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Club 3 n. 12 dicembre 2003 - Home Page

 


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TRADIZIONI D’ITALIA/1

CARTAPESTA E TERRACOTTA

   
di
Carlos Solito
  

A spasso tra le vie di Lecce e Napoli nelle piccole botteghe dell’arte presepiale: qui nascono pastori, natività, pupi e Pulcinella
  

Pastori e personaggi del presepe. Passione per pochi? Tutt’altro, a giudicare dal successo che ogni anno, nel periodo natalizio, mietono le straordinarie composizioni realizzate a Lecce in cartapesta e a Napoli in terracotta. Già a novembre le vie del centro storico del capoluogo salentino e la famosa via San Gregorio Armeno nella città partenopea si trasformano in mete di pellegrinaggio: un interminabile via vai di curiosi e acquirenti da ogni parte del mondo.

Firenze del Sud, museo all’aperto ma anche città della cartapesta. Lecce è un crogiolo d’arte e ingegno. Chiunque lanciasse un’occhiata tra le porticelle del pian terreno delle case, non troverebbe difficile essere attratto da altrettanti capolavori plasmati con minuziosa attenzione dai più insigni artigiani salentini: i cartapestai. Varcando la soglia di qualsiasi bottega, non ci vorrà molto a capire come l’arte della cartapesta leccese sia così importante e nota anche fuori dal territorio nazionale. Si potranno visitare piccole gallerie artistiche dove sono esposte sculture dalle diverse dimensioni: statue di santi, ghirlande, festoni, maschere e personaggi del presepe che irrompono tra gli scaffali. A Lecce non tramonterà mai il piacere e l’amore per il presepe: le famiglie, ogni Natale, mostrano in qualche angolo della casa una natività rigorosamente in cartapesta.

Sull’altra sponda d’Italia, Napoli negli ultimi mesi dell’anno è l’immagine di una sequela di personaggi dell’arte presepiale partenopea. Una tradizione che ha decretato Napoli come città di scultori della terracotta di insospettabile maestria la cui modestia sfuma con garbo in una cultura secolare. Girando tra le botteghe del centro sembra di catapultarsi indietro nel tempo, nei laboratori scultorei del Settecento. Sono diversi, tanti e da ogni dove i committenti che vengono a Napoli per acquistare figure presepiali di ogni grandezza: tra i più assidui, la corte spagnola del re Juan Carlos che nel palazzo reale di Madrid possiede numerosi presepi; anche il maestro Riccardo Muti possiede le singolari sculture.

Corpi e volti espressivi fin nel dettaglio delle più piccole rughe: popolani, villani, giovani donne, orientali, pulcinella, re Magi, Natività con i cosiddetti scogli e osti dietro i quali pendono quarti di bue o maiali pronti per essere arrostiti. Uno diverso dall’altro: un caos etnico che è armonica e celestiale confusione. A realizzarli, artisti dalla viscerale passione verso questa forma scultorea incarnata da mani che danno vita alla creta. Per conoscerli è bene andarci durante le loro numerose pause in cui si possono intavolare piacevoli conversazioni su tecniche e tradizioni. Venirli a conoscere, magari bussando alla porta dei loro atelier così napoletani, vale un viaggio.

Lecce: Natale barocco

Ecco dove trovare i migliori presepi della tradizione leccese. Marco Epicochi (piazza Duomo 18, 339.22.48.589), un laboratorio raffinato dove si realizzano restauri e statue in cartapesta. Laboratorio I Messapi (piazza Duomo 20/a, 0832.24.64.69), una bottega dove con la cartapesta si realizzano personaggi popolari e scenografie teatrali. Piccolo Artigiano di Pierfrancesco Calcagnile (via Umberto I 12, 0832.30.73.12) zeppa di natività e personaggi del presepe. In via Vittorio Emanuele, i laboratori di cartapesta di Claudio Riso (al numero 27, 0832.24.34.10), tra i più rinomati della città e Artefare (al 14, 0832.24.06.29) che offre presepi e interessanti lampade in cartapesta e pietra leccese.

Napoli: vichi e botteghe

Lulù (vicoletto San Domenico 11, 339.61.37.166). L’interno del negozietto è un’esplosione di oggetti dalle forme più bizzarre e originali: bottiglie gobbe, personaggi buffi, corni contro il malocchio, embrici con scene di napoletanità, ceramiche e presepi. Il tutto è realizzato da Lucia Cimmino e Luca Marchionne, lei di Napoli, lui di Capri. Girare nel loro regno, che ha appena un anno di vita, vuol dire scoprire una cantina che presto ospiterà, come una piccola galleria d’arte, le opere dei giovani che hanno piacere di mostrare le loro creazioni; mentre sopra si possono vedere all’opera come veri e propri alchimisti alle prese con smalti e colori. Via San Gregorio Armeno è la culla del presepe napoletano: per tutta la sua lunghezza la via è una processione di vetrine e bancarelle traboccanti di pastori, personaggi di satira politica o della mitologia napoletana e corni contro il malocchio o le jastemme degli iettatori. Fratelli Antonio e Rosario Lebro (al numero 41, 081.55.20.851), Angela Loffredo (al 31, 081.52.08.83), Fratelli Capuano (al 28, 081.55.19.651), Giuseppe Cesarini (all’11, 081.42.03.197) e lo storico Ferrigno (di Giuseppe e Marco, al numero 8, info@arteferrigno.it, www.arteferrigno.it): veri e propri musei del presepe con piogge di angeli che pendono dal soffitto e eserciti di pastori. Bottega Corciovia Tribunali 341, e fax 081.29.77.85) con le opere dei giovani fratelli Rosaria, Giuseppe e Anna Corcione. Un team straordinario: per vederlo all’opera occorre andare nel retrobottega tra pennelli, cordoni di stoppa, occhi di vetro, pezzi di stoffa, forbici, parti anatomiche di pastori rotti e accatastati in scatole, libri che ritraggono i personaggi dei presepi del Settecento. Il vicino vico Panettieri ospita invece Ciro Vignes (al civico 30, 338.97.77.879) assieme a Bruno Gentile e Alessandra Lanzetta, altri tre ragazzi che con straordinaria originalità producono Madonne, Bambinelli, angeli, pastori e anche maschere, Pulcinella, statue di santi per chiese.

Carlos Solito

segue: Caltagirone, sfida tra pasturari