancro solo nell’anno 2000».
L’obiettivo del nuovo Codice è quello di ottenere una
riduzione del 20% nel numero di decessi che si verificherebbero
nel 2015 sulla base delle stime effettuate. Vale a dire salvare
300.000 vite ogni anno. Un obiettivo ambizioso, ma
raggiungibile. Perché ormai si sa che una prevenzione efficace
e buone politiche di screening portano buoni risultati. «La
prevenzione funziona», continua Byrne. «Le prove sono
schiaccianti: si calcola che oltre l’80% dei tumori nella
popolazione occidentale può essere attribuita a cause esterne,
fra cui un’ampia gamma di abitudini alimentari, sociali e
culturali. Anche la diagnosi precoce funziona. In Europa 25.000
morti per tumore del seno potrebbero essere evitate ogni anno se
in ogni Paese fosse adottato lo screening mammografico».
Questo vuol dire che il prossimo futuro della cura del cancro
è in mano non solo alla ricerca, ma anche alla politica di
sanità pubblica e soprattutto ai cittadini.
Bruna Costi