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n. 2 MARZO-APRILE 2009

Sommario

EDITORIALE
Una palestra di vita per crescere sani e saggi
la DIREZIONE

SERVIZI
Imparare lo sport, imparare la vita
FRANCESCO BELLETTI

Lo sport che fa bene e quello che fa male
MARISA MUZIO

Un’occasione di crescita per i genitori
MANUELA CANTOIA

Ragazzi, attenzione alla vita sedentaria
ALBERTO PELLAI

Eventi sportivi a misura di persona
MASSIMO ACHINI

Italiani, popolo di sportivi?
CENSIS (A CURA DI)

DOSSIER
Come si formano i veri campioni
ELISA CHIARI

RUBRICHE
SOCIETÀ
Non si tratta di rivincita
BEPPE DEL COLLE

RICERCA
Perché ci si autoferisce?
IRENE SARNO

CONSULENZA
Tra protezione e autonomia
MARIO BECCIU, ANNA RITA COLASANTI

CONSULENZA
L’aborto come ferita
BENEDETTA FOÀ

POLITICHE
Un’alternativa al consumismo
LORENZA REBUZZINI

EDUCAZIONE
Accompagnare i genitori
RINALDA MONTANI

EDUCAZIONE
Competenze: verso il possibile
FEDERICO BATINI

MINORI
Un’accoglienza "preventiva"
GABRIELLA GABRIELLI

BIOETICA
La dignità della vita malata
RENATA MADERNA

PASTORALE
Divorzio e coscienza
MARCO BALEANI

COMUNICAZIONE
Lo sport nella nuova narrativa
ROBERTO CARNERO

NARRATIVA / SAGGISTICA / RIVISTE

CISF / MONDO

SOMMARIO
   

     
IMPARARE LO SPORT, IMPARARE LA VITA
di Francesco Belletti

Qual è il nesso tra sport e vita? In che modo l’attività sportiva, gioco per eccellenza, può diventare ambito di costruzione e di rafforzamento della personalità adulta di uomini e donne, non solo quando sono ragazzi? Lo sport educa la persona nella sua integralità alle virtù, valorizzando una serie di dimensioni dell’umano in modo tutto particolare, ponendosi come vera e propria scuola di vita. È un insegnamento questo che in più di un’occasione ha dato anche il Papa "sportivo" Giovanni Paolo II, il quale usava il concetto di "palestra di vita", in cui la capacità di responsabilità, di serietà, di impegno, di rischio viene messa alla prova. Tre storie raccontano tre modi diversi di scegliere, praticare e vivere un’attività sportiva.

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LO SPORT CHE FA BENE E QUELLO CHE FA MALE
di Marisa Muzio

I lati positivi della pratica sportiva non si limitano a un discorso di benessere: tale attività influisce positivamente sulla costruzione dell’immagine corporea, sviluppa l’autocontrollo dell’ansia e delle emozioni negative, insegna a definire e raggiungere obiettivi e favorisce la capacità di assunzione delle responsabilità. Ma pressioni degli adulti, eccessive richieste in allenamento e sul campo, carichi di lavoro sproporzionati rispetto all’età e alle capacità del giovane atleta possono essere dannosi. Quando l’adulto ci mette lo zampino, ma non la testa, i danni sono assicurati. Formando gli adulti dal punto di vista psicologico, si lavora sui giocatori come possibili campioni, ma anche sul loro futuro di uomini.

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UN’OCCASIONE DI CRESCITA PER I GENITORI
di Manuela Cantoia

L’articolo affronta il ruolo dei genitori nelle esperienze sportive dei figli andando a focalizzare l’attenzione su alcuni tra i dubbi e le dinamiche più comuni raccolti in occasione di incontri con le famiglie. Come in tutte le esperienze di vita del bambino, l’atteggiamento degli adulti determina il "clima" con cui il bambino stesso affronta lo sport. È dunque responsabilità dei genitori assegnare un adeguato valore a quest’impegno nell’economia della totalità delle esperienze di crescita necessarie al bambino. L’attività sportiva rappresenta un’occasione per conoscersi, per prendere confidenza con il proprio corpo, per maturare una serie di capacità fondamentali per la vita (impegno, condivisione, responsabilità, costanza).

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RAGAZZI, ATTENZIONE ALLA VITA SEDENTARIA
di Alberto Pellai

Il sovrappeso è un fenomeno diffuso omogeneamente sul territorio nazionale e secondo dati recenti i bambini italiani risultano i più grassi d’Europa. Promuovere una attività motoria sin dall’età più precoce sostiene il percorso di crescita del bambino e costituisce un fattore fondamentale per la promozione della salute e la prevenzione di malattie, come il diabete, che stanno assumendo proporzioni epidemiche nelle nuove generazioni. L’attività motoria in età evolutiva è un diritto dei bambini e un dovere che la comunità educante deve sostenere e tutelare.

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EVENTI SPORTIVI A MISURA DI PERSONA
di Massimo Achini

Nel contesto attuale di forte deficit educativo giovanile, lo sport può costituire una risorsa preziosa per promuovere nei ragazzi la formazione integrale della persona. L’attività sportiva, infatti, non costituisce solo un’occasione di apprendimento di abilità motorie e una pratica salutista, ma anche un eccezionale contesto di formazione psicologica e relazionale. Organizzare uno sport efficace sotto il profilo educativo richiede però la salvaguardia di alcuni pre-requisiti, modelli di sviluppo specifici e la cooperazione piena tra genitori e operatori sportivi.

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ITALIANI, POPOLO DI SPORTIVI?
a cura del Censis

Nel 2006, secondo i dati più recenti (Censis e Istat), sono state circa 11 milioni le persone che hanno praticato con continuità uno o più sport, mentre circa sei milioni lo hanno fatto saltuariamente. Nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 14 anni il tasso di pratica sportiva è del 65%. Una quota rilevante di popolazione, tuttavia, non esercita sport. Si tratta del 41% degli italiani. Gli sport più amati sono il calcio e la ginnastica praticati da circa la metà del totale di coloro che si dedicano alle attività fisiche.








 

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