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n. 7/8 LUGLIO-AGOSTO 2007 EDITORIALE SERVIZI
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EDITORIALE Accompagnare
i figli La Direzione Una
famiglia troppo presente può sottrarre gli spazi necessari di
autonomia, di responsabilità e decisionalità, a cominciare dal momento
delle scelte e dell’orientamento. Viene in mente l’apologo di Arthur Schopenhauer (Parerga e Paralipomena) sul comportamento di una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, nel leggere i contributi di questa monografia, che guarda al mondo degli universitari e delle loro famiglie. Si strinsero vicini, i porcospini <<per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro>>. Ma quando il bisogno di scaldarsi, più tardi, li portò di nuovo a stare insieme, <<si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione>>. È forse questo l’insegnamento che mamme e papà alle prese con la scelta universitaria dei figli o con le varie tappe del percorso accademico dovrebbero raccogliere. È necessaria, infatti, una vicinanza non troppo vicina, un accompagnamento non troppo pressante, perché, come scrive Laura Formenti in queste pagine, "accompagnare" è parola dai mille significati, <<che esprime reciprocità, condivisione, presenza emotiva, attenzione, dialogo... Sostituirsi è la tentazione più grande per chi educa. Fare le cose al posto dell’altro. Proteggerlo, risparmiargli la fatica, il disagio>>. Una famiglia troppo presente può sottrarre gli spazi necessari di autonomia, di responsabilità e decisionalità, a cominciare dal momento delle decisioni e dell’orientamento, passo che si rivela decisivo per evitare la dispersione, l’abbandono, i cambi di facoltà, l’allungamento dei tempi, tendenze non poco significative nella realtà italiana. Sostenere una scelta poco informata, poco ponderata o fatta da altri (non importa se intervenuti per seguire gusti e sogni propri oppure per riempire un vuoto di idee) si dimostra, alla lunga, difficile anche se, come spiega Mariagiovanna Sami, oggi le correzioni di percorso sono facilitate da un’organizzazione universitaria più flessibile e aperta ad altri poli e anche altri Paesi. Altrettanto difficili per i giovani sono la sensazione di non essere all’altezza e di tradire le aspettative dei genitori e anche la paura che spinge a sottrarsi al dialogo. È soprattutto negli incagliamenti di percorso che la famiglia può rivelarsi risorsa o "labirinto buio". Ma per incamminarsi nella prima direzione occorre saper accettare, da studenti, ma anche da genitori, una fatica, una difficoltà e anche un errore. Che può diventare occasione di apprendimento e di crescita per tutti. La direzione |
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