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N. 5 maggio 2008
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TESTIMONI
DI OGGI –
UN'AUTENTICA VITA
CRISTIANA
Stilista della carità
La nostra
fedele collaboratrice sempre attenta a figure particolarmente
significative, rievoca la memoria di una donna impegnata nella
professione, nel sociale e nelle attività parrocchiali, a servizio di
tutti. «Così il quotidiano veneto "La Tribuna" ha dato ai suoi lettori l’annuncio dell’improvvisa dipartita di Adriana C., per oltre 50 anni protagonista del mondo della moda: "Sarta, stilista, modellista, insegnante, ha lanciato la sua linea personale, la linea Adry. Resterà nel ricordo di molti il suo profilo e il suo carattere". Altre pubblicazioni hanno titolato: "Una vita per l’eleganza e la dignità dell’alta moda"; "Evangelisti del terzo millennio"; "Una carriera con amore": tutto per indicare la straordinaria figura di una donna ricca di umanità e di fede in Dio, quasi in controtendenza con le "carriere facili" di gente del nostro tempo. Adriana era una veterana, ricca di una esperienza maturata in gioventù nei più importanti centri della moda internazionale. Donna esile, gentile, quasi schiva, dai modi signorili, dotata di forte temperamento e di inesauribile creatività. Dopo aver girato il mondo, divenne abile maestra di taglio per le sarte alle prime armi ma desiderose di imparare i segreti del mestiere e per esse pubblicò con successo due testi di tecnica di taglio, per dar modo a tutti di attingere a quella professionalità che lei ha saputo raggiungere ed esercitare.
Negli ultimi anni insegnava a un Centro di formazione professionale tenendo corsi seguitissimi. Lunga è la serie di riconoscimenti da lei ottenuti. Tra i premi più importanti: "Leone d’argento" al Casinò di Venezia nel 1983; la "Targa d’argento della Sartoria Italiana", al défilé e alla mostra presso la C.c.i.a.a. di Treviso nel 1986; nel 1995, al 26° Congresso Mondiale dei Maestri Sarti a Roma, la "Targa d’oro" per i 50 anni a servizio della sartoria italiana. La sartoria era la sua vocazione, seguita fin da giovanissima. L’ha accompagnata nelle città della moda: Milano, Parigi, Londra, Colonia, fin negli Stati Uniti d’America; a Milano ha lavorato anche come costumista della Scala, eseguendo tra l’altro abiti di scena per la grande Maria Callas, Tebaldi.... E ha preparato costumi per l’Arena di Verona. Degna di essere segnalata è la testimonianza di don Amedeo Scquizzato: "Come parroco, dico grazie per la presenza in mezzo a noi di Adriana. Quando 25 anni fa sono arrivato qui una delle prime persone incontrate è stata questa donna dal cuore aperto e disponibile, attraverso l’apostolato dei laici, a vivere con responsabilità questa sua presenza di attenzione, soprattutto verso settori delicatissimi, ma che già allora la Chiesa incominciava a segnalare. Adriana è stata una presenza di luce e di ardore sia come presidente del locale CIF (Centro Italiano Femminile) sia come presidente dell’Azione Cattolica Femminile (Giovanissime), sia come catechista, sia come membro attivo della Caritas e del Movimento per la Vita".
Don Scquizzato in proposito mette in luce una realtà viva: «Adriana, non sposata, possedeva una maternità grande, come vuole la Chiesa, e ne rivede la presenza accanto alle ragazze madri; problema anche oggi tanto presente, ed afferma: "Lei, possiamo dire, era la Chiesa: portava la voce del parroco, la carità della parrocchia, a sostegno della vita a ragazze in queste situazioni, senza giudicare, senza segnare a dito, ma con una presenza che solo lei sapeva essere e dare. Vedo Adriana come un’antesignana di quello che sarà poi lo sviluppo che la parrocchia ha avuto: la Caritas, che ha come settore non soltanto gli interventi operativi e pratici, ma soprattutto lo scopo di diffondere questo amore alla vita, agli altri meno fortunati di noi. E, oltre a tanti impegni professionali, familiari, sociali è riuscita a essere presente fino a qualche anno fa, all’interno del Consiglio parrocchiale, preziosa per i suoi consigli, i suoi indirizzi, le sue attenzioni a problemi presenti nel nostro territorio». Risalta da queste parole come Adriana sia stata un autentico faro nel suo paese. Già col suo esempio di "grande signora, tanto più nobile quanto più semplice e riservata nel tratto" - come la considerava un amico dei suoi fratelli - era una dimostrazione silenziosa di coerenza morale, pur esposta alle seduzioni di un mondo notoriamente problematico e insidioso, in cui si corrono rischi e si esigono lotte per salvare la propria dignità professionale, e restare fedeli ai valori più alti. Adriana ha dato chiara e coraggiosa testimonianza di fedeltà a Dio, in cui profondamente credeva, dimostrando che si può conciliare eleganza decoro e professionalità con una visione cristiana di bellezza. Adriana non ha avuto una famiglia "sua" nel senso comune della parola, ma ha saputo vivere intensamente la sua femminilità, nel servizio agli altri, e come ricorda il fratello sacerdote "si è presentata a Dio con un corredo ricchissimo, con i frutti di tutto il bene seminato nella sua laboriosa esistenza". Il monito che Adriana ha dato alla sua vita è nel testo (a lato) che lei stessa, aveva donato alle persone più care in data 14 maggio 1995 nel 50° della sua professione. Lya Carini
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