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N. 5 maggio 2008
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CONOSCIAMO
SAN PAOLO - LETTERA
AI ROMANI
AI ROMANI: I TEMI DELLA
FEDE
Dal 1999 questa lettera è diventata il testo dell'incontro fra cattolici e protestanti sul grande tema della giustificazione. Troviamo soprattutto in questa lettera – che Lutero amava chiamare «il cuore e il midollo di tutti i libri», – i temi più significativi della profonda riflessione teologica di Paolo.
Il peccato. È significativa l’affermazione racchiusa in 5,12: "Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato". Prima di Cristo ha regnato il peccato di Adamo, che né la legge né lo sforzo prometeico dell’uomo sono stati capaci di eliminare. Anzi, il peccato dell’uomo ha coinvolto la stessa creazione ("Tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi", Rom 8,22). Solo l’incarnazione di Gesù, la sua obbedienza al Padre, la sua crocifissione, la sua Pasqua ne sono state capaci. La legge. Paolo parla di una legge naturale, comune a tutti gli uomini, che addita il bene e il male, e di una legge particolare, quella data da Dio al popolo ebreo. Ma entrambe queste leggi si limitano a indicare ciò che è bene e ciò che è male, non danno però la forza di seguire il bene e di evitare il male. Per questo si rende necessaria la salvezza portata da Cristo.
La vita secondo lo Spirito. È il tema dei capitoli 6-8. "Vivere secondo lo Spirito" significa, per Paolo, vivere nella consapevolezza della Pasqua, del vangelo, del battesimo, della salvezza ricevuta da Gesù. È questo "vivere" (o "camminare") che fa dell’uomo una creatura nuova, giustificata, partecipe della stessa vita divina. Per questo, Lutero invitava i cristiani a conoscere la lettera ai Romani "parola per parola" e a nutrirsene "come del pane quotidiano dell’anima". Al "vivere secondo lo Spirito" Paolo contrappone il "vivere secondo la carne", che indica l’ambito del peccato, dell’uomo vecchio, del mondo di prima, ancora sotto la disobbedienza di Adamo, l’ambito del rifiuto delle "cose di lassù" e dell’essere "creatura nuova" in Cristo. È il tema che troveremo ancora con frequenza nelle lettere di Paolo. L’importanza di questa lettera. Commentata da quasi tutti i Padri della Chiesa, la lettera ai Romani ebbe un ruolo decisivo nell’affrontare l’eresia del Pelagianesimo e nello scandire le tappe della Riforma protestante, fino al Concilio Vaticano II (che la cita 122 volte). Melantone (collaboratore di Lutero) la definì "sommario della dottrina cristiana" e Karl Barth la pose a fondamento della rinnovata teologia protestante contemporanea. Il 31 ottobre 1999 cattolici e protestanti si sono accordati sul grande tema della giustificazione, che li teneva divisi: la lettera ai Romani da "testo delle nostre divisioni" è diventata così il "testo del nostro incontro". Veramente "le grandi ore della storia della religione cristiana sono anche le grandi ore della lettera ai Romani". |
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