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n. 3 MAGGIO-GIUGNO 2008 EDITORIALE SERVIZI
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SOMMARIO Negli ultimi tempi, molti sono venuti riconoscendo che esistono enormi problemi derivanti dalla bassa natalità e dallo spappolamento delle famiglie indotti da un sistema fiscale che premia il non avere figli e la frammentazione degli individui. Ma siamo ben lontani ancora dall’aver messo a fuoco quale sia il problema di fondo e soprattutto quali soluzioni adottare. Perché dovremmo perseguire l’equità fiscale verso la famiglia? La ragione centrale sta nel fatto che esiste oggi una struttura istituzionale perversa: tra lo Stato e le famiglie operano dei meccanismi sistemici (normativamente prescritti) di "sussidiarietà alla rovescia", per cui sono le famiglie a sussidiare le deficienze dello Stato anziché essere lo Stato a sussidiare le funzioni sociali della famiglia. Il problema, invece, non è quello di fare della beneficenza, di dare sconti e agevolazioni alle famiglie, in particolare numerose, ma è quello di realizzare la giustizia sociale nei confronti di chi, con il proprio reddito individuale, deve mantenere dei figli oltre che, eventualmente, un coniuge che non lavori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Le società europee contemporanee si confrontano oggi con orientamenti diversi rispetto a quale sia il giusto mix tra ricchezza, imposte e bisogno di servizi, in un momento storico di grande incertezza, rapidità di trasformazioni e "squilibrio di potere" tra sistemi politici (nazionali) e scelte economiche (transnazionali, globalizzate). Anche i modelli di intervento sulle politiche sociali e familiari, inoltre, sono estremamente eterogenei tra i diversi Stati. È quindi necessario, prima ancora del riflettere su come spendere le risorse, considerare la quantità di risorse disponibili/necessarie per la spesa pubblica, e poi verificare la quantità e la qualità di risorse dedicate a scopi di protezione sociale e/o di sostegno alla famiglia. I dati documentano inoltre quanto sia ancora lontana, nel nostro Paese, una politica familiare realmente "sussidiaria", costruita cioè davvero "con le famiglie e a partire da esse", protagoniste attive della risposta ai propri bisogni, e non destinatarie passive di interventi assistenziali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . In materia di "costo dei figli" bisogna distinguere il costo di mantenimento del figlio, misurato attraverso la scala di equivalenza, dal costo di accrescimento di un figlio, che comprende, oltre al costo di mantenimento, anche il costo del tempo che i genitori dedicano alla sua cura e che dipende dalla propensione dei genitori a investire sulla qualità. Il costo di mantenimento del bambino è la misura appropriata per operare confronti interfamiliari che si mettono in atto quando si applicano misure quali le detrazioni o deduzioni familiari, l’Isee, il quoziente familiare, o tariffe che tengono conto delle differenze demografiche delle famiglie. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Per mettere a confronto l’ammontare della tassazione dell’Italia con altri Paesi europei viene presentato il funzionamento del sistema fiscale italiano, con particolare attenzione alle detrazioni per familiari a carico. Paragonando il livello di tassazione italiano con quello di Francia e Spagna, per tre classi di reddito familiare (25.000, 35.000 e 45.000 euro lordi, e per famiglie con uno, due, tre o quattro figli) emerge con chiarezza come le famiglie italiane – eccetto un singolo caso – siano quelle che pagano maggiori tasse, e rispetto alla Francia con differenze abissali. Una situazione di estrema gravità, a cui si dovrebbe porre rimedio con urgenza, come chiede il Forum delle Associazioni familiari con la proposta di deduzione dal reddito del minimo vitale per ogni componente del nucleo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . A livello locale, la famiglia è spesso tartassata da tariffe e imposte che sono applicate in modo non corretto, se non addirittura iniquo. L’articolo passa quindi in rassegna le principali imposte e tariffe per servizi applicate nei Comuni italiani, segnalando le situazioni di ingiustizia e in quanto consiste l’aggravio per una famiglia tipo di quattro persone. Al termine della ricognizione, è possibile constatare come l’aggravio sia di almeno mille euro all’anno, che vanno ad aggiungersi all’iniqua ripartizione del carico fiscale generale. L’articolo fornisce anche una serie di proposte, facilmente e velocemente applicabili da parte dei Comuni, per porre rimedio a tale situazione. |
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