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n. 5 SETTEMBRE-OTTOBRE 2008 EDITORIALE SERVIZI
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EDITORIALE Genitori
e insegnanti La Direzione "Scuola
e famiglia non attribuiscano etichette pesanti ed errate a bambini che,
con un piccolo aiuto, possono recuperare, ma neppure sottovalutino
determinate situazioni." I bambini sono tornati in aula e la scuola ha ripreso, ancor più in queste settimane, a essere oggetto di discussione, anche accesa, su vari tavoli, da quelli politici e mediatici a quelli delle persone coinvolte più direttamente nell’educazione dei ragazzi. Al di là del ritorno degli esami di riparazione, dei grembiuli e forse di un’antica severità (accolta a seconda delle opinioni diverse con soddisfazione o malcontento), genitori e insegnanti si ritrovano ad affrontare alcune difficoltà degli alunni, che spesso vengono confuse con disturbi, come si trattasse della medesima realtà, ma che, non di rado, rischiano di essere sottovalutate o non riconosciute. La sempre più significativa sottolineatura delle problematiche, l’aumento della percentuale di bambini classificati come portatori di disturbi dell’apprendimento e forse anche alcune "mode" di disturbi sempre più citati (dalla dislessia al deficit di attenzione e iperattività) rendono urgente che scuola e famiglia non attribuiscano etichette pesanti ed errate a bambini che, con un piccolo aiuto, possono recuperare, ma neppure sottovalutino determinate situazioni. È in tale direzione che gli approfondimenti di questo numero forniscono preziose indicazioni basate sulle teorie e sulle ricerche più attuali e, al contempo, su un’attenzione costante alla concretezza della quotidianità e alla necessità di consigli pratici da parte degli adulti coinvolti. Si è scelto di prendere in considerazione solo alcuni disturbi dell’apprendimento, quelli che vengono scoperti all’inizio del percorso scolastico, legati alla lettura (dislessia), alla scrittura (disgrafia), al calcolo (discalculia) proprio per dare spazio agli autori che aiutano a comprendere come si distingue tra difficoltà generiche e disturbi specifici dell’apprendimento, come si manifestano entrambi e quali sono le cause e i rimedi. Non ci sfugge che l’area dell’apprendimento sia vasta e riguardi tutti i campi del vivere: quello psicologico, quello sociale, quello fisico e quello morale. Visto che l’essere umano è un tutt’uno prezioso, delicato, complesso, l’apprendimento vero comprende il sapere fare i conti, tanto quanto il sapersi alimentare in modo adeguato e il saper ragionare distinguendo il vero dal falso, il male dal bene. Siamo, tuttavia, convinti che occorra evitare la tentazione di dire "tutto su tutto" e uscire da una confusione di piani e di ambiti, che può portare a semplificazioni dannose, per favorire una chiarezza d’approccio su cui costruire una proficua collaborazione scuola-famiglia, ineludibile per uno sviluppo sereno del bambino. La direzione |
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