Famiglia Oggi.

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n. 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2010

Sommario

EDITORIALE
Senza lealtà e fiducia non vivono le relazioni
la DIREZIONE

SERVIZI
Cercare la coerenza con la verità
GIUSEPPE GRAMPA

La forza di scegliere il bene invece del male
GIUSEPPE ANZANI

Fiducia e responsabilità alla base del mercato
RICCARDO MORO

Onestà e competenza in ambito politico
LUIGI LORENZETTI

Una pietanza umile sulla tavola di famiglia
MARIATERESA ZATTONI, GILBERTO GILLINI

Quando è in gioco la vita degli altri
ARISTIDE TRONCONI

DOSSIER
Alla riscoperta delle virtù
ROMANO MÀDERA

RUBRICHE
SOCIETÀ
Chi va a lezioni di moralità?
BEPPE DEL COLLE

RICERCA
Socializzazione e sviluppo morale
SIMONE BRUNO

CONSULENZA
Misteri per una vita di senso
ROSSELLA SEMPLICI

POLITICHE
Una città a misura di famiglia
AGENZIA PER LA FAMIGLIA, COMUNE DI PARMA

EDUCAZIONE
La danza educativa
CRISTINA BORSATO

MINORI
Il timore del "diverso"
CLARA CRESPI

BIOETICA
La dignità del morire
STEFANO STIMAMIGLIO

PASTORALE
Un bene per l’umanità
PIETRO BOFFI

COMUNICAZIONE
Inventiamo la nostra Tv
ALBERTO SABATINI, ELEONORA INCERTI

NARRATIVA / RIVISTE / CISF

MONDO / SAGGISTICA

EDITORIALE

Senza lealtà e fiducia 
non vivono le relazioni

La Direzione
   

"Occorrre leggere le implicazioni dell’onestà nel quotidiano delle aule di tribunale, nella macro economia, nei corridoi dei supermercati, nelle corsie degli ospedali, nelle stanze della politica e in quelle delle nostre case"
  

«L'onestà», lamentava Giovenale, «è lodata da tutti, ma muore di freddo». Quel che ci proponevamo pensando a questo numero della rivista era riacciuffarla dal gelido oblio in cui, ancor più nei tempi recenti, è stata relegata, per riportarla, non per mera celebrazione, in primo piano. Consci della scelta controcorrente, volevamo metterla al posto d’onore di un tavolo di riflessione che, grazie ai profondi e tutt’altro che scontati contributi, si è rivelato capace di declinarla nei tanti ambiti in cui è agita e ancor più di frequente negletta.

Perché il discorso non rimanesse confinato agli alti orizzonti dei valori e delle verità (collocazione nobile ma a rischio di diventare l’alibi perfetto per tanti politici, grati di poter continuare ad applicarsi a una prassi ben diversa) occorreva leggerne le implicazioni nel quotidiano delle aule di tribunale, nella macro economia, nei corridoi dei supermercati, nelle corsie degli ospedali, nelle stanze della politica e in quelle delle nostre case.

Con buona pace del sarcastico Isaac Asimov che spiegava come «la disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta», i contributi che seguono non si limitano a lamentare come oggi si sia offuscato l’orizzonte della verità, e quindi di conseguenza quello dell’onestà, ma raccontano spazi di vita in cui è proprio l’onestà a rendere possibili le relazioni tra gli uomini, economiche, professionali, familiari che siano.

La recente crisi finanziaria mostra a chiare lettere che, come scrive Riccardo Moro, «le relazioni economiche sono possibili solo quando esiste fiducia, resa possibile dall’onestà» perché nessuna forma di mercato e di interazione economica funziona realmente senza un’etica e senza la scelta comune di rispettare gli impegni. Ma quest’affermazione è traducibile per tutti gli altri ambiti della vita in cui si gioca il futuro della società, come quelli politici e giudiziari, ma anche della persona, come accade accanto al letto di un malato o più semplicemente quando un padre racconta la vita a un figlio.

E questo - tra padri e figli - potrebbe essere il primo livello in cui cominciare a soffiare vita su un valore oggi non solo dimenticato, ma troppo spesso, in nome del "furbo che vince", persino deriso.

La direzione








 

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