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SOMMARIO

      

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 2000 - Home Page

LA PRIMA VOLTA DI MAMMA E PAPÀ
di Pina Tromellini

Per dei genitori portare per la prima volta il bambino all’asilo nido significa lasciare un territorio conosciuto e protetto per addentrarsi in luoghi sconosciuti. La cultura dell’infanzia, tuttavia, ha ormai consolidato il fatto che il bambino non è solo un soggetto debole e bisognoso di cure, ma ricco di potenzialità da sviluppare. L’asilo nido, finiti i pregiudizi nei suoi confronti, ha acquisito la funzione di spazio e opportunità altamente educativa, e quindi di grande utilità per la famiglia e il bambino. Non si tratta ovviamente di una forma di sostituzione, anche momentanea, della famiglia, ma di un luogo di continuità e di condivisioni di valori.

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«TUTTE LE COSE HANNO UN NOME»
di Luigia Camaioni

L’asilo nido allarga la rete di relazioni sociali in cui il bambino è coinvolto e introduce nuovi interlocutori per i suoi scambi comunicativi. Di conseguenza si configura come un ambiente privilegiato per osservare e promuovere lo sviluppo della comunicazione e del linguaggio. Ricerche condotte su bambini italiani nel secondo e terzo anno di vita documentano come lo sviluppo linguistico di coloro che frequentano continuativamente l’asilo nido non differisce da quello dei bambini allevati soltanto in famiglia, e inoltre che alcuni aspetti del linguaggio possono essere favoriti dal clima sociale caratteristico del nido. L’utilizzo di appositi questionari consente di individuare potenziali condizioni di rischio e aiuta a prevenire l’insorgere di ritardi o disturbi del linguaggio.

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IL BENESSERE DEI BAMBINI AL NIDO
di Salvatore Corbo

La scelta di perseguire negli asili nido, oltre l’obiettivo della salute, quello ideale del benessere richiede il regolare monitoraggio delle malattie dei bambini e del personale, studiandone le cause e gli eventuali fattori favorenti. Ne consegue il perfezionamento di procedure e comportamenti di operatori e famiglie. Questo criterio richiede un razionale sistema di intesa e revisione tra l’azione del pediatra e i comportamenti di famiglie, educatrici e altri operatori. Solo un’analisi ragionata delle strategie relazionali è in grado di contenere le malattie da precoce socializzazione e assicurare condizioni di salute ottimali idonee al pieno sviluppo di tutti i potenziali innati. Ne risulta anche maggiore sicurezza fisica di operatori e famiglie.

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UNA CRESCITA STRAORDINARIA
di Giuliana Cancelli Santambrogio

Il nido svolge, in rapporto interattivo con la famiglia un’attività pedagogica fondamentale per la formazione del bambino nei primi anni di vita. In tale periodo egli vive una crescita straordinaria del corpo e delle capacità mentali e deve svolgere un gran lavoro: sviluppare le prime ed essenziali capacità motorie, affinare le percezioni sensoriali, iniziare a educare la sfera delle emozioni e dei comportamenti, elaborare il pensiero. Le attività che vengono svolte, in tal senso, sono numerose e differenti mano a mano che passano i mesi. Per aprire un nido, inoltre, è necessario avere molta professionalità, non basta sentire amore per i bambini o perseguire obiettivi di facili redditi. È un’attività i cui guadagni sono speciali: derivano dalla consapevolezza di aiutare il bambino nella crescita straordinaria che ha nei suoi primi anni di vita.

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TRA SAPERE E SAPER FARE
di Chiara Bove

Oggi il nido è un servizio educativo giudicato altrettanto "buono" delle cure materne. Alla base di questa fiducia c’è il riconoscimento degli educatori, come professionalità competenti e consolidate nel tempo tra un sapere e un saper fare che le rende attendibili ed "esperte". Il loro attuale profilo professionale, tuttavia, è oggi nuovamente in discussione. Si comincia a parlare della necessità di una formazione universitaria di base. Queste nuove voci, se da un lato aprono una prospettiva di ulteriore miglioramento e di garanzia nel tempo della qualità raggiunta, dall’altro impongono accorte riflessioni sull’integrazione necessaria tra formazione iniziale e formazione in servizio, tra competenze teoriche ed esperienze sul campo, tra professionalità consolidate e professionalità nascenti.

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SERVIZI INSOSTITUIBILI
di Patrizia Orsola Ghedini

Le opportunità, in alternativa agli asili nido, realizzate o in corso di realizzazione sono molteplici. Fare in modo che esse possano svilupparsi all’interno di un quadro di riferimento chiaro e di un sistema coerente e qualificato è fondamentale per tutti: istituzioni di governo, soggetti gestori, pubblici e privati, operatori e soprattutto per le famiglie. Solo così si potrà realmente scegliere ciò che corrisponde alle singole esigenze, potendo contare su un sistema di regole definito, a garanzia dei diritti dei genitori e dei loro bambini.
   

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