|
n. 5/6 MAGGIO-GIUGNO 2007 EDITORIALE SERVIZI
DOSSIER RUBRICHE MASS MEDIA
& FAMIGLIA Un
bagaglio da portarsi dietro MATERIALI
& APPUNTI Celebrare l’atto costitutivo della persona Giovani e nuove tecnologie Adolescenti e pubblicità La speranza dell’integrazione CONSULENZA
GENITORIALE POLITICHE
FAMILIARI LA FAMIGLIA
NEL MONDO |
SOMMARIO L’educazione è ormai un’impresa comune tra famiglia e società. Ma la consapevolezza di questa nuova dimensione ci costringe a riflettere sulle dinamiche che devono essere costruite tra la famiglia e le altre agenzie educative. In particolare i media oggi fanno parte dell’esperienza familiare in modo pervasivo, costituendo sia uno strumento di comunicazione (con gli sms) tra genitori e figli, sia un soggetto di comunicazione, a causa del diluvio informativo che si rovescia nelle relazioni familiari attraverso televisione, Internet , giornali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tra i media la televisione rimane il mezzo dominante. Costituisce per i giovani la prima forma di svago e la terza attività, in termini di economia del tempo, dopo il sonno e la scuola. La facilità di accesso e la sua quasi totale gratuità, infatti, continuano a renderla molto attraente. Esistono tuttavia differenze significative tra ceti sociali. La visione è superiore nelle classi svantaggiate che non hanno altri stimoli. Troppo spesso un giudizio negativo sugli effetti della Tv non si basa su una conoscenza reale della programmazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La portabilità e la disponibilità di accesso ai servizi dei nuovi media e la caratteristica di penetrare nelle situazioni sociali, stanno ponendo agli educatori problemi mai messi a fuoco. Quanto tutto ciò sia spiazzante lo testimonia la cronaca che restituisce comportamenti sempre più problematici degli adolescenti e l’impaccio della società adulta. Sta alla scuola individuare gli errori da non commettere e i criteri fondamentali da adottare per riaffermare un proprio ruolo in proposito. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I bambini sanno costruirsi un mondo fittizio per i loro giochi, pretendendo che sia reale pur sapendo che non lo è. Ciò non significa però che siano altrettanto abili nel comprendere quando gli altri fingono o fanno sul serio, soprattutto se l’altro è un adulto. Nel gioco spontaneo il bambino inventa, finge e immagina situazioni che non esistono, non è però costretto dalla velocità e dall’invasività delle immagini, sia pure creative, intelligenti o divertenti del videogame e il rientro alla realtà è comunque più morbido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Per i genitori, cresciuti in un’altra era tecnologica, vi è una reale difficoltà nello stare al passo dei figli e nel capire le potenzialità e i rischi reali dei nuovi strumenti digitali che essi, viceversa, adoperano con disinvoltura. Tanto più che la tecnologia moderna, per sua natura, non è statica, ma piuttosto in continua e imprevedibile evoluzione; pertanto considerazioni e accorgimenti messi in atto oggi potranno essere inadeguati in un futuro molto prossimo. Come si può, allora, accompagnare i ragazzi in questo "mondo digitale" che molti adulti non hanno mai sperimentato, che stentano a comprendere e che non sanno immaginare come si svilupperà ulteriormente? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La post-tv si caratterizza per la crescente offerta di programmi per bambini e ragazzi, accompagnata da una differenziazione di target e di fruizione. Nonostante gli sforzi del servizio pubblico a vantaggio della qualità e la promulgazione di codici di autoregolamentazione a tutela dei minori, questi ultimi si rivolgono sempre più intensamente alla programmazione per adulti, contribuendo al fenomeno della "adolescentizzazione" del panorama televisivo. La formazione di nuovi consumatori, in particolare adolescenti, è un obiettivo prioritario per molti brand commerciali che trovano nella Tv un prezioso alleato nell’indirizzare i consumi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ben conscia della sua missione evangelizzatrice, la Chiesa ha guardato ai mezzi di comunicazione alternando preoccupazione e interesse, senza mai demonizzarli. Il Concilio Vaticano II segna una tappa fondamentale nell’identificazione e definizione del rapporto con i media, indicandoli come "strumenti di evangelizzazione". Giovanni Paolo II sancisce definitivamente questo sguardo sostanzialmente positivo, indicando a tutta la Chiesa il progetto/necessità di "nuova evangelizzazione" nel contesto della "nuova cultura" creata dai media. In questo senso una lettura attenta, dal 1967 a oggi, dei messaggi per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali proposta dai vari Pontefici offre un’ottima opportunità per scorgere una Chiesa in costante dialogo con il mondo contemporaneo. |
|