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N. 6 giugno 2009
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EDITORIALE
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CHIUDE L'ANNO PAOLINO
UN IMPEGNO CHE
CONTINUA! L’Anno Paolino sta per
finire, inizia il tempo dei bilanci, ma anche quello del riprendere,
rinvigoriti il nostro cammino come figli del grande Apostolo e di essere
oggi San Paolo vivente. Il prossimo 28 giugno, con la celebrazione dei vespri vigiliari della Solennità dei Santi Pietro e Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Santo Padre Benedetto XVI chiuderà solennemente l’Anno Paolino, da lui indetto per commemorare il bimillenario della nascita dell’Apostolo. L’Anno dedicato a San Paolo ha visto un fervore di iniziative a livello
ecclesiale: le catechesi del Papa e il suo costante richiamo all’Apostolo
durante il magistero ordinario; le lettere pastorali dei Vescovi
diocesani imperniate sull’Apostolo e gli incontri sulla sua figura o
sulle Lettere in parrocchie e comunità religiose; i pellegrinaggi sulle
orme di San Paolo; libri, articoli, studi, convegni; spettacoli e
recital, produzioni multimediali, ecc. La comunità ecclesiale si è accostata a San Paolo; non le è mancata l’occasione di conoscerlo più a fondo; di scoprirne la ricchezza teologica e pastorale; l’amore intenso e battagliero dell’uomo afferrato da Gesù sulla via di Damasco; l’apostolo infaticabile che si consuma per il Vangelo; il servo dal cuore grande, immedesimato a Cristo e aperto al mondo. "Perché la Parola del Signore si diffonda" – Anche la nostra Famiglia Paolina, com’era doveroso, ha fatto la sua parte: dovunque essa è presente, si è impegnata ad approfondire la conoscenza di San Paolo e a chiedergli ispirazione e intercessione; ha posto il carisma che le è proprio a servizio della comunità ecclesiale, collaborando con le Chiese locali, ma anche con proprie iniziative, di cui ha dato puntuale informazione il sito www.alberione.org. Tra queste merita una attenzione particolare la diffusione della Bibbia. Come è noto, sull’Anno Paolino si è innestato nell’ottobre 2008 il Sinodo dei Vescovi dedicato alla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. Ci poteva essere occasione migliore per onorare il nostro padre San Paolo che proseguire con lui la "corsa per il Vangelo" (cf 2Ts 3,1), portando la bella notizia di Gesù là dove l’uomo vive, fatica, soffre, gioisce e prega? Quale più grande ricchezza si poteva dare a questo mondo povero e orgoglioso se non Gesù Cristo? Ci poteva essere modo più appropriato per stimolare la conoscenza dell’Apostolo, che ha impresso se stesso nelle sue Lettere e ci parla della sua esperienza di Cristo? Davvero benvenute, perciò, l’edizione, in volume unico, della Bibbia Via, Verità e Vita e La nuova Bibbia per la famiglia, allegata settimanalmente a "Famiglia Cristiana" con relativi sussidi per un totale di diciassette volumi. Si è trattato di una specie di "convocazione sacra" (cf Es 12,16) del popolo di Dio e dell’uomo d’oggi a leggere e a meditare il messaggio cristiano con il cuore di Paolo, il discepolo che conosce il Maestro divino e da lui si lascia plasmare. "La nostra lettera siete voi" – Un’altra iniziativa, che ha segnato l’Anno Paolino, è stato il Seminario internazionale su San Paolo, svoltosi nella Casa Divin Maestro di Ariccia (Roma) nell’aprile scorso. Esso mirava ad approfondire la ricca e complessa personalità dell’Apostolo; a delinearne la missione specifica e lo stile di evangelizzazione nel contesto che gli fu proprio e nel pensiero del beato Giacomo Alberione; a rielaborare l’identità del carisma paolino in un contesto di società, cultura, Chiesa e comunicazione che evolvono rapidamente. Grazie al contributo di studiosi di fama internazionale, la figura di San Paolo ci è sfilata davanti nella sua complessità: il suo ritratto interiore, l’apostolo, l’evangelizzatore, lo scrittore, i contenuti della sua predicazione e il contesto storico, la sua attualità per l’uomo contemporaneo. E poi ancora, con l’apporto di alcuni membri della Famiglia Paolina, il rapporto del beato Alberione con l’Apostolo; lo stile di vita e di apostolato multiforme che contrassegna il carisma paolino; l’essere San Paolo oggi vivente della Famiglia Paolina per comunicare il Vangelo, valorizzando tutte le forme e i linguaggi della comunicazione attuale. San Paolo ci è apparso veramente l’Apostolo: modello e ispiratore, dallo stile comunicativo irripetibile, il cui cuore palpita all’unisono con il cuore di Cristo, vibra di zelo per tutti i popoli, si dilata al mondo e a tutte le categorie di persone, esprime regole pastorali per l’apostolato. Ci è comparso innanzi come lo ritrae il nostro Fondatore: "con l’occhio al panorama geografico del mondo pagano, l’anima tesa giorno e notte agli uomini tutti per comunicare a tutti l’ardore santo che lo consuma e lo trasforma in Gesù Cristo". A noi l’impegno e il santo orgoglio di presentarci quale nuova lettera paolina, da lui scritta e indirizzata a tutti gli uomini (cf 2Cor 3,2). Florilegio paolino – San Paolo ci ha contagiati con il suo grande fascino. Ci sta davanti con i suoi progressi da gigante nella virtù e nell’apostolato; in lui riconosciamo il discepolo umile e fedele, il coraggioso annunciatore, il geniale mediatore del messaggio evangelico; siamo condotti a tradurne nella vita gli insegnamenti e gli esempi. Sfogliando le pagine dell’Unione Cooperatori Buona Stampa degli anni Venti del secolo scorso, ci si imbatte in frammenti che sprigionano freschezza ed entusiasmo, affetto e devozione a San Paolo. Il dire cristallino del cuore lo percepisce presente, palpabile, vivente. San Paolo è uno di casa: "in casa gli si vuol bene: egli è il maestro, il patrono, il modello, la guida"; affascina: "possiede l’arte di rapire i cuori; parlare di San Paolo è rallegrare i volti, far battere i cuori"; ci vuole bene: "San Paolo ci prova tutto il suo affetto, la sua cura, la sua provvidenza paterna"; è da imitare: "è un cuore avvampante d’amore; la carità l’ha tutto trasformato in Dio"; è da pregare: "Anime generose, siate devote di San Paolo! Ai Cooperatori della Buona Stampa faremo una carità grande suggerendo la devozione a San Paolo: l’anima del nostro apostolato". Si potrebbe continuare nel comporre questa sorta di "florilegio paolino", tanto l’Apostolo, la sua persona e il suo ardore erano incisi negli animi della nascente Famiglia Paolina e dei Cooperatori. È bene che ce ne rendiamo conto per sentirci stimolati a respirare lo spirito di San Paolo a pieni polmoni. Silvio Sassi
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