NOI INSIEME
Costruiamo un
mondo migliore

di
Massimo Ferrari
Insieme si
può: un concetto, un programma, una passione che sta dando
buoni frutti
Lotta
senza quartiere alla miseria e al sottosviluppo, con un forte
impegno per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi
problemi.
È questo il programma d’azione di Insieme si può,
un’associazione di volontariato impegnata in Africa e in Sud
America.
«Il primo gruppo di Insieme si può è nato
nel febbraio 1983», spiega Piergiorgio Da Rold, coordinatore
dei gruppi. «Oggi, l’associazione conta tremila aderenti,
divisi in una ottantina di gruppi di adulti e una decina di
gruppi di bambini, denominati Colibrì. L’idea è scaturita
dalla constatazione che gli aiuti al Sud del mondo sono
inadeguati. Durante un viaggio in Uganda, al seguito di don
Vittorio Pastori (il famoso Vittorione) avevo visto come i
lebbrosi, i poliomielitici, gli affamati vivevano in questo
disagio per 365 giorni all’anno, non solo quando noi ce ne
ricordavamo».
Da ciò a impegnarsi in prima persona il passo
è stato breve. Continua Piergiorgio Da Rold: «Gli aderenti al
gruppo, provenienti soprattutto dal Veneto e dalla Lombardia, si
autotassano mensilmente così da far entrare stabilmente nella
loro vita e nel bilancio familiare un povero. Inoltre si
impegnano ad adottare uno stile di vita meno consumistico, a non
sprecare risorse e comunque ad attuare nelle feste (compleanni,
battesimi, cresime, matrimoni) gesti di condivisione fraterna
con chi sta peggio di noi. Inoltre, consideriamo parte dell’associazione
anche i circa 2.500 aderenti alla iniziativa della adozione a
distanza di altrettanti bambini che assistiamo in trenta
comunità di 14 Paesi diversi».

Insieme si può affronta emergenze (carestie,
alluvioni, terremoti e guerre civili) in Sudan, Uganda,
Mozambico, Angola, Congo, Madagascar, Kosovo, Afghanistan e
Filippine. Inoltre, sta conducendo operazioni di aiuto nel
settore dell’istruzione, della sanità e nelle opere sociali
in Africa, America latina (Brasile e Argentina) e in India. «Nell’ultimo
anno – sottolinea Da Rold – siamo stati impegnati
direttamente in modo speciale in Uganda, dove a marzo abbiamo
aperto una sede con nostri volontari». Già, i volontari: sono
la linfa dell’associazione, che naturalmente ne cerca di
nuovi: il loro identikit li descrive come persone motivate da un
profondo spirito di servizio. Molto importante è la conoscenza
delle lingue straniere (inglese, francese, portoghese). A
seconda delle caratteristiche e capacità professionali
individuali, vengono invitati a fare un’esperienza di breve
durata presso una missione o un centro. Molto ricercate sono
tutte le figure professionali, come quelle di idraulico,
falegname, elettricista, meccanico, sarta. Per l’Uganda si
cerca un giovane che conosca bene l’inglese, per un periodo di
permanenza nella sede di Kampala. Per l’Italia si desiderano
persone disposte a far nascere nelle loro città un nuovo gruppo
di Insieme si può e che aiutino a promuovere progetti come le
adozioni a distanza.
E per sottolineare le prossime festività
natalizie, Insieme si può propone l’adozione a distanza di un
bambino orfano (ce ne sono 180 in attesa di genitori adottivi in
Brasile, Tailandia, Uganda e Filippine) con un contributo
annuale di 310 euro, e il dono di una carrozzella per un ragazzo
handicappato o colpito da mine antiuomo del Nord Uganda.
Massimo Ferrari
Il costo di
una carrozzella si aggira sui 150 euro.
I versamenti vanno fatti o sul conto corrente postale
numero 13737325 o sul conto corrente bancario Unicredit
Banca numero 17613555, Abi 020085, Cab 11910, intestati
a: Associazione gruppi Insieme si può, via Garibaldi 18
32100 Belluno
0437.29.12.98 sito web: www.protadino.it |