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n. 6 NOVEMBRE-DICEMBRE 2008

Sommario

EDITORIALE
Un buon "investimento": educare all’uso dei soldi
la DIREZIONE

SERVIZI
Quando l’economia era domestica
VERA ZAMAGNI

Tra moglie e marito non mettere il potere
GILBERTO GILLINI

La relazione educativa e la "piccola" finanza
MARIATERESA ZATTONI

L’eredità destabilizza la famiglia?
STEFANO GUARINELLI

Italiani, popolo di (ex) risparmiatori
ROBERTO GROSSI E ATTILIO DE PASCALIS

Operazione "Bilanci di Giustizia"
ANTONELLA VALER

DOSSIER
Come spendono le famiglie italiane
LORENZA REBUZZINI

RUBRICHE
SOCIETÀ
Il vuoto di una generazione
BEPPE DEL COLLE

RICERCA
Fino a quando si può apprendere?
EMILIA CABRAS, DOLORES ROLLO

CONSULENZA
Due persone in una stanza
ELISABETTA BASCELLI

POLITICHE
Verso il quoziente familiare?
CARLO GIOVANARDI

EDUCAZIONE
Per educare al consumo
MICHELE AGLIERI, MONICA PARRICCHI

MINORI
Più politiche per l’infanzia
ARIANNA SAULINI

BIOETICA
Una risposta all’Helicobacter
ALESSANDRA TURCHETTI

PASTORALE
Un’enciclica profetica
CARLO CAFFARRA

COMUNICAZIONE
iPhone: non solo cellulare
MASSIMILIANO ANDREOLETTI

COMUNICAZIONE
Dal Festival di Locarno
CHIARA MACCONI

NARRATIVA / SAGGISTICA / RIVISTE

CISF / MONDO

 

COMUNICAZIONE / NUOVE TECNOLOGIE

iPhone: non solo cellulare

di Massimiliano Andreoletti
(docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Dipartimento di Pedagogia)
  

Piazzato con enorme successo nel mercato americano nell’estate 2007 e atteso con impazienza fino al luglio 2008 in Italia, l’iPhone ha ormai oltrepassato i sei milioni di esemplari venduti, ponendo le basi storiche di una vera e propria rivoluzione mediatica. Ibrido da un punto di vista tecnologico, ingloba in sé diverse funzioni che lo caratterizzano e gli permettono di differenziarsi da altri aggeggi di ultima generazione tra cui lo smartphone.
  

L'arrivo di iPhone, il primo telefonino nato in casa Apple, consente una riflessione sul complesso mondo delle tecnologie portatili di ultima generazione e sui possibili scenari futuri delle unità di comunicazione mobile. La società di Cupertino, sull’onda del successo mondiale dell’iPod(1) (il lettore mp3 più diffuso con oltre 150 milioni di unità vendute al marzo 2008, pari al 75% del mercato mondiale dei lettori di musica digitale), nel gennaio 2007 ha presentato iPhone e nel giugno dello stesso anno ha lanciato per il solo mercato americano la sua versione 2G. I tecnofili italiani hanno dovuto attendere oltre un anno per poter avere a disposizione il "prezioso" telefono. Tempi d’attesa così prolungati sono dovuti alla volontà di Apple di individuare nei vari Paesi i partner commerciali più idonei alla diffusione del suo telefono, che dal luglio 2008 viene distribuito nella versione 3G. In linea con il successo di iPod, in sole sette settimane le vendite di iPhone 3G hanno oltrepassato la soglia dei sei milioni di esemplari venduti, superando ufficialmente il predecessore 2G. Secondo alcuni le vendite settimanali si aggirerebbero attorno alle 1.050.000 unità, cioè circa 150.000 al giorno e stando ai piani reali di produzione dell’azienda dall’agosto 2008 all’agosto 2009 verranno costruiti da un minimo di 40 milioni a un massimo di 45 milioni di iPhone.

Telefonino di ultima generazione?

Cosa è l’iPhone? La prima risposta potrebbe essere "telefonino", ma in realtà deve essere inteso come una tecnologia ibrida: in soli 133 grammi incorpora le funzioni di quattro diversi dispositivi:

1 riproduttore di contenuti multimediali: le caratteristiche di riproduzione audio, foto, video e giochi sono molto simili a quelle presenti sull’iPod di ultima generazione: i contenuti multimediali all’interno dell’iPhone sono gestiti tramite il software iTunes, che interagisce direttamente con App Store per l’acquisto online di nuovi contenuti. Le differenze rispetto all’iPod riguardano il display più ampio e l’utilizzo tramite schermo tattile evoluto, denominato multi-touch(2):

  • lo schermo widescreen da 3,5 pollici con una risoluzione di 480×320 pixel consente, oltre al formato orizzontale, di avere una migliore visione dei contenuti video (film, videoclip, animazioni ecc.) scaricati da Internet o presenti all’interno della memoria flash da 8 o 16 GB;

  • la presenza di una nuova interfaccia, che utilizza l’ampio display, sfrutta un nuovo software che consente di controllare ogni elemento presente sullo schermo con le dita. Benché l’iPhone non sia il primo dispositivo portatile a utilizzare uno schermo touch-screen, esso è dotato di un’interfaccia che non si limita al "premi e trascina", bensì offre una gamma di risposte differenti in base al numero di dita utilizzato e dal contesto in cui ci si trova a operare. Per esempio per zoomare un’immagine è sufficiente appoggiare due dita sull’area dello schermo e poi distanziarle per ingrandire la visione dell’oggetto o avvicinarle per rimpicciolirla.

2 Telefono cellulare: iPhone 3G è un tipo di cellulare quad-band (Gsm, Umts/Hsdpa, Edge). Nonostante l’iPhone non consenta la videochiamata e neppure la chiamata vocale (voice dialing)[3], molto interessante e utile è la possibilità di effettuare un’audioconferenza unendo più telefonate.

3 Palmare: iPhone, come i palmari di ultima generazione, è dotato di connettività Wi-Fi e Bluetooth 2.0 (utilizzabile solamente per la telefonia e non per l’ascolto della musica) con Edr e di fotocamera da 2 megapixel (utilizzabile solo per fare fotografie e non per registrare filmati). Dispone inoltre di: multitasking, animazioni e multimedialità, ampia connettività, navigazione Web mediante browser derivato da Safari, sincronizzazione con il computer (sia Windows che Mac), lettura dei file in formato .pdf, .doc e .xls allegati alle e-mail o collegati a una pagina web. iPhone ha widget(4) che, oltre a riprodurre audio/video e gestire tutte le funzioni legate alla telefonia, permette di accedere all’agenda, al calendario, alla calcolatrice, al blocco note, alla fotocamera, al client di posta elettronica, all’album fotografico, al browser per la navigazione web, a Google Maps, ecc.

4 Navigatore satellitare: il dispositivo portatile di Apple è dotato del sistema Assisted Gps (A-Gps) che, utilizzando le reti Wi-Fi e ripetitori per la telefonia mobile, consente in fase di avvio di ridurre i tempi di prima localizzazione necessari al terminale Gps per rilevare il segnale satellitare, soprattutto all’interno delle aree urbane dove l’altezza degli edifici e i viali alberati riducono la lista dei satelliti. L’applicazione Mappe sviluppata da Apple consente a iPhone 3G di visualizzare Google Maps; lo schermo multi-touch permette di accedere in modo semplice e naturale alle informazioni presenti in Google Maps, ricercando servizi presenti sul territorio e chiamando direttamente con un clic il numero telefonico associato.

Nonostante alcuni considerino l’iPhone uno smartphone, si può rilevare come esso non possiede tutte le funzioni tipiche degli smartphone attualmente in commercio. Oltre a non consentire la videochiamata e la chiamata vocale, il cellulare 3G di Apple non permette: la registrazione vocale dei messaggi; la messaggistica istantanea (IM); la gestione degli mms (consente solo sms); l’utilizzo dello stereo Bluetooth (limitato alla sola telefonia); l’uso di uno slot per una memory card esterna; il trasferimento file tramite Bluetooth; il copia e incolla dei testi; la registrazione di video con la telecamera incorporata. Inoltre l’iPhone non ha la possibilità di installare software e di estendere le funzionalità del proprio telefono oltre ciò che Apple decide. L’arrivo in Italia di iPhone 3G è stato accompagnato da un grosso lancio pubblicitario che ha consentito a Vodafone e Tim (gli unici gestori in Italia ad aver stretto un accordo commerciale con Apple) di presentare i piani tariffari per la telefonia mobile e la navigazione abbinati all’acquisto del cellulare. Altroconsumo ha evidenziato alcuni dubbi sulle offerte:

assenza di concorrenza: una verifica svolta in diversi punti vendita dei due gestori in Italia ha mostrato che il cellulare di Apple viene venduto al medesimo prezzo (499 euro per la versione 8Gb e 569 euro per la versione 16Gb) ed esclusivamente tramite i due gestori. iPhone di fatto risulta essere l’unico prodotto di Apple non acquistabile tramite il sito www.apple.it;

informazioni non corrette: clienti presentatisi in diversi punti vendita di entrambi i gestori hanno evidenziato informazioni non corrette in merito all’utilizzo del telefonino di Apple anche con sim di gestori diversi(5). Specialmente i rivenditori Tim propongono il telefonino insieme a una nuova sim, obbligando il cliente a sottoscrivere un nuovo abbonamento a 24 mesi anziché un contratto ricaricabile;

costi elevati per la navigazione: all’atto dell’acquisto la maggior parte dei rivenditori Tim tendono a offrire l’apparato in combinazione «con abbonamento che vincola l’utente per due anni con tariffe che sono sconvenienti» dove a un costo di 10 euro mensili si hanno a disposizione 30Mb di download giornalieri con un aggravio di 6 euro per ogni mega scaricato in più(6). Stando alle valutazioni di Altroconsumo i «due operatori che distribuiscono iPhone offrono sempre tariffe telefoniche e internet, utilizzabili da tutti i loro clienti, molto più convenienti di quelle incluse nell’offerta iPhone».

Tabella.

Cos’è uno smartphone?

Nonostante non esista alcuno standard industriale che definisca in modo puntuale cosa sia uno smartphone, secondo la società di analisi Gartner esso è un dispositivo palmare con un grande schermo per gestire dati, progettato per offrire funzioni complete di telefonia e da Personal digital assistant (Pda). Da questa premessa si possono individuare due tipologie: 

  • smartphone derivato da un Pda o palmare a cui sono state aggiunte le funzioni di telefono (Pda-phone);

  • smartphone derivato da un telefono mobile a cui sono state aggiunte le funzionalità di un Pda.

A differenza di altre tecnologie portatili la caratteristica più interessante degli smartphone è la possibilità offerta all’utente di aggiungere nuove e originali funzionalità all’apparato, installando programmi sviluppati dal produttore, dallo stesso utilizzatore o da terze parti. Secondo David Wood, Executive Vice President di Symbian, gli smartphone differiscono dagli altri telefoni mobili per due elementi: come sono costruiti e cosa possono fare. I sistemi aperti con cui sono realizzati portano vantaggi evidenti per funzionalità, risparmio energetico e innovazione alle società che li producono, favorendo la crescita nelle vendite di modelli sempre più avanzati. In quest’ottica si possono individuare due definizioni e due gruppi chiave attorno ai quali ruota il mondo degli smartphone:

industria: per coloro che producono smartphone l’attenzione si concentra sul software, in quanto uno smartphone ha un sistema operativo programmabile e multitasking che garantisce la libertà all’utente di modificare e aggiungere le funzionalità presenti;

utente: per tutti coloro che utilizzano smartphone l’attenzione si concentra principalmente sulle funzionalità, viste però nell’ottica delle business applications più recenti e della loro capacità di sincronizzarsi con il software dell’azienda.

Le caratteristiche normalmente presenti all’interno di uno smartphone devono consentire di:

gestire le chiamate vocali: uno smartphone consente la comunicazione vocale mobile e tutte le applicazioni per gestire le chiamate in ingresso e uscita, la rubrica e le suonerie personalizzate;

potenziare il computer: la possibilità di utilizzare un computer lap top in combinazione con uno smartphone consente di far condividere e sincronizzare i dati presenti in entrambi e di utilizzare uno smartphone come modem per accedere alla rete;

aumentare la produttività: la possibilità di lavorare in qualsiasi momento della giornata e di essere sempre connessi alla rete, rendono lo smartphone lo strumento principale per tutte le persone che gestiscono un’attività lavorativa che si estende oltre l’ufficio. È essenziale che uno smartphone dia la possibilità di accedere alla propria casella di posta, di visionare/modificare un documento di testo (di solito Microsoft Word) o foglio elettronico (Microsoft Excel), di accedere ai dati di Borsa, di gestire la catena dei fornitori e dei clienti, di verificare la situazione del proprio magazzino eccetera;

accedere a contenuti Web 2.0: l’accesso alla posta elettronica e alle pagine web è fondamentale per uno smartphone, ma ancora più importante è visionare/modificare contenuti Web 2.0, quali blog, Rss, podcasting, social network ecc.;

integrare informazioni locali: per molti esperti i servizi basati su sistemi di locazione (Gps e/o A-gps) sono considerati le killer application (applicazioni vincenti) per la comunicazione mobile.

L’utilizzo di tali servizi consente di ricevere dati sul percorso che si sta seguendo e notizie sul traffico, di trovare attività commerciali o punti di interesse nelle vicinanze integrando i dati del Gps con le informazioni provenienti da mappe intelligenti presenti sul Web, di ricevere comunicazioni sugli orari dei mezzi di trasporto all’interno di una stazione o di un aeroporto accedendo a reti locali tramite interfaccia Bluetooth ecc.;

condividere contenuti multimediali: accanto alla possibilità di riprodurre contenuti multimediali recuperati in Rete (in download o instreaming), uno smartphone deve poter scattare foto, registrare filmati video e tracce audio e condividere tali risorse con altre persone tramite mms, e-mail, blog o social network.

Il numero di apparati di comunicazione mobile presenti nel mondo cresce costantemente:

  • nel 2007 sono stati venduti 3 miliardi e 300 milioni di telefoni cellulari in tutto il mondo raggiungendo teoricamente il 50% della popolazione;

  • nel 2006 in Italia il livello di penetrazione degli smartphone tra i nuovi acquirenti di apparati per la telefonia mobile era del 19,2%, mentre in Spagna era del 9,5%, in Inghilterra del 7,5%, in Germania del 4,9%, in Svezia del 3,6%, in Francia del 3,5%, con una media europea dell’8,8%, e negli Usa del 3,8%;

  • il numero di smartphone venduti nel solo 2007 ha toccato la quota di 118 milioni di unità con una crescita del 53% tra il 2007 e il 2006 e del 72% tra il 2006 e il 2005;

  • le vendite nel secondo quadrimestre del 2008 sono cresciute del 15,7% rispetto al medesimo periodo del 2007;

  • il mercato degli smartphone è dominato rispettivamente da Nokia con il 53% degli apparati venduti e da Symbian con il 67% dei sistemi operativi.

Gli analisti prevedono che nel 2008 saranno venduti 1 miliardo e 280 milioni di apparati per la comunicazione mobile di cui il 15% saranno smartphone. Secondo una stima di Gardner nel 2012 le vendite di apparati smartphone potrebbero raggiungere i 700 milioni di unità in un mercato che si prevede essere di 1 miliardo e ottocento milioni di apparati portatili. Secondo Abi Research il mercato degli smartphone crescerà dal 10% del totale del mercato degli apparati portatili del 2007 al 31% del mercato del 2013.

Tabella 2.

Chi è l’utente primario?

Una ricerca svolta da Nielsen Mobile sottolinea come non ci si debba stupire se l’Italia sia la prima nell’adozione degli smartphone, in quanto gli italiani spendono molto di più nell’acquisto degli apparati e nelle tariffe rispetto agli altri europei. Questo appare ancora più strano se si considera che l’utilizzo di Internet in Italia risulta minore rispetto all’Inghilterra o alla Germania. Tuttavia gli smartphone offrono un’eccellente opportunità per spingere gli italiani ad accedere al Web con i loro telefoni. Un certo numero di persone utilizza le proprie dotazioni tecnologiche portatili soltanto per la comunicazione vocale, riducendo così l’uso del proprio smartphone a quello di un telefono Gsm di seconda generazione dal valore di non più di 50 euro.

Il mancato utilizzo di tutte le potenzialità dei dispositivi può essere individuato in più motivi:

  • tariffe elevate di accesso ai servizi;

  • mancanza di necessità lavorative;

  • scarso interesse alle opportunità offerte dalla Rete.

La ricerca condotta da ComScore (tabella 1) evidenzia come solo un terzo dei possessori di smartphone accede a Internet per ricercare informazioni e solo un quarto lo utilizza per controllare la posta elettronica. Il comportamento rilevato nella ricerca svolta da M:Metrics (tabella 2) mostra come in Italia vi sia una tendenza a un uso superficiale degli strumenti di comunicazione mobile: le funzioni maggiormente utilizzate sono l’invio e la ricezione di sms e mms. È lecito chiedersi, dunque, chi sia l’utente principale e quale sia il significato di una diffusione così elevata di tali apparecchi. Gli smartphone sono molto utili per chi svolge un’attività lavorativa che comporta l’allontanamento dal proprio ufficio per ore o giorni, per chi ha la necessità di avere costantemente accesso a dati personali, per chi è obbligato a tenere sotto controllo informazioni che provengono da tutto il mondo. Gli smartphone sono pensati per coloro che hanno ruoli gestionali e manageriali, o che operano all’interno delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, o che sono coinvolte in diversi progetti dislocati sul territorio, o che hanno la necessità di avere sempre "l’ufficio con sé", o che hanno la responsabilità lavorativa di molte persone, o che sono in relazione con molte persone, o che considerano la Rete come un luogo naturale in cui operare. Persone che quotidianamente utilizzano uno svariato numero di media e canali per gestire i propri appuntamenti, per accedere alle informazioni presenti in Rete, per seguire i propri progetti, per essere informati sulle ultime iniziative culturali, per scaricare dati di Borsa e notizie di economia, per giocare online con persone di tutto il mondo ecc.

Tabella 3.

Da una ricerca svolta nel terzo trimestre 2006 in Europa da Gardner Mobile è emerso che in genere gli apparati di comunicazione mobile sono utilizzati prevalentemente dal genere femminile(7) mentre i possessori di apparati smartphone per quasi due terzi sono maschi(8). La medesima ricerca (tabella 3) ha anche evidenziato le differenze per fasce d’età dei possessori di smartphone rispetto ai possessori di tutti gli apparati di comunicazione mobile. I nuovi apparati tecnologici per l’accesso remoto alla società informazionale potrebbero essere ottimi strumenti di lavoro per i giovani che non hanno ancora una posizione lavorativa stabile, tuttavia i costi elevati degli abbonamenti e la scarsa cultura nel campo delle tecnologie dell’informazione non consentono a una grossa porzione dei potenziali utenti di poter usufruire di tali strumenti sempre più sofisticati e tecnologicamente dotati. Negli ultimi anni il telefono cellulare è divenuto un oggetto da possedere per il semplice fatto di essere il più costoso, di essere griffato, di essere ricoperto di brillantini, di gestire telefonate sotto la doccia, di poter gestire la suoneria con la canzone preferita, di mostrare sul display la foto del proprio animale domestico o, semplicemente, di essere "l’ultimo modello". Si è assistito a una metamorfosi: il ponte che permette di avvicinare ogni angolo della terra, la porta che dà la possibilità di essere presente nel mondo delle reti sociali, diviene un semplice gadget da mostrare, un simbolo da esibire più che una risorsa da utilizzare.

Massimiliano Andreoletti
   

GRANDE SCHERMO

Le dinamiche di una classe

Palma d’oro 2008 al Festival di Cannes, La classe, di Laurent Cantet (titolo originale: Entre les murs) è un film eccezionale che con pochi mezzi e attori non professionisti riesce a ricreare le dinamiche profonde di un gruppo di studenti della banlieue parigina. La magia del film è la forza dei dialoghi. Le quattro mura dell’aula diventano un microcosmo della società multietnica: e infatti la classe rischia di esplodere in un’entropia educativa. 

La pedagogia adulta del professore, che ha il compito di fare di quel gruppo di ragazzi una cellula di società, è messa a dura prova di fronte alla sfida quotidiana dell’adolescenza, capace di rimettere in gioco qualunque lezione e qualunque affermazione del docente. In quella classe, come ha scritto Le Monde, c’è «la difficoltà di stare insieme, di comprendersi, di rifiutare la rassegnazione senza ricorrere alla violenza e all’esclusione». C’è tutta la Francia di oggi.

Francesco Anfossi








 

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