TRADIZIONI D’ITALIA/1
CARTAPESTA E
TERRACOTTA

di Carlos Solito
A spasso tra le vie di
Lecce e Napoli nelle piccole botteghe dell’arte presepiale:
qui nascono pastori, natività, pupi e Pulcinella
Pastori
e personaggi del presepe. Passione per pochi? Tutt’altro, a
giudicare dal successo che ogni anno, nel periodo natalizio,
mietono le straordinarie composizioni realizzate a Lecce in
cartapesta e a Napoli in terracotta. Già a novembre le vie del
centro storico del capoluogo salentino e la famosa via San
Gregorio Armeno nella città partenopea si trasformano in mete
di pellegrinaggio: un interminabile via vai di curiosi e
acquirenti da ogni parte del mondo.
Firenze del Sud, museo all’aperto ma anche
città della cartapesta. Lecce è un crogiolo d’arte e
ingegno. Chiunque lanciasse un’occhiata tra le porticelle del
pian terreno delle case, non troverebbe difficile essere
attratto da altrettanti capolavori plasmati con minuziosa
attenzione dai più insigni artigiani salentini: i cartapestai.
Varcando la soglia di qualsiasi bottega, non ci vorrà molto a
capire come l’arte della cartapesta leccese sia così
importante e nota anche fuori dal territorio nazionale. Si
potranno visitare piccole gallerie artistiche dove sono esposte
sculture dalle diverse dimensioni: statue di santi, ghirlande,
festoni, maschere e personaggi del presepe che irrompono tra gli
scaffali. A Lecce non tramonterà mai il piacere e l’amore per
il presepe: le famiglie, ogni Natale, mostrano in qualche angolo
della casa una natività rigorosamente in cartapesta.
Sull’altra sponda d’Italia, Napoli negli
ultimi mesi dell’anno è l’immagine di una sequela di
personaggi dell’arte presepiale partenopea. Una tradizione che
ha decretato Napoli come città di scultori della terracotta di
insospettabile maestria la cui modestia sfuma con garbo in una
cultura secolare. Girando tra le botteghe del centro sembra di
catapultarsi indietro nel tempo, nei laboratori scultorei del
Settecento. Sono diversi, tanti e da ogni dove i committenti che
vengono a Napoli per acquistare figure presepiali di ogni
grandezza: tra i più assidui, la corte spagnola del re Juan
Carlos che nel palazzo reale di Madrid possiede numerosi
presepi; anche il maestro Riccardo Muti possiede le singolari
sculture.
Corpi e volti espressivi fin nel dettaglio
delle più piccole rughe: popolani, villani, giovani donne,
orientali, pulcinella, re Magi, Natività con i cosiddetti
scogli e osti dietro i quali pendono quarti di bue o maiali
pronti per essere arrostiti. Uno diverso dall’altro: un caos
etnico che è armonica e celestiale confusione. A realizzarli,
artisti dalla viscerale passione verso questa forma scultorea
incarnata da mani che danno vita alla creta. Per conoscerli è
bene andarci durante le loro numerose pause in cui si possono
intavolare piacevoli conversazioni su tecniche e tradizioni.
Venirli a conoscere, magari bussando alla porta dei loro atelier
così napoletani, vale un viaggio.

Lecce: Natale barocco
Ecco dove trovare i migliori presepi della
tradizione leccese. Marco Epicochi (piazza Duomo 18,
339.22.48.589), un laboratorio raffinato dove si realizzano
restauri e statue in cartapesta. Laboratorio I Messapi (piazza
Duomo 20/a,
0832.24.64.69), una bottega dove con la cartapesta si realizzano
personaggi popolari e scenografie teatrali. Piccolo Artigiano di
Pierfrancesco Calcagnile (via Umberto I 12,
0832.30.73.12) zeppa di natività e personaggi del presepe. In
via Vittorio Emanuele, i laboratori di cartapesta di Claudio
Riso (al numero 27,
0832.24.34.10), tra i più rinomati della città e Artefare (al
14,
0832.24.06.29) che
offre presepi e interessanti lampade in cartapesta e pietra
leccese.
Napoli: vichi e botteghe
Lulù (vicoletto San Domenico 11,
339.61.37.166). L’interno del negozietto è un’esplosione di
oggetti dalle forme più bizzarre e originali: bottiglie gobbe,
personaggi buffi, corni contro il malocchio, embrici con scene
di napoletanità, ceramiche e presepi. Il tutto è realizzato da
Lucia Cimmino e Luca Marchionne, lei di Napoli, lui di Capri.
Girare nel loro regno, che ha appena un anno di vita, vuol dire
scoprire una cantina che presto ospiterà, come una piccola
galleria d’arte, le opere dei giovani che hanno piacere di
mostrare le loro creazioni; mentre sopra si possono vedere all’opera
come veri e propri alchimisti alle prese con smalti e colori.
Via San Gregorio Armeno è la culla del presepe napoletano: per
tutta la sua lunghezza la via è una processione di vetrine e
bancarelle traboccanti di pastori, personaggi di satira politica
o della mitologia napoletana e corni contro il malocchio o le jastemme
degli iettatori. Fratelli Antonio e Rosario Lebro (al numero
41,
081.55.20.851),
Angela Loffredo (al 31,
081.52.08.83), Fratelli Capuano (al 28,
081.55.19.651), Giuseppe Cesarini (all’11,
081.42.03.197) e lo storico Ferrigno (di Giuseppe e Marco, al
numero 8, info@arteferrigno.it,
www.arteferrigno.it):
veri e propri musei del presepe con piogge di angeli che pendono
dal soffitto e eserciti di pastori. Bottega Corciovia Tribunali
341,
e fax
081.29.77.85) con le opere dei giovani fratelli Rosaria,
Giuseppe e Anna Corcione. Un team straordinario: per vederlo all’opera
occorre andare nel retrobottega tra pennelli, cordoni di stoppa,
occhi di vetro, pezzi di stoffa, forbici, parti anatomiche di
pastori rotti e accatastati in scatole, libri che ritraggono i
personaggi dei presepi del Settecento. Il vicino vico Panettieri
ospita invece Ciro Vignes (al civico 30,
338.97.77.879) assieme a Bruno Gentile e Alessandra Lanzetta,
altri tre ragazzi che con straordinaria originalità producono
Madonne, Bambinelli, angeli, pastori e anche maschere,
Pulcinella, statue di santi per chiese.
Carlos Solito