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Club 3 n. 11 novembre 2003 - Home Page

 


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SALUTE NEWS

Due in uno contro l’asma

   
di
Bruna Costi
  

Più efficace pur con meno carico di principio attivo

Arrivano dal recente congresso internazionale dell’Ers (European Respiratory Society), i dati su una strategia terapeutica innovativa per la cura dell’asma che è stata chiamata Adjustable asthma management.

Rispetto agli altri farmaci, contiene in un unico contenitore i due principi attivi più utilizzati nella terapia della malattia asmatica: il budesonide e il formoterolo. Il primo è un corticosteroide e riduce il rischio di avere delle crisi perché agisce sull’infiammazione delle vie respiratorie. Il secondo invece è un broncodilatatore beta2-agonista e permette un rapido sollievo dei sintomi.

«I pazienti che seguono un trattamento con questi due farmaci in associazione precostituita raggiungono lo stesso livello di controllo dell’asma di quelli che utilizzano i due farmaci separatamente», spiega Walter G. Canonica, presidente della Simer, Società italiana di medicina respiratoria.

A dimostrare la validità dei due farmaci in associazione è lo studio Cast, uno dei più ampi realizzati nell’ambito delle malattie respiratorie in Italia: sono stati coinvolti oltre duemila pazienti di 154 Centri ospedalieri universitari. Chi ha assunto i due farmaci in associazione ha utilizzato complessivamente il 24% in meno di principi attivi, a tutto vantaggio della salute. Dal momento che l’organismo è stato esposto a un minore carico di farmaci anti asmatici, e in particolare di steroidi, come prescritto dalle linee-guida internazionali.

Obiettivo di questa nuova composizione è quella di "convincere" a seguire correttamente la terapia quel 50% di pazienti che ancora oggi non sono così diligenti nella gestione della cura come dovrebbero essere.

E che in questo modo corrono il rischio di aggravare lo stato della loro malattia. «In più risponde alle esigenze che le persone asmatiche hanno esposto nel manifesto presentato dall’Efa, European Federation of Asthma and Allergy Association», aggiunge il professor Canonica. «I pazienti chiedono di poter controllare l’asma con il minor numero di farmaci possibili e di essere educati dal medico curante a una strategia di trattamento personalizzata».

Bruna Costi
   

CORPO & MENTE

Scrivere fa bene: annotare le proprie esperienze personali o le proprie preoccupazioni aiuta a guarire prima da un intervento o da una ferita. Lo sostiene una ricerca dell’Unità di psicologia al King’s College di Londra. Secondo gli studiosi lo sfogo che passa attraverso la penna stimola positivamente il sistema immunitario e mantiene il suo effetto catartico a lungo termine.

Chi ha un atteggiamento positivo verso la vita e gli altri si ammala meno, perché c’è un rapporto diretto fra ottimismo e resistenza alle infezioni. Lo ha confermato uno studio dell’Università di Pittsburgh. I risultati della ricerca, effettuata su 334 persone divise appositamente in gruppi in rapporto al loro atteggiamento nei confronti della vita, hanno evidenziato uno stretto rapporto fra emozioni e sistema immunitario, e resistenza ai virus, anche se i meccanismi attraverso cui avviene questo legame sono ancora da chiarire.

 

(AL FEMMINILE)

Il cancro al polmone che è in diminuzione fra gli uomini, colpisce invece sempre più le donne. Negli ultimi vent’anni infatti la mortalità per questa forma tumorale è cresciuta di oltre il 30% nel gentil sesso. Imputato? Il fumo, un vizio in costante aumento fra le donne. Se l’attuale trend continuerà nel 2020 la mortalità per questa forma tumorale aumenterà del 50% superando anche quella del famigerato cancro al seno.

Con i pazienti le dottoresse comunicano meglio dei colleghi maschi, soprattutto nel caso della diagnosi di una grave malattia. Lo rivela un’indagine dell’Università del Leicester in Gran Bretagna. Per condurre lo studio sono stati reclutati degli attori che sostituivano i pazienti. È risultato che in linea di massima i dottori al maschile sono troppo crudi nell’informare i propri pazienti di malattie gravi e nell’indicare loro le possibili strategie di cura e le probabilità di riuscita, cioè di sopravvivere. E non sempre il paziente sopporta un rapporto del genere.

 

(LE BUONE IDEE)

I conti del dentista oggi spaventano meno. È infatti possibile rateizzare le spese odontoiatriche e usufruire di condizioni di pagamento agevolate. Il tutto grazie a una carta di credito, promossa da Colgate e messa a punto in collaborazione con Credem, importante istituto bancario presente su tutto il territorio nazionale. La carta che si chiama Ego e viaggia sul circuito Visa, offre ai titolari la possibilità di rateizzare le spese odontoiatriche con un tasso di interesse annuo pari al 12%, e cioè inferiore dai 3 ai 6 punti percentuali rispetto alle più diffuse carte di credito. E per avere la carta non c’è la necessità di aprire un nuovo conto corrente, ma va bene quello che si intrattiene presso qualunque banca. Per saperne di più o farne richiesta tel 800.17.07.71 Da lunedì a venerdì dalle 9 alle 21

È nata a Milano la Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze e con essa il Movimento per una nuova cultura scientifica. Nel Comitato d’onore figurano cinque Premi Nobel, il Comitato scientifico riunisce ricercatori di fama internazionale e al Comitato di sostegno partecipano uomini e donne che contribuiscono all’immagine di un’Italia innovativa a livello internazionale. Questi i cinque grandi obiettivi che la Fondazione intende realizzare:

rientro in Italia di ricercatori qualificati che lavorino per il valore delle idee e non per l’istituzione a cui appartengono

formazione di nuovi scienziati che tengano conto della rivoluzione nelle conoscenze del genoma umano

progettazione di un nuovo assetto per la ricerca e la cura delle patologie più gravi, come il cancro

promozione della scienza nei Paesi emergenti perché essa possa svolgere, attraverso l’unificazione di culture diverse, la sua funzione civilizzatrice e pacificatrice sviluppo di una cultura scientifica nelle nuove generazioni.

 

NUOVE FRONTIERE

In Italia ogni anno 4.000 italiani subiscono l’amputazione dell’arto inferiore all’altezza del femore per malattie vascolari, patologie infiammatorie, tumori e incidenti. Oggi però possono ritrovare una qualità di vita normale grazie alle protesi di ultima generazione. È stato infatti messo a punto un ginocchio elettronico che comandato da un software è in grado di leggere il terreno. Così il paziente può camminare speditamente, sciare, pattinare, ballare, insomma muoversi liberamente senza dover pensare di farlo. In pratica nella parte di protesi fra il piede e il ginocchio ci sono dei sensori che raccolgono i dati sul tipo di terreno, li trasmettono a un microprocessore posto nel ginocchio, che li elabora e dà le istruzioni di movimento alla parte meccanica della protesi: flessione, estensione, cambio di velocità del passo.

Sono stati scoperti i segnali che annunciano la comparsa della disabilità e della demenza negli anziani. Appaiono come macchie biancastre e rarefatte nelle zone profonde del cervello e sono delle alterazioni che avvengono al di sotto della corteccia cerebrale, nella materia bianca. Secondo uno studio europeo coordinato dalla terza clinica neurologica dell’Università di Firenze, queste alterazioni a cui non si dava importanza in quanto ritenute una "normale" conseguenza dell’invecchiamento, sono invece responsabili di molti problemi dell’età legati alle demenze, come perdita di memoria, difficoltà nei movimenti e nell’equilibrio, depressione. È la prima volta che nel cervello vengono riconosciuti i segnali precoci della demenza, presenti in forma estesa in un anziano su tre e in forma lieve su quasi la totalità degli anziani osservati. Si è anche scoperto che queste alterazioni progrediscono lentamente e possono impiegare anche 20 anni prima che si manifestino i sintomi della demenza. È una scoperta importante che apre la strada alla ricerca di farmaci più mirati.