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n. 6 NOVEMBRE-DICEMBRE 2008

Sommario

EDITORIALE
Un buon "investimento": educare all’uso dei soldi
la DIREZIONE

SERVIZI
Quando l’economia era domestica
VERA ZAMAGNI

Tra moglie e marito non mettere il potere
GILBERTO GILLINI

La relazione educativa e la "piccola" finanza
MARIATERESA ZATTONI

L’eredità destabilizza la famiglia?
STEFANO GUARINELLI

Italiani, popolo di (ex) risparmiatori
ROBERTO GROSSI E ATTILIO DE PASCALIS

Operazione "Bilanci di Giustizia"
ANTONELLA VALER

DOSSIER
Come spendono le famiglie italiane
LORENZA REBUZZINI

RUBRICHE
SOCIETÀ
Il vuoto di una generazione
BEPPE DEL COLLE

RICERCA
Fino a quando si può apprendere?
EMILIA CABRAS, DOLORES ROLLO

CONSULENZA
Due persone in una stanza
ELISABETTA BASCELLI

POLITICHE
Verso il quoziente familiare?
CARLO GIOVANARDI

EDUCAZIONE
Per educare al consumo
MICHELE AGLIERI, MONICA PARRICCHI

MINORI
Più politiche per l’infanzia
ARIANNA SAULINI

BIOETICA
Una risposta all’Helicobacter
ALESSANDRA TURCHETTI

PASTORALE
Un’enciclica profetica
CARLO CAFFARRA

COMUNICAZIONE
iPhone: non solo cellulare
MASSIMILIANO ANDREOLETTI

COMUNICAZIONE
Dal Festival di Locarno
CHIARA MACCONI

NARRATIVA / SAGGISTICA / RIVISTE

CISF / MONDO

EDITORIALE

Un buon "investimento": 
educare all’uso dei soldi

La Direzione
   

"Oggi si sente ancor più l’urgenza di fermarsi a valutare quanto il tema dei soldi conti all’interno delle relazioni familiari e, soprattutto in presenza di figli, quali siano i messaggi educativi che "sul denaro" vengono forniti a chi sta crescendo in una società dominata dal consumismo."
  

Questo numero era in lavorazione già molto prima che si acuisse l’attuale situazione economica internazionale, ritenuta una delle crisi più gravi della storia moderna. Ma è proprio alla luce di questo tempo difficile che emerge con maggiore evidenza la necessità di riflettere non solo sui macrosistemi della finanza, ma anche sui "micro" ambiti, quelli della quotidianità della casa e della vita in famiglia.

Oggi si sente ancor più l’urgenza di fermarsi a valutare quanto il tema dei soldi conti all’interno delle relazioni familiari e, soprattutto in presenza di figli, quali siano i messaggi educativi che "sul denaro" vengono forniti a chi sta crescendo in una società dominata dal consumismo, ma sempre più impoverita, non solamente dal punto di vista finanziario.

La prassi di vivere al di sopra dei propri mezzi, per non rinunciare a consumi in cui viene riposta l’essenza stessa della vita, che Vera Zamagni in questo numero giudica una delle cause dell’attuale recessione negli Stati Uniti, non è atteggiamento sconosciuto neppure nel nostro Paese. Non è dunque da sottovalutare l’invito che l’economista fa a «essere consapevoli che rincorrere i consumi equivale a rincorrere i desideri: è una slippery slope, una strada estremamente scivolosa, perché senza fine. Spinge a lavorare di più per avere più reddito e dunque a drogarsi per lavorare di più; spinge ad accettare qualsiasi occasione per fare soldi, anche quelle eticamente dubbie o del tutto immorali».

La trasformazione dell’economia tradizionale delle famiglie, che teneva in equilibrio produzione e consumi, in un’economia di consumo sfrenato, ha portato a un impoverimento non solo economico, mentre il recupero di un’economia domestica più sensata sarebbe decisivo per rafforzare i legami familiari ma anche per incidere sulla stabilità sociale.

Prendendo le mosse da una nuova economia domestica, come viene interpretata negli originali contributi degli autori di questo numero, si potrebbe ripartire verso una società più sostenibile: «Nell’economia domestica», spiega Zamagni, «c’è un mescolamento di mercato, di reciprocità e di gratuità; questo mescolamento è reso possibile dai diversi ruoli dei membri della famiglia. Se si è bravi a mettere al posto giusto ciascuno di questi elementi, indispensabili per il fiorire di una civiltà, se ne vedrà il contributo insostituibile».

Val la pena dunque che mariti e mogli e padri e madri, ma anche gli altri educatori, si soffermino a rispondere alla domanda che Mariateresa Zattoni sottilmente pone: «Su che cosa occorre veramente "investire" quando si mette denaro nelle mani dei figli?», evitando di limitarsi a quantificare mance e paghette o, ancor peggio, a dettare corrispondenze tra risultati e soldi, impegno e cifre.

La direzione








 

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