N. 5 maggio 2008

Sommario.

Alle sorgenti della spiritualità
  
a cura di Olinto Crespi

Ai Romani: i grandi temi della fede
  
a cura della Redazione

Il ruolo di Maria nella storia dell’umanità
   Bruno Simonetto

La vite e i tralci
  
Primo Gironi

Le due opere di Dio
   Angelo Montonati

Quei toni del canto, quei passi di danza...
    Beatrice Immediata

L’infanzia di Don Alberione
    Mercedes Matrostefano

"Come ho incontrato San Paolo"
   Monica Leonetti

Tra lettura e nuovi media
  
Claudia Camicia

Comunicare nel "linguaggio globale"
  
Sandro De Bonis

Una mano al mondo
  
Angelo De Simone

La famiglia ieri e oggi
  
Anna Pappalardo

Una stilista della carità
   Lya Carini

Nella serra delle Aracuarie
   Giuseppina Alberghina

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
  
a cura della Redazione

Preghiamo per...
   

Cooperatore Paolino n. 5 maggio 2008 - Copertina

  PASTORELLE - LA MISSIONE TRA I CABOCLOS

 di GIUSEPPINA ALBERGHINA

Nella serra delle Araucarie
  

Le Suore Pastorelle si sono rese disponibili nel 2006 a svolgere il loro ministero pastorale in queste zone del Sud del Brasile.
  

A Sud dell’immenso Brasile, nelle zone interne dello Stato di Santa Catarina, esattamente nel territorio di Lages, regione serrana, le foreste di araucarie e di pino brasiliano sono tra le più belle del mondo. La gente che vi abita, discende dall’incontro tra indigeni, negri e immigrati dall’Europa, i cosidetti caboclos. Una popolazione composita e profondamente religiosa, le cui radici, così diversificate, hanno dato vita a una convivenza pacifica e accogliente di ogni cultura e tradizione.

La storia di questo popolo viene da molto lontano, dagli indigeni "araucani", presenti nel territorio da quattro mila anni. A partire dal XVI secolo, all’epoca della colonizzazione, i portoghesi sottomisero gli indios e portarono dall’Africa molti negri come schiavi, per utilizzarli nella cattura delle balene, nella zona costiera. Successivamente molti di loro furono venduti per lavorare nelle foreste dell’altipiano serrano, con tutte le sofferenze e le umiliazioni di una situazione di dura schiavitù. Alla fine del XIX secolo si aggiunsero molti emigrati provenienti dall’Europa.

Nel 2006 le Pastorelle sono state chiamate a svolgere il loro ministero di cura pastorale nella parrocchia dedicata a Maria, Nostra Signora del Patrocinio. Accolte come un dono dal cielo, sr Marta Razera, sr Nair Mantoan e sr Eunice Grespan, si sono subito sentite a casa e hanno cominciato a conoscere le origini del popolo loro affidato, ponendosi tra la gente come sorelle, nella semplicità della loro vita, consacrata a Gesù buon Pastore e nella speranza di rendere visibile la sua cura amorevole per tutti, specialmente per quelli più bisognosi di maggiori cure pastorali: i giovani e le famiglie.

Un territorio esteso

La parrocchia di Nostra Signora del Patrocinio è una delle tre maggiori parrocchie della diocesi, con un territorio di 1.441 Kmq. È composta di due nuclei urbani: la città di Campo Belo e quella di Cerro Negro, e di alcuni piccoli nuclei rurali, per un totale di circa 13.000 abitanti. Le comunità sono formate prevalentemente di famiglie "caboclos". L’80% della popolazione vive in città, e il tasso di analfabetismo è uno dei più bassi del Brasile, il 6%.

Le Pastorelle si sono subito rese disponibili per collaborare con il parroco, padre Edilson Josè De Souza e con il diacono Carlos, di prossima ordinazione, ed insieme hanno pianificato il loro lavoro pastorale. A partire dalle indicazioni della V Conferenza del CELAM, svoltasi ad Aparecida nel maggio 2007, hanno fatto la scelta di una nuova missione evangelizzatrice. Hanno scelto di annunciare nuovamente il Vangelo e sostenere il popolo cristiano nel suo cammino di fede, coinvolgendo molti laici nel rilancio di una Chiesa missionaria.

Le tre suore Pastorelle a Campo Belo; da sinistra: sr. Marta, sr. Eunice e sr. Nair. Le pastorelle nella celebrazione di accoglienza da parte del Parroco e della Comunità parrocchiale. (Il Tabernacolo è incastrato nel tronco di un araucaria). Parroco e Diacono mentre progettano la pastorale. Sr. Marta Razera in un momento di catechesi al popolo.
Le tre suore Pastorelle a Campo Belo; da sinistra: sr. Marta, sr. Eunice e sr. Nair. Le pastorelle
nella celebrazione di accoglienza da parte del Parroco e della Comunità parrocchiale. (Il Tabernacolo
è incastrato nel tronco di un araucaria). Parroco e Diacono mentre progettano la pastorale.
Sr. Marta Razera in un momento di catechesi al popolo.

Abbiamo chiesto a sr.Marta Razera, in che modo le Pastorelle contribuiscono in questo compito: "Il nostro principale impegno è prenderci cura della vita cristiana del popolo, aiutando le persone nel cammino di purificazione della fede, per una cultura della fede che sostenga e alimenti la mentalità evangelica, e spinga a diventare missionari del Vangelo. In genere siamo presenti ai momenti di formazione e di catechesi ai diversi livelli, ed anche con l’accompagnamento delle persone e delle situazioni che hanno bisogno di crescere e maturare nell’adesione a Cristo".

Sr. Eunice, la più giovane della comunità, ci parla della cura verso le nuove generazioni, soprattutto nella fascia giovanile: "È veramente una realtà molto vivace e disponibile. I giovani sono molti e ci hanno accolto con vero entusiasmo, mostrando di comprendere bene il valore della vita religiosa, il dono di una comunità religiosa che vive in mezzo a loro e che condivide i loro sogni e le loro speranze". Così hanno scritto i giovani del gruppo Seja, nella presentazione di un loro CD, in occasione della Giornata della vita consacrata, il 2 febbraio scorso: "I giovani ringraziano molto della presenza delle Suore Pastorelle in mezzo a loro e ammirano il coraggio delle sorelle nel portare avanti la missione della Congregazione, che rafforza i pilastri della Chiesa e qui, in Campo Belo do Sul, semina nei cuori la speranza. Che Gesù buon Pastore continui ad illuminarci".

Sr. Nair ci racconta come sia necessario accompagnare la devozione popolare, come opportunità di catechesi e di approfondimento della fede: "Cerchiamo di essere presenti nelle celebrazioni liturgiche e nei molti momenti di devozione popolare, in cui le persone manifestano la loro fede semplice e sincera. Anche una processione o un pellegrinaggio possono essere momenti di maturazione della fede, di crescita nella consapevolezza della sequela del Signore. La profonda devozione alla Madre del Signore, li custodisce dai rischi di una religiosità che può essere facilmente contaminata. Inoltre il contatto diretto con le famiglie, soprattutto nei momenti più importanti, come la nascita di un bimbo, o un lutto, una malattia, un momento difficile, rende presente tra loro l’amore e la cura del Pastore Gesù. E la loro gratitudine è proprio grande!".

Il dono della benedizione

Una tradizione molto radicata nel popolo è quella della "benedizione". Ci sono alcune persone o famiglie che si tramandano il dono della "benedizione" e a loro ricorre la gente quando è nella sofferenza e sente il bisogno di una segno della presenza di Dio nella loro vita. Questi laici, un po’ speciali, benedicono le persone, accompagnando il loro gesto con la preghiera e il digiuno. È certamente una tradizione popolare che può essere valorizzata per segnalare il sacerdozio comune dei fedeli e la bellezza di una vita che benedice e si lascia benedire nel Nome del Signore.

La cura pastorale dei molti laici che lavorano in parrocchia e che sono sempre generosi nella loro disponibilità è la sfida principale per le Pastorelle, perché la loro opera di istruzione, di formazione e di santificazione cristiana, si colloca proprio nella prospettiva di rafforzare la dimensione missionaria del popolo cristiano. La loro presenza e il loro ministero risultano particolarmente attuali, in un momento storico in cui il continente latinoamericano custodisce molte speranze per il futuro della Chiesa.

Sr. Marta Finotelli, la Superiora generale delle Pastorelle, che ha appena compiuto la visita canonica in questa comunità, ha incontrato il Vescovo di Lages Dom João Oneres Marchiori, che si è molto rallegrato della presenza delle Pastorelle. Sr. Marta ci ha raccontato: "Sono rimasta molto ammirata delle zelo pastorale delle nostre sorelle e del grande apprezzamento che la Chiesa locale ha per la loro presenza. Vivendo in mezzo al popolo di Dio le nostre sorelle cercano di tessere la comunione ecclesiale tra i diversi gruppi e specialmente con il vescovo e i presbiteri. Il forte senso della Chiesa aiuta anche a promuovere quell’ecumenismo spirituale che si realizza nella preghiera e nella carità fraterna. Ho raccomandato alle sorelle e ai padri di condividere la Parola di Dio nella lectio divina, per alimentare la comunione tra loro e con il popolo, nello spirito del Vangelo, e per poterla donare alla comunità parrocchiale nel segno della fraternità".

Ci rallegriamo perché là, dove crescono e maturano i deliziosi pinhões, frutti delle araucarie, rifiorisce la vita cristiana e porta frutti di salvezza per tutti.

Auguriamo alle Pastorelle un ministero di cura pastorale sempre più fecondo, portatore della vita e della gioia della Risurrezione.

Giuseppina Alberghina