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N. 6 giugno 2009
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ATTUALITÀ
Abbiamo bisogno di
FAMIGLIE VERE La famiglia non gode di buona salute, ma i mass media si impegnano a mostrare modelli disgreganti e inconsistenti. Anche i nostri politici fanno la loro parte a non dare il buon esempio. Come cattolici dobbiamo impegnarci di più a favore della famiglia. È in gioco il nostro futuro. La storia della rottura tra Berlusconi e Veronica Lario ha fatto notizia assai più del necessario. Ma tutto sommato è stato un "test" provvidenziale per far riflettere gli italiani sul vero significato della famiglia e del ruolo che essa deve avere in una società civile. Sono suonati patetici, quando non ipocriti, certi appelli lanciati alla Lario perché ci ripensi e non divorzi da Silvio. Ci si è messo anche un anziano prete suo amico, dicendole: «Il premier soffre, la moglie torni indietro». Ma per la Chiesa cattolica, quella di un divorziato risposato è davvero la "moglie"? Un Berlusconi libero da questo legame, contratto non davanti al Signore ma in Municipio, potrebbe finalmente accostarsi all’Eucarestia senza impedimenti o sotterfugi, c’era proprio bisogno di invitare la signora a ripensarci? Si ha l’impressione che, a volte, l’appartenenza politica – di sinistra o di destra, non fa differenza – prevalga su tutto, spingendo a sorvolare su aspetti essenziali e qualificanti del nostro essere cristiani.
Ma torniamo a ciò che ci interessa. In questi ultimi mesi (già prima del "caso Lario") si è visto e udito di tutto sulla stampa e alla tv, a conferma che è in atto da anni a livello internazionale un attacco a fondo contro la famiglia cristianamente intesa e contro i valori che essa è chiamata a difendere. Si pensi allo spazio che viene dato dai rotocalchi alle coppie non regolarmente sposate, alle separazioni e ai divorzi, in continuo aumento un po’ dovunque, presentati però non come lacerazioni o disgrazie, bensì come scelte considerate "normali", soprattutto se i protagonisti sono una star dello sport o dello spettacolo. Quali "modelli" dai mass media? Giustamente Famiglia Cristiana ha dedicato qualche numero fa (dell’8 marzo precisamente) un duro commento a Tutti pazzi per amore, un "familiare" di punta di RAIuno, e ai Cesaroni di Mediaset, un altro campione di ascolti: due fiction da cui emerge un modello di famiglia "allargata", disinibita, dove i rapporti istituzionali cambiano, ma tutti si aiutano e si vogliono bene; una famiglia presentata come l’unico vero antidoto alla noia e alla solitudine. È evidente la tendenza, quasi ossessiva, a presentare come "normale" e "positivo" ciò che non lo è affatto: ai telespettatori si dà in pasto una famiglia che normale non è affatto, in cui prevalgono rapporti di convivenza etero o omosessuali, dove il valore della fedeltà è ignorato o ridicolizzato.
La televisione e la stampa, purtroppo, non riescono (o forse, è meglio dire che non vogliono perché più impegnativo e meno divertente per certe fasce di pubblico che fanno "audience") a raccontare la bellezza e la fatica della normalità, che fa pure parte della realtà. Così ci tocca sentire belle parole in difesa della famiglia pronunciate per pura convenienza da politici (e sono tanti) che hanno alle spalle un divorzio o convivono (lungi da chi scrive l’intenzione di entrare nel privato di questi signori o di giudicarli: prendiamo solo atto di una contraddizione resa evidente da chi ne parla in pubblico). Famiglie con meno figli... e strategie anticoncezionali I mass media, dal canto loro, non sembrano preoccuparsi troppo di certe evoluzioni negative in atto nella società italiana. Si sa che aumentano, ad esempio, le coppie senza figli, che rischiano di far saltare il ricambio tra le generazioni: il nostro è ormai un Paese di vecchi e per vecchi; le statistiche riconfermano che gli anziani sono raddoppiati negli ultimi 50 anni, e che gli ultraottantenni addirittura sono quadruplicati. Italiani dunque sempre più anziani, più longevi e più soggetti a malattie invalidanti.
Di conseguenza, i giovani dovranno lavorare sempre di più per pagare le nostre pensioni, mentre le loro saranno molto più basse delle nostre. Altri aspetti legati alla vita di coppia hanno visto recentemente i mass media di vari Paesi attaccare la Chiesa e la visione cristiana della famiglia. Pensiamo a come certa stampa ha reagito di fronte alla netta presa di posizione del Papa e dei vescovi in materia di anticoncezionali, così come alla decisione del governo spagnolo di rendere libero l’aborto a sedici anni, un’età che in quel Paese non permette di prendere la patente e di comprarsi un pacchetto di sigarette! Assistiamo ad una preoccupante evoluzione nei comportamenti delle ragazzine in materia sessuale. Si va verso una degenerazione di cui sono ancora una volta responsabili, non soltanto i mass media presentando modelli immorali in una società che promuove nuove forme di servitù sotto l’apparenza del più sfrenato permissivismo, ma anche le famiglie, spesso totalmente assenti di fronte a tali comportamenti. Ma se la famiglia funziona, i figli riescono a sottrarsi al plagio della mentalità corrente.
Presentare una immagine vera della famiglia Nel gennaio scorso, a Città di Messico, durante il sesto Incontro Mondiale della Famiglia, si è discusso delle sfide e delle opportunità educative, affrontando anche tematiche di scottante attualità come "Famiglia e sessualità", "Famiglia e mass media", "La famiglia di chi è immigrato", "La famiglia e le virtù sociali" e "Le politiche legislative per la famiglia". Purtroppo, la grande stampa (salvo quella cattolica) ha praticamente ignorato l’evento. A metà maggio si è celebrato la XVI Giornata Internazionale della Famiglia (quest’anno il tema era sul peso economiche che grava sulle famiglie), e non ha avuto migliore sorte. Eppure voi sono stati evidenziati i tesori contenuti nella famiglia e nell’amore coniugale, le modalità per rigenerare nella famiglia ciò che le appartiene come dato naturale e incontrovertibile, e soprattutto la capacità di trasmettere dentro e fuori della porta di casa i valori che contano. E non è mancata un’ampia carrellata di testimonianze dalle istituzioni che sostengono la famiglia: le parrocchie, le associazioni e i movimenti.
Nel 2012 l’appuntamento per il settimo incontro mondiale sarà a casa nostra, a Milano, all’ombra della "Madonnina", e speriamo che questa volta i mass media se ne accorgano. A noi l’impegno di prepararci come Cooperatori Paolini a diffondere il più possibile, con la parola e con l’esempio, l’immagine vincente e ineludibile della famiglia cristiana. Troviamo il modo di sensibilizzare la stampa laica su questi temi, il materiale non manca e non mancherà. E lasciamo perdere le "telenovelas" familiari dei politici di turno, perché il futuro del nostro Paese è più che mai legato al consolidamento di famiglie "vere". Angelo Montonati |
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