N. 7 luglio - agosto 2010

Sommario.

Maria la primizia delle creature
  
beato Giacomo Alberione

Cinque domande al Papa
  
a cura della Redazione

La bellezza salverà il mondo?
   Beatrice Immediata

Una lettera lunga 50 anni
  
Nazarena De Luca

Videogiochi da leggere
   Claudia Camicia

Guardarsi nello specchio della natura
   Anna Pappalardo

Le Madrine
   Mercedes Mastrostefano

La vita va perdendo sempre più valore
  
Angelo Montonati

A scuola di stampa
   Livia Bianconi

Dalla crisi alla speranza cristiana
   Sandro De Bonis

Raggio di Sole
   Teresa Marcazzan

Famiglia Paolina nel mondo
   
a cura della Redazione

Novità multimediali
   a cura della Redazione

Preghiamo per...

Nel seminario di Bra
   Mercedes Mastrostefano
   

Cooperatore Paolino n. 7 luglio-agosto 2010 - Copertina

 ATTUALITÀ - RIFLETTERE SULLA VITA

 di ANGELO MONTONATI
  

LA VITA va perdendo sempre più valore
  

Le cronache ci propongono quotidianamente episodi di agghiacciante violenza mentre la cultura della morte sembra guadagnare terreno, anche con la complicità dei mass media. E intanto si grida alla conquista imminente della "vita artificiale" che secondo alcuni metterebbe in discussione la stessa creazione del mondo.
  

È ancora la cronaca a provocarci. Nel marzo scorso avevamo parlato di emergenza educativa e di crisi della famiglia, riferendoci a episodi di violenza gratuita e di bullismo che avevano per protagonisti i giovani; ora il discorso si allarga e chiama in causa il significato stesso della vita.

Vi proponiamo alcuni titoli, presi dai giornali di questi ultimi mesi. A Verona: "Fa a pezzi il padre per il volume della tv. La lite durante la finale dell’Inter. I resti nascosti in un bidone nel garage". Ed ecco l’inizio dell’articolo: "Suo padre moriva, lentamente, nel sangue. E lui lo guardava da un metro di distanza fermo e in silenzio, come stesse guardando un film". E ancora, da Milano: "Agguato in discoteca, giovane in fin di vita. Accoltellato dopo una lite per un complimento all’amica. Arrestati due ragazzi perbene".

"Aggredisce la figlia a colpi di forbice e si getta dalla finestra", è accaduto a Vicenza. "Lancia dal balcone la piccola di sei mesi, ma non sa perché". Qui siamo a Roma. "Assassinato a 15 anni per un cellulare", a Torino. E sempre a Torino "Rom incinta presa a calci da un ultrà. La donna ha perso il bambino".

Notizie che fanno accapponare la pelle. Eppure, c’è anche chi davanti a queste morti resta indifferente: ricordate il passante che a Napoli scavalcava il cadavere di un tale ucciso dalla camorra facendo finta di niente?

E sulla spiaggia di Ardea, nei pressi di Roma: "Tuffi in mare. Gente che prende il sole. Giovani che scherzano con gli ambulanti che vendono chincaglierie. Tutto accanto al corpicino di una bimba di otto anni, coperta da un lenzuolo posato dai poliziotti, annegata fra le onde". E c’è una foto che documenta il tutto.

Quanto vale una vita?

Stentiamo a credere, eppure questa è cronaca di un’Italia reale, purtroppo. Non parliamo poi dei pirati della strada che investono, uccidono e manco si fermano a prestare aiuto alle vittime. La vita, insomma, conta sempre meno. Preoccupano anche i suicidi degli adolescenti, che sono in crescita: a pochi metri dall’abitazione di chi scrive, una ragazzina di 14 anni si è buttata dal settimo piano per motivi che non sono chiari. Ma c’è di peggio: il 13 giugno, un detenuto si è tolto la vita a Milano, nel carcere di Opera. È il trentesimo quest’anno nel nostro Paese.

Ebbene, il componente della Commissione Antimafia della Lega Nord, Gianluca Buonanno, in un’intervista ha detto: "Abbiamo saputo che si è suicidato un mafioso nel carcere... Se altri pedofili e mafiosi facessero lo stesso non sarebbe affatto male". E questi militanti politici vogliono farci credere che si battono per la difesa dei valori cristiani!

Una seria riflessione si impone davanti a questa "cultura della morte" che sta prendendo piede un po’ dovunque e che trova pure dei difensori con la complicità e l’indifferenza dei mass media.

Diceva al riguardo Giovanni Paolo II: "Nelle società secolarizzate e ricche […] il diritto alla vita è tra quelli maggiormente in pericolo. Vi è una profonda contraddizione in questo fatto, dato che queste spesso sono società che parlano in maniera molto insistente di diritti umani al contempo negano il diritto più basilare di tutti. […] Nell’attuale conflitto fra una "cultura della vita" e una "cultura della morte", la Chiesa deve difendere il diritto alla vita dal momento del concepimento fino al momento della morte naturale, in ogni stadio dello sviluppo. I valori morali e sociali che dovrebbero plasmare la società sono basati sulla sacralità della vita creata da Dio. Il presentare una chiara prospettiva circa l’origine dell’umanità da Dio creatore e il suo eterno destino aiuterà molte persone ad intravedere il vero valore della vita. Non che la Chiesa voglia imporre la sua moralità ad altri; essa vuole piuttosto essere fedele alla sua missione di condividere la verità piena sulla vita, insegnata da Gesù Cristo. La promozione della sacralità della vita è una conseguenza della comprensione cristiana dell’umana esistenza. Tale messaggio deve essere insegnato dalla Chiesa non soltanto all’interno della comunità cattolica, bensì, in modo profetico, alla società intera così da annunciare la potenza e la bellezza del Vangelo della vita".

Certi pericolosi messaggi

Qui sarebbe il caso di accennare ad un fenomeno tipico dei nostri tempi nel campo della televisione: mai come oggi, dai teleschermi ci vengono propinati quotidianamente programmi in cui il crimine viene presentato in tutte le sue varianti. Le serie di film polizieschi hanno le sigle più diverse: Tenente Colombo, Comandante Florent, L’Ispettore Barnaby, La Signora in giallo, il Commissario Montalbano, Squadra Speciale Cobra 11, Distretto di Polizia, Il Commissario Poirot, Carabinieri, Il Maresciallo Rocca, Law and Order, C.S.I., Commissario Cordier, per citarne alcuni.

Gli spettatori finiscono per abituarsi alla peggiore violenza, anche se siamo sempre nel campo delle "fiction" e alla fine il criminale viene smascherato e assicurato alla giustizia. Senza contare che molti di questi programmi sono visti dai minori con effetti deleteri sul loro equilibrio psicologico, come è stato più volte sottolineato da esperti: non è possibile, infatti, ignorare la pericolosità di certi messaggi, trasmessi con la loro carica di suggestione anche in ore di maggiore ascolto del pubblico giovanile, dove sembra che la vita dell’uomo sia regolata soltanto da sesso e violenza.

Inoltre, appare chiaro che, al di là dei casi reali di cui la cronaca ci informa, si va affermando e dilatando un inquietante panorama culturale grazie anche alle nuove prospettive aperte dal progresso scientifico e tecnologico. Larghi strati dell’opinione pubblica giustificano alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e arrivano a pretendere non solo l’impunità, ma persino l’autorizzazione da parte dello Stato a praticarli un’assoluta libertà e anzi con l’intervento gratuito delle strutture sanitarie: è il caso dell’aborto e delle morti tipo quella della povera Eluana Englaro. L’eutanasia è ormai purtroppo una realtà anche da noi.

Ma la riflessione sulla vita abbraccia un altro versante, per certi versi inedito, la cui attualità è legata a recenti scoperte della scienza. Per noi credenti, la vita è un dono prezioso di Dio; ma anche su questo ormai si discute, non senza una certa dose di supponenza: i biologi americani Craig Vender e Hamilton Smith hanno creato recentemente in laboratorio la prima cellula artificiale controllata da un Dna sintetico, un batterio che sarebbe il primo passo verso la cosiddetta "vita artificiale".

Secondo alcuni filosofi, questo nuovo traguardo della scienza potrebbe mettere in questione la stessa "creazione", Dio diventerebbe inutile. All’obiezione ha risposto molto bene mons. Bruno Forte chiarendo il senso teologico del termine: "la creazione", ha detto, "è ciò che viene dal nulla, creatio ex nihilo. E l’uomo questo non lo fa, perché parte sempre da qualcosa che già c’è e sulla quale, con la sua intelligenza, agisce e produce qualcosa d’altro. È un piano radicalmente diverso".

Aspettiamo, comunque, di saperne di più. Certo, gli epigoni della tendenza anti-creazionistica, fattasi largo verso la fine del periodo illuministico, hanno salutato l’annuncio di Vender come un rilancio delle loro tesi. Noi sappiamo bene da dove viene la vita e quale è la verità sulla vita: la fede ci illumina e ci guida; il contesto secolarizzato in cui viviamo, semmai deve spingerci ad un impegno sempre maggiore perché la sacralità della vita venga difesa ad ogni livello.

Angelo Montonati