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Liturgia
della Parola:
Es
34,4b-6.8-9; Cant. Dn 3,52-56; 2Cor 13,11-13; Gv 3,16-18 GLORIA AL PADRE E AL
FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO LA
festa della Santissima Trinità, ci invita ad approfondire il mistero di
Dio, di fronte al quale la mente umana resta sconvolta e muta. E parlare
di Dio, significa parlare dell’uomo. Ce lo ricorda il saluto di san
Paolo (II Lettura): «La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Nel Vangelo è chiaramente sottolineato che il monte della rivelazione divina ha cessato di essere un tabù. Dio è accessibile. Gesù è il nuovo "monte" dell’incontro con Dio, la definitiva e suprema parola che ci è stata rivolta dall’alto. Gesù è la rivelazione stessa del Padre. Quello che nell’Antico Testamento era affermato nei segni, diventa la legge stessa dell’Incarnazione: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito...». Luigi De Rosa PRIMA COMUNIONE: INCONTRO CON CRISTO E LA CHIESAPER comprendere correttamente la prima comunione non è opportuno riferirsi a una certa prassi che ha fatto di questo rito una semplice "cerimonia" tradizionale, una scadenza sociale, pur con qualche momento di sincera commozione. La prima comunione rivela correttamente la sua identità e finalità soltanto se considerata all’interno del suo contesto originario che è l’iniziazione cristiana. Cioè come conclusione di un cammino di preparazione all’interno della comunità cristiana (= catecumenato) e come vertice di una celebrazione che prevede il conferimento dei tre sacramenti che fanno il cristiano nell’ordine originario: Battesimo, Confermazione e prima partecipazione all’Eucaristia.
Quest’ultima è l’espressione usata fin dal 1972 dal rituale per evitare cha la "prima comunione" si riduca ad un fatto privato e intimistico. La comunione è senza dubbio e in primo luogo incontro personale con Cristo, ma nello stesso tempo è anche iniziazione alla vita del suo corpo che è la Chiesa, la cui massima manifestazione è l’Eucaristia domenicale. «Nel Battesimo siamo stati chiamati a formare un solo corpo. L’eucaristia realizza questa chiamata». Non solo, ma «mediante il Battesimo e la Confermazione il popolo sacerdotale è reso idoneo a celebrare la Liturgia» (Catechismo Chiesa Cattolica, nn. 1396 e 1119). In altre parole, siamo stati battezzati e cresimati per poter celebrare l’Eucaristia. Essa, infatti, attraverso i suoi riti, gesti e atteggiamenti dice che il battezzato e cresimato è veramente cristiano nella misura in cui è capace di comunione, di condivisione. Uno stile di vita al quale si è orientati anche attraverso il catechismo parrocchiale, ma soprattutto facendo esperienza della famiglia come "chiesa domestica". Come per ogni azione educativa, senza il riferimento a modelli adulti, a cominciare dai genitori, anche la prima partecipazione dei ragazzi all’Eucaristia rischia di essere una parentesi devozionale senza alimentare quello stile di vita che costituisce l’essenziale per essere cristiani. Silvano Sirboni,
LITURGIA
DEL GIORNO
VII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (19 – 24 maggio) Liturgia delle Ore: III settimana 19 L Sorgente di pace è la legge del Signore. Tutto è possibile a colui che crede e sa ricorrere alla preghiera anche di fronte agli effetti provocati dal Maligno: è questa la chiara indicazione per ogni discepolo di Cristo. San Celestino V; Sant’Ivo. Gc 3,13-18; Sal 18,8-10.15; Mc 9,14-29. 20 M Chi spera nel Signore
non resta deluso. Il Maestro vuol conoscere le varie discussioni
sorte tra apostoli e discepoli. Egli corregge con dolcezza e indica con
fermezza la nuova e radicale prospettiva cristiana. San Bernardino da
Siena (m.f.); San Lucifero. 21 M Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Anche attraverso coloro che sono al di fuori della cerchia dei discepoli può manifestarsi la gloria di Dio. Egli chiama tutti a contribuire alla cooperazione ed all’edificazione del Regno. San Cristoforo Magallanes (m.f.). San Paterno; San C. Eugenio de Mazenod. Gc 4,13-17; Sal 48,2-3.6-9.11; Mc 9,38-40. 22 G Beati i poveri in
spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Farsi prossimo all’altro,
non creare scandalo nei deboli e negli ultimi, stare al mondo in pace:
ecco le regole d’oro per la nostra esistenza. Santa Rita da Cascia (m.f.);
Santa Giulia. Gc 5,1-6; Sal 48,14-20; 23 V Beati i misericordiosi: troveranno misericordia. Sono sempre molti gli interrogativi sulla vita di coppia, sia ai tempi di Gesù che oggi: fedeltà reciproca e rispetto profondo dell’altra persona sono i criteri fissati dal Creatore fin dal principio. San Giovanni Battista de Rossi; San Desiderio. Gc 5,9-12; Sal 102,1-4.8-9.11-12; Mc 10,1-12. 24 S A te, Signore, innalzo la mia preghiera. Gesù
accarezza i bambini, li prende tra le braccia, impone loro le mani e li
benedice: la condizione infantile suggerisce come renderci disponibili
alle esigenze del Regno di Dio. Madonna Ausiliatrice; San
Vincenzo di Lerino; p.g.
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