Famiglia Oggi.

Logo San Paolo.
Sommario.

Numeri precedenti.        

Cerca nel sito.       

n. 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2008

Sommario

EDITORIALE
Una rivista tutta nuova, ma fedele a sé stessa
la DIREZIONE

SERVIZI
Sempre maledetta o anche benedetta?
LUIGI LORENZETTI

Quando sentirsi soli in due è fecondo
GIULIA PAOLA DI NICOLA

Un bisogno che aiuta a crescere
PAOLA CORSANO

Sottrarsi al confronto
MARIA CRISTINA KOCH

Quando regnano i fantasmi
ARISTIDE TRONCONI

La solitudine necessaria dei consacrati
AMEDEO CENCINI

DOSSIER
La solitudine degli anziani
AA.VV.

RUBRICHE
SOCIETÀ
Eremiti o infelici?
BEPPE DEL COLLE

RICERCA
Meglio in coppia che single
PARSHIP ITALIA (a cura di)

RICERCA
Voci amiche per i milanesi soli
GRUPPO COMUNICAZIONE ARAS (a cura di)

CONSULENZA
Non solo paura e sofferenza
LUISA PEROTTI

POLITICHE
Quale sostegno a chi ha bisogno
CARITAS ITALIANA E FONDAZIONE ZANCAN (a cura di)

EDUCAZIONE
Vivere tra i banchi di scuola
PAOLA SPOTORNO

MINORI
L’importanza dei primi legami
SIMONE BRUNO

BIOETICA
Cancelliamo il dolore?
ALESSANDRA TURCHETTI

PASTORALE
Una Chiesa in ascolto
ANTONELLA PENNATI

COMUNICAZIONE
Il dialogo "silenzioso"
PAOLO PEGORARO

NARRATIVA / SAGGISTICA / RIVISTE

CISF

MONDO

 

 DOSSIER - LE RISPOSTE DEL VOLONTARIATO

LA SOLITUDINE DEGLI ANZIANI
  

Di fronte a una popolazione che invecchia e che ha bisogno di compagnia e di servizi emerge il problema del costo economico, oltre che sociale, della solitudine. Lo scorso 29 ottobre 2007 l’Auser Lombardia ha organizzato il convegno "Il costo della solitudine", affrontando un tema che non può essere considerato marginale poiché attualmente vi sono Italia ben 8.446.315 ultrasettantenni. I dati statistici e quelli relativi agli utenti del servizio di volontariato Filo d’Argento mostrano un panorama a cui aggiungiamo il commento conclusivo di Michele Mangano, presidente nazionale Auser che propone uno "Statuto sociale" dell’anziano, cioè «una politica per le persone anziane che punti a realizzare il loro ben-essere in un quadro di maggior giustizia sociale».
  

L’INDAGINE MULTISCOPO
CARATTERISTICHE DEGLI ANZIANI IN ITALIA
  
a cura dell’Istat

  

In Italia vivono 50.8 milioni di adulti e giovani, di 14 anni e oltre, fra cui 11.2 milioni di adulti di oltre 64 anni: 6.1 milioni hanno da 65 a 74 anni e 5.1 milioni più di 74 anni.

Il 43% degli anziani di oltre 64 anni sono maschi (4.8 milioni) e il 57% femmine (6.4 milioni).

Dopo i 74 anni, la percentuale delle donne sale a quasi il 62%, con un rapporto di due a tre, fra uomini e donne. Oltre un quarto (26%) degli anziani, cioè quasi tre milioni di uomini e donne, vivono soli.

Il livello medio di istruzione degli anziani in Italia è molto inferiore a quello degli adulti, nel complesso. Hanno completato solo la scuola elementare (o nessuna scuola) il 27% di tutti gli italiani, 66% degli adulti di 65-74 anni e 78% degli anziani di oltre 74 anni. Non hanno completato la scuola dell’obbligo il 64%degli uomini e il 78% delle donne di oltre 64 anni. Hanno invece completato una scuola media secondaria o anche gli studi universitari il 41% di tutti gli italiani, 16% fra 65 e 74 anni e solo il 12% dopo i 74 anni.

Vacanze e relazioni

Fanno periodi di vacanza (con almeno 4 notti consecutive lontano dal comune di residenza, nel corso di un anno) quasi metà (46%) degli italiani nel complesso, meno di un terzo (30%) degli adulti di 65-74 anni e solo 16% degli anziani dopo i 74 anni. Fra gli anziani di oltre 64 anni, il 17% hanno fatto un solo periodo di vacanze, 4% due periodi e 3% più di due periodi. Hanno fatto periodi di vacanza nel corso dell’ultimo anno (con almeno 4 notti lontano da casa) il 26% degli uomini e il 22% delle donne di oltre 64 anni.

Gli adulti di 65-74 anni attribuiscono il fatto di non andare mai in vacanza soprattutto a ragioni economiche (37%), ma anche alla mancanza di abitudine (31%) o, in qualche caso, al fatto di vivere in una zona di vacanza (sul mare, in montagna...), a motivi di salute (21%), di età (18%) e di famiglia, cioè spesso per assistere un famigliare (19%). Vengono indicati nei due sessi motivi molto simili per cui gli anziani non vanno in vacanza, ma le donne citano più spesso l’età e le condizioni di salute.

Fra gli anziani di oltre 74 anni, vengono ricordati molto più spesso problemi legati all’età (48%) e alle condizioni di salute (39%), e meno di frequente i motivi economici (22%) o la mancanza di abitudine (22%).

Oltre due terzi degli adulti dicono di avere persone amiche, che incontrano almeno una volta la settimana (71%) o anche tutti i giorni (21%). Gli adulti di 65-74 anni indicano una frequenza di incontri con gli amici che è molto simile a quella di tutti gli adulti (63% almeno una volta la settimana e 10% tutti i giorni o quasi). Dopo i 74 anni, i rapporti con amici e amiche diminuiscono fortemente: infatti meno di metà (48%) degli anziani di oltre 74 anni incontrano amici o amiche tutte le settimane. Incontrano almeno una volta la settimana persone amiche il 63% degli uomini e il 51% delle donne (tutti i giorni rispettivamente 24% e 12%).

Le condizione di salute

Sulle condizioni personali di salute gli adulti danno, nel complesso, un giudizio positivo, perché 7 su 10 dicono di sentirsi "molto bene" (40%) o "bene" (30%), 2 su 10 di sentirsi "discretamente" (19%) e 1 su 10 di sentirsi male (10%).

I giudizi sulle condizioni di salute peggiorano fra 65 e 74 anni (44% bene, 37% discretamente e 18% male) e, soprattutto, dopo i 74 anni. Infatti in questa classe di età solo il 25% dà un giudizio positivo, 40% un giudizio intermedio, (ma ancora sostanzialmente positivo) e 35% un giudizio negativo (sto male, sto molto male).

Il livello di soddisfazione degli uomini anziani (di 65 anni e oltre) per le condizioni di salute è superiore a quello rilevato per le donne, nella stessa classe di età. Danno un giudizio negativo (sto male o sto molto male) il 22% degli uomini e il 29% delle donne (e per le donne è un po’ più alta anche la percentuale di consumatori regolari di farmaci: 74% degli uomini e 80% delle donne).

Consumo di alcol e fumo

L’esperienza fatta nel corso di molte ricerche mostra che dopo i 50-60 anni, sia i consumi di alcolici che i consumi di sigarette diminuiscono fortemente, anche per le raccomandazioni dei medici. Il calo di consumi di alcolici e sigarette è stato confermato dai risultati dell’indagine dell’Istat. Fumano abitualmente il 12% degli adulti di 65-74 anni e solo 5% dopo i 74 anni (14% degli uomini e 5% delle donne che hanno più di 64 anni). Quasi un terzo (32%) degli adulti fra 65 e 74 anni e il 29% degli anziani di oltre 74 anni avevano fumato in passato e poi avevano smesso.

Avevano avuto esperienze di forti consumi di alcolici negli ultimi dodici mesi, con almeno sei bicchieri di bevande alcoliche (anche diverse) bevuti in una sola occasione (cioè in un pasto, in una festa o anche da soli, generalmente in un tempo non superiore a due ore) il 9% di tutti gli intervistati, 5% degli adulti fra 65 e 74 anni e 2% degli anziani dopo i 74 anni. Dopo i 64 anni avevano avuto esperienze di forti consumi il 7% degli uomini e meno di 1% dalle donne).

Gli adulti con esperienze di consumi concentrati in tempi brevi (binge drinking) avevano fatto in media 9 esperienze in un anno fra 65 e 74 anni e 8 esperienze dopo i 74 anni (un valore medio un po’ superiore a quello rilevato per l’insieme degli adulti, di 7 esperienze). Un numero di esperienze molto forte (in media 14) è stato rilevato per gli anziani che vivono soli, nei pochi casi in cui sono stati rilevati, per questi anziani, casi di consumo concentrati in tempi brevi.

Uso di radio e Tv

Ascoltano abitualmente la radio in Italia due terzi (64%) di tutti gli adulti, 42% degli adulti di 65-74 anni e 34% degli anziani dopo i 74 anni. La frequenza di ascolto è molto simile per gli uomini e per le donne. Se si considerano solo gli utenti ad alta frequenza, che ascoltano la radio tutti i giorni o quasi, i valori scendono a 40% per gli adulti, a 24% fra 65 e 74 anni e a 20% dopo i 74 anni. Il comportamento di ascolto prevalente per la radio è di oltre un’ora nei giorni di ascolto (57% degli adulti, 60% fra i 65 e di 74 anni e 65% dopo i 74 anni), con livelli di ascolto molto simili nei due sessi.

Quasi tutti gli anziani (92% fra i 65 e i 74 anni e 88% dopo i 74 anni) guardano quotidianamente la televisione, con una frequenza di ascolto molto vicina, o superiore, a quella rilevata per gli adulti nel complesso (87%). Chi guarda la Tv lo fa, anche fra gli anziani, per oltre un’ora al giorno. Hanno infatti indicato tempi superiori a un’ora di ascolto il 79% di tutti gli adulti, l’83% fra 65 e 74 anni e l’81% dopo i 74 anni, con valori molti simili nei due sessi.

Cultura e culto

Meno del 20% degli anziani, di 65 anni ed oltre, leggono quotidiani abitualmente (tutti i giorni o quasi). Leggono quotidiani tutti i giorni il 21,5% di tutti gli adulti, 21,7% degli adulti di 65-74 anni e 15,6% dopo i 74 anni. Leggono quotidiani almeno una volta la settimana il 61% degli uomini e il 40% delle donne (tutti i giorni o quasi rispettivamente 26% e 13%). Se si considerano anche gli adulti che leggono o sfogliano quotidiani almeno una volta alla settimana, la percentuale di lettori sale al 65% per tutti gli adulti, al 53% fra 65 e 74 anni e al 40% dopo i 74 anni.

Le differenze più forti fra i comportamenti degli adulti e quelli degli anziani riguardano la lettura di libri. Dicono di avere letto almeno un libro nel corso dell’ultimo anno solo il 42% degli adulti (uno dei livelli di lettura più bassi in Europa, confermato anche da altre ricerche). La percentuale dei lettori di libri scende al 27% fra 65 e 74 anni e al 20% dopo i 74 anni.

La differenza osservata, rispetto a tutti gli adulti, può essere dovuta al basso livello di istruzione (il 78% degli anziani non sono andati oltre la scuola media inferiore) ed anche, probabilmente, a carenze di informazione sulle possibilità di accesso alle biblioteche pubbliche e, in generale, a carenze di informazione sui libri. Hanno letto almeno un libro il 24% sia degli uomini che delle donne.

D’altra parte, i comportamenti dichiarati di lettura sono probabilmente sopravvalutati, per la tendenza degli intervistati a includere, nelle letture dell’ultimo anno, anche i libri di cui non è stata completata la lettura (o che sono stati soltanto sfogliati).

L’indagine ha confermato che vanno abitualmente in chiesa, o in altri luoghi di culto, quasi un terzo degli adulti. La frequenza in chiesa è molto maggiore fra gli anziani, perché le percentuali di frequentatori salgono al 38% fra 65 e 74 anni e al 42% dopo i 74 anni. Vanno in chiesa tutte le settimane (o quasi) il 41% degli anziani di 65 anni e oltre, cioè 35% degli uomini e 53% delle donne. Non vanno mai (o vanno molto di rado) in chiesa (o, in qualche caso, non indicano la frequenza in chiesa), oltre metà (51%) di tutti gli adulti, 36% fra 65 e 74 anni e 44% dopo i 74 anni.

Livelli di soddisfazione

Il livello di soddisfazione per alcuni aspetti della vita, rilevato per gli anziani, è molto simile a quello ottenuto per tutti gli adulti per la situazione economica, per le relazioni familiari, per le relazioni con gli amici e per la fruizione del tempo libero. Il livello di soddisfazione diminuisce fortemente dopo i 74 anni per le condizioni di salute (soprattutto fra le donne), per le relazioni con gli amici e, in misura più contenuta, anche per il modo di utilizzare il tempo libero.

Sono, nel complesso, soddisfatti della situazione economica personale e della famiglia solo metà (51%) degli adulti e una quota molto vicina degli adulti di 65-74 anni (49%) e degli anziani di oltre 74 anni (47%). In questa classe di età, in Italia le preoccupazioni per le condizioni economiche della famiglia sono molto frequenti, ma sono comuni a tutte le classi di età, con un incremento molto contenuto degli insoddisfatti dopo i 64 anni.

Il livello di soddisfazione è molto diverso per le condizioni di salute come già si è osservato: sono molto soddisfatti o piuttosto soddisfatti il 78% degli adulti, 62% fra 65 e 74 anni e 46% dopo i 74 anni (sono invece insoddisfatti e preoccupati il 19% nel complesso, 36% fra 65 e 74 anni e 51% dopo i 74 anni).

Il livello di soddisfazione per le relazioni familiari (percepite e dichiarate dagli intervistati) è generalmente piuttosto elevato in tutte le classi di età, ed è molto simile per gli adulti nel complesso (90% dicono di essere soddisfatti), per gli adulti di 65-74 anni (89% soddisfatti) e per gli anziani di oltre 74 anni (87%).

Anche per le relazioni personali, con amici e amiche, i livelli di soddisfazione rilevati per gli adulti nel complesso (82% soddisfatti) sono molti vicini a quello degli adulti di 65-74 anni (79%), con un calo significativo dopo i 74 anni (66% soddisfatti).

Della quantità di tempo libero e del modo di passare il tempo libero dicono di essere, nel complesso, soddisfatti il 64% di tutti gli adulti, 70% fra 65 e 74 anni e 64% dopo i 74 anni (anche per problemi di salute e per una minore autonomia, che possono limitare la fruizione del tempo libero).

Problemi sociali

Si informano sui fatti della politica italiana (come si è visto, prevalentemente dalla televisione) tutti i giorni (o almeno qualche volta nella settimana) il 53% di tutti gli adulti e degli adulti di 65-74 anni, e il 40% degli anziani, di oltre 74 anni; dicono di non interessarsi mai, o quasi mai, a questo aspetto della vita italiana un terzo di tutti gli adulti, oltre un terzo (36%) fra 65-74 anni e metà (51%) dopo i 74 anni.

Gli adulti intervistati sono stati invitati a indicare, in un elenco di 10 problemi sociali, i tre problemi che consideravano prioritari, cioè più gravi e da affrontare per primi.

Sia gli anziani che gli altri intervistati, hanno indicato in media 2,8 problemi: gli anziani hanno messo ai primi posti, fra i problemi da affrontare, la disoccupazione (66% degli intervistati) e la criminalità (62%), e anche i problemi della povertà (35%), dell’inefficienza del sistema sanitario (29%), dell’immigrazione extracomunitaria (25%), dell’evasione fiscale (19%), del debito pubblico (12%) e dell’ambiente (11%).

La graduatoria dei problemi, e anche la frequenza con cui i diversi problemi sono stati indicati, sono quasi identiche per gli adulti di 65-74 anni e per gli anziani di oltre 74 anni, e sono anche molto vicine a quelle ottenute per gli adulti nel complesso.

Segue: Il livello di soddisfazione del servizio








 

Your browser doesn't support java1.1 or java is not enabled!

 

Famiglia Oggi n. 1 gennaio-febbraio 2008 - Home Page