N. 6/12 novembre-dicembre 2011

Sommario.

 Procuratevi buone feste
di Vincenzo Marras

Di decennio in decennio
di Giovanni Battista Perego

  Il cambio delle stagioni
di Beatrice Immediata

 La venerazione delle reliquie
di José Antonio Péres

Sognare i sogni di Dio
di Mauro Ferrero

 Nel solco della pedagogia della pace
di Anna Pappalardo

La Parola di Dio opera meraviglie
di Mercedes Mastrostefano

Poveri anche di diritti
di Angelo Montonati

  Pisa Book Festival   
di Claudia Camicia

 Modelli di comunicazione interculturale
di Anita Leonetti

 La fede oltre la storia
di Sandro De Bonis

 "Famiglia Cristiana" compie 80 anni
di Livia Bianconi

 La Famiglia Paolina nel mondo
a cura della Redazione

 Novità multimediali
a cura della Redazione

 Preghiamo per...

 Il Patto
a cura di Paolo Lanzoni

 Direttore spirituale in Seminario
di Mercedes Mastrostefano

Cooperatore Paolino n. 6/12 novembre-dicembre 2011

APPUNTI E MEMORIE

 di MERCEDES MASTROSTEFANO

La Parola di Dio opera meraviglie

Le propagandiste visitavano tutti per offrire la Parola che può illuminare, consolare, salvare ed oltre le fatiche ed incomprensioni, sperimentavano anche i frutti dell'apostolato.

Una mostra del libro per i militari di stanza a Bari negli anni '60.

Una mostra del libro per i militari di stanza a Bari negli anni '60.

Le suore paoline prima di recarsi sulle strade si raccoglievano in preghiera, raccomandavano al Signore loro stesse e le persone che avrebbero incontrato. Da ricordare che tra queste preghiere recitate non mancava mai il Prologo di San Giovanni (Gv 1,1) e il brano di San Paolo agli Ebrei (4,12). Sapevano che la Parola di Dio opera profondamente nelle anime e che è un prezioso tesoro e che nessuno ci può togliere. Il Papa Benedetto XVI ha affermato recentemente con forza: "Solo la Parola di Dio rimane, tutto il resto ci viene tolto". Signore provvedi tu! – Verso la fine degli anni Trenta, in un paese della provincia di Nuoro, offrimmo la Bibbia a un signore che era molto preoccupato a causa della siccità che affliggeva la zona. Una di noi gli disse: "Acquisti e legga la Bibbia, vedrà che presto verrà la pioggia". Egli prese le nostre parole alla lettera e seguendoci diceva agli altri: "Comprate i libri benedetti delle suore, leggeteli, teneteli in casa, passerà la siccità, verrà l'acqua tanto desiderata". Noi, preoccupate per la superficialità commessa, a nostra volta pregavamo: "Signore, provvedi tu! Guarda la fede di questa gente e ascoltala!". Il Signore intervenne davvero. Verso sera un forte acquazzone risolse quei problemi. Il giorno seguente, domenica, il parroco dall'altare parlò della pioggia ottenuta in grazia dei libri della Parola di Dio. In quel paese anche la nostra presenza fu considerata una benedizione.

(sr. Concetta Marongiu 28.5.1919-21.9.2009)

Pregate per mio padre - Durante una missione, bussammo a una porta e venne ad aprirci una giovane che, vedendoci, scoppiò in lacrime. Alla nostra domanda se le fosse accaduta qualche disgrazia, rispose: "Mio padre è malato grave, ma purtroppo non vuole saperne di ricevere i sacramenti. Suore, pregate per mio padre e per me". Le offrimmouna copia del Vangelo e l'assicurammo delle nostre preghiere.

L'anno seguente, quando ritornammo, incontrammo quella giovane che ci salutò festosa e ci disse: "Suore, il libro che mi avete lasciato l'anno scorso ha convertito mio padre. Ero accanto al suo letto e pensa vo come prepararlo alla morte, quando egli mi domandò che libro fosse quello sul comodino. È il libro del Vangelo che hanno portato due suore, gli risposi. Vuoi sentirne qualche brano? Lessi l'episodio della morte di Gesù in croce. Mio padre si fece pensoso e alcune lacrime luccicarono nei suoi occhi. Domandai: Perché piangi, papà? Eh. Perché anch'io devo morire e non sono preparato. Se vuoi, posso farti preparare dal sacerdote. Accetti?. Sì. Il sacerdote venne, mio padre si confesso, si comunicò, ricevette l'Unzione degli infermi e mori riconciliato con Dio".

(una suora paolina)

Suor Anselmina Cerri e suor Anna Rinaldi in propaganda per diffondere "Il Giornalino" ai ragazzi nel 1945.

Suor Anselmina Cerri e suor Anna Rinaldi in propaganda per diffondere "Il Giornalino" ai ragazzi nel 1945.

Meraviglie della Parola - Il seguente fatto accadde a Gavello (Rovigo) nel 1933. Sebbene fossimo state pochi mesi prima in quel paese, il parroco volle che vi tornassimo per una seconda missione. Cominciammo il nostro giro visitando una famiglia-fattoria, composta da circa trentacinque persone, come si usava allora nel Veneto. Il capo di casa acquistò la Bibbia e ne lesse subito un brano a tavola, presenti tutti i membri. Erano i capitoli 27-28 del Deuteronomio, dove sono elencate le benedizioni e le maledizioni riservate a chi è fedele o infedele all'Alleanza. Tra i presenti vi era un boaro che non metteva mai piede in chiesa. La Parola di Dio lo scosse. Il mattino seguente si recò in chiesa e si confessò.

(Bertilla Lorenzi 30.4.1906-4.5.1991)

Un momento liturgico di una Giornata del Vangelo in una parrocchia di Brescia.

Un momento liturgico di una Giornata del Vangelo in una parrocchia di Brescia.

La Parola di Dio è protezione - Nel maggio del 1941 collaborai per la buona riuscita de la "Festa del Vangelo" presso la caserma degli allievi ufficiali in via del Platano ad Avellino. Tra i molti militari notai un giovane sottotenente dall'aspetto triste, gli offrii la Bibbia. Ma egli mi rispose: "No, sorella; domani devo partire e non avrò tempo per leggerla". Non mi detti per vinta e insistetti: "La prenda lo stesso, la porti con sé, la Parola di Dio è scudo e protezione". Non parve convinto ma, forse per non essere scortese, acquistò la Bibbia. (...) Passò la guerra con i suoi orrori e le sue rovine. Dieci anni dopo tornai ad Avellino e un giorno rividi quell'ufficiale, con i capelli già brizzolati. Mi si fece incontro, mi salutò, mi ringraziò e mi racconto la sua storia e quella del libro acquistato dieci anni prima. Era partito per la Grecia su una nave che venne silurata ed egli fu uno dei pochi superstiti. In seguito si trovò più volte sotto i bombardamenti e sempre fu salvo. Si trovò in campo di concentramento e fu liberato. Fu prigioniero in Russia e, anche se fra gli ultimi, fu liberato e tornò in patria. Aveva sempre portato con sé la Bibbia, alla quale attribuiva la grazia di essere scampato da tanti pericoli. La conservava ancora con cura e mi ringraziò anche di avere insistito, a suo tempo, per fargliela acquistare.

(sr. Celina Mongo 1.10.1917-27.9.1991)

Il Vangelo via alla pace - Nel 1955 fui trasferita nella nostra comunità di Cagliari, ove con altre consorelle dovevo svolgere una missione catechistica, della durata di alcune settimane. Conclusa con notevole frutto la missione in città, andammo a Macchiareddu, a nove chilometri da Cagliari, tra gli operai delle saline. Erano uomini avviliti dalla miseria e dal lavoro e fummo sconsigliate di avvicinarli per evitare sgarbi e brutte risposte. Ma noi andammo ugualmente con il desiderio di sollevare il morale di quei fratelli e dare loro il libro del Vangelo. Era possibile incontrarli solo nel breve intervallo fra un carico e l'altro dei vagoncini di sale. Ne avvicinammo alcuni, (...) fu possibile distribuire un centinaio di Vangeli e sollecitare molti a ricevere i sacramenti per ritrovare la pace del cuore. Un operaio, più scontroso degli altri, se ne stava in disparte taciturno e cupo, mentre gli altri prendevano il Vangelo. Avvicinammo anche lui e gli offrimmo il libro sacro. Ci disse che non aveva soldi per pagarlo; noi glielo regalammo a patto che lo leggesse. Ce lo promise. Ci avevano detto che era un tipo strano, manesco, ubriacone, comunista e che spesso picchiava la moglie. Ma un anno dopo, allorché una Figlia di San Paolo passò a casa sua per la diffusione della stampa, le cose erano cambiate. La suora trovò la moglie sola in casa, la quale le disse che suo marito dopo aver letto il Vangelo non si ubriacava più, non la picchiava, andava in chiesa e si ragionava bene con lui. Insomma era cambiato. Ora la sua casa non sembrava più un inferno, era nella pace.

(una Figlia di San Paolo)

Il Vangelo mi ha salvato - Questo fatto fu raccontato a una Figlia di San Paolo mentre visitava l'ospedale militare di Fiume nel 1942. La suora paolina si trovava in una corsia con la sua borsa di libri, quando un giovane soldato cominciò a gridare: "Prendete il Vangelo! Prendete il Vangelo!". Gli ammalati lo guardavano meravigliati, incerti se fosse o no nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Ma il giovane, giunto dinanzi alla suora, le mostrò il suo Vangelo e raccontò: "Questo libretto mi ha salvato! Lo acquistai da voi prima di partire per la Croazia. Tutti i giorni ne leggevo un brano e ricevevo tanta luce da quella lettura. Un giorno mi trovai tra la vita e la morte, in mezzo a una ciurmaglia di partigiani croati che stavano per torturarmi. In quell'ora tremenda richiamai alla mente alcuni brani del Vangelo ed ebbi la forza di rimanere calmo, affidandomi a Dio. Fu la mia salvezza. Non saprei dire come venni liberato dalle mani di quei violenti, ma è vero che sono ancora vivo. Sono tanto riconoscente al Signore e dopo di lui a voi, care suore, che mi faceste dono di un libro cosi prezioso".

(Timotea Jovine 22. 3.1909 - 25.10.2010)

Mercedes Mastrostefano