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DOSSIER - UNA PANORAMICA UTILE

DALL’AMERICA ALL’EUROPA:
I SERVIZI PER L’INFANZIA

     

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 2000 - Home Page

Nel contesto americano una famiglia può contare su diversi servizi che presentano un carattere poco sistematico, locale, decentrato, molto variabile per qualità e spesso non accessibile a tutti. Tuttavia, la domanda di cura dell’infanzia è in continuo aumento. Parallelamente, un notevole investimento viene fatto per un monitoraggio della qualità, una migliore formazione degli insegnanti e degli educatori. L’Europa non è seconda, ma ci limitiamo a presentare quanto la Commissione europea ha raccolto sull’assistenza materna nei Paesi dell’Unione, una modalità di sostegno alle famiglie per conciliare responsabilità professionali e familiari.

UN UTILE SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

LA FIGURA DELL’ASSISTENTE MATERNA
IN EUROPA

(a cura della) COMMISSIONE EUROPEA

In molti Paesi europei un gran numero di bambini viene accudito dalle "assistenti materne", mentre i genitori lavorano o studiano. Ci si rivolge loro, in particolare per i bambini al di sotto dei tre anni, nonostante i servizi di cura istituzionalizzati (come i nidi d’infanzia) giochino un ruolo importante. Quando i bambini non sono ancora iscritti a scuola (cosa che in alcuni Paesi avviene quando essi hanno 4 anni) né agli asili nido, le "assistenti materne" costituiscono la principale forma di cura per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano.

Essi, una volta escluso, per forza o per volere, l’asilo nido, ricorrono alla cura individuale che può avere vari aspetti. Può essere effettuata da parenti, in particolare, dai nonni; da vicini o amici; da persone che si occupano a domicilio del bambino (puericultrici, tate, baby-sitter, ragazze alla pari, aiutanti domestiche); da persone che si occupano dei bambini a casa propria ("assistenti materne").

Il termine utilizzato per definire l’"assistente materna" varia da un Paese all’altro e alcuni Paesi non hanno, nella loro lingua, un termine adatto. La maggior parte possiede un termine ufficiale e un nome usato nella lingua corrente (vedi tabella 61). In Belgio (comunità fiamminga), in Danimarca, in Finlandia, in Germania, in Norvegia e in Svezia, il termine "madre di giorno" è quello non ufficiale, mentre quello ufficiale utilizzato in questi Paesi denota la volontà di dare uno statuto più professionale a questo incarico e di sottolineare che il ruolo di assistente non è sostitutivo alla madre. Allo stesso modo il termine assistante maternelle ("assistente materna") utilizzato in Francia suggerisce un aiuto apportato alla madre piuttosto che una sostituzione del suo ruolo. D’altra parte il termine olandese gastouder ("genitore ospite") insiste ugualmente sul fatto che l’assistente materna non deve sostituirsi alla madre.

L’uso, poi, di un termine ufficiale rispetto a "madre di giorno" evita d’assumere automaticamente l’idea che il lavoro possa essere effettuato solo da una donna anche se tale espressione riflette la realtà, sapendo che questo tipo d’attività è riservata quasi esclusivamente alle donne.

Il termine ufficiale vuole, quindi, permettere di percepire chiaramente cos’è l’"assistente materna", tuttavia in numerosi Paesi è spesso troppo lungo e complesso per essere adottato nella lingua corrente, con l’eccezione del termine portoghese Ama che non solo è corto, ma è anche molto simile ad "amore" che vuol dire "amare". Così questo termine è strettamente associato alla tenerezza senza far uso della parola "madre".

Attualmente Childminder ("guardiano di bambini") è il termine inglese più frequentemente impiegato nel Regno Unito, sia nei discorsi ufficiali che nel linguaggio corrente. Sottintende il concetto assai limitato di sorvegliare i bambini o di proteggerli dai pericoli (la parola minder si riferisce allo stesso modo a una guardia del corpo quanto a chi cura i bambini). Family day care (la cui abbreviazione è Fdc) è un altro termine sempre più impiegato nei Paesi anglofoni e ha il suo equivalente nel francese assistante maternelle la cui traduzione italiana "assistente materna" sarà utilizzata nel corso di questo rapporto.

Ritratto delle lavoratrici

Anche se l’assistenza materna si presenta sotto forme di organizzazione assai diverse, il lavoro di base è fondamentalmente lo stesso, qualunque sia il luogo di custodia e di cura scelto. Dalle varie ricerche è emerso che le assistenti materne sono per lo più di sesso femminile e quasi tutte sposate o conviventi. Provengono da tutti i ceti sociali e nel passato hanno ricoperto vari tipi di attività professionali anche se le donne con una scolarità superiore sono sottorappresentate in questa professione.

La maggior parte di esse ha figli a carico, non a caso la loro principale motivazione, nella scelta di questa professione, è il desiderio di percepire un reddito senza dover lasciare i propri figli sotto la responsabilità di una terza persona. La maggioranza ha due figli, come attualmente quasi tutte le madri in Europa. D’altra parte poiché i regolamenti, in numerose Paesi, limitano il numero di bambini per assistente materna, le possibilità di esercitare questa professione diminuiscono per le madri di famiglie numerose. Esse sono, in media, più "grandi" per età rispetto alle madri dei bambini di cui si occupano.

In generale lo sviluppo dell’assistenza materna sembra meno importante nelle città. Vi sono in causa molti fattori: una maggiore offerta di lavoro, abitazioni poco adatte a questa attività e una scelta più vasta di servizi per l’infanzia.

Il numero medio di bambini autorizzato varia da un Paese all’altro in funzione dei regolamenti in vigore. Ugualmente l’età dei bambini varia secondo la durata del congedo parentale di ogni Paese, i posti e le ore disponibili negli asili nido e nei giardini d’infanzia e l’età scolare.

Nella maggior parte dei Paesi, la legge esige che le assistenti materne siano diplomate e riconosciute ufficialmente (spesso presso un servizio amministrativo). In alcuni casi, però, le assistenti materne indipendenti lavorano senza essere a norma, quindi illegalmente. La proporzione di chi lavora illegalmente varia da Paese a Paese, tuttavia le assistenti materne che appartengono a questa categoria non possono essere quantificate con precisione poiché esse sono invisibili nelle statistiche ufficiali.

Contesto nazionale

In quasi tutti i Paesi l’età della scuola dell’obbligo coincide con i sei anni. I numerosi servizi pensati per l’età prescolare sono di natura educativa-pedagogica (giardini d’infanzia, scuole materne) e rivolti a bambini con più di tre anni sino all’età scolare. Nei Paesi nordici sono stati creati per offrire al tempo stesso cura ed educazione mentre i genitori lavorano. Altrove questi servizi non sono, in generale, nati per aiutare i genitori, anche se in pratica sono fondamentali nelle soluzioni di custodia scelte da costoro.

Per i bambini con meno di 3 anni, i nidi o l’assistente materna rappresentano i principali servizi disponibili. Tuttavia, in alcuni Paesi, sono stati creati dei centri che accettano bimbi di ogni età (cioè di meno e più di 3 anni) e il congedo speciale per i genitori. Quando il congedo è retribuito, soprattutto nei Paesi nordici, la maggior parte dei genitori sfrutta questo diritto per occuparsi dei figli a casa durante tutto o una parte importante del loro primo anno di vita.

La storia dell’assistenza materna è strettamente legata a quella dell’industrializzazione. In passato il numero delle madri lavoratrici con bambini piccoli era sì importante, ma nelle zone rurali, la custodia dei piccoli era spesso affidata ai membri della famiglia e alle organizzazioni sociali (che, in numerosi Paesi, continuano ad avere un ruolo importante nella custodia dei bambini con meno di tre anni). Quando le industrie ebbero bisogno di mano d’opera, gran parte della gente non ebbe altra scelta per sopravvivere che quella di lasciare la famiglia e di emigrare in città per trovare un lavoro, cosa che, a sua volta accrebbe la necessità di custodia dei figli all’infuori della famiglia. Questo fenomeno si riscontrò in diversi Paesi in periodi differenti.

L’assistente materna moderna ha numerosi predecessori. Le famiglie aristocratiche chiamavano le balie per nutrire al seno i loro figli. La balia poteva sia abitare in casa del bambino che curava, sia portarlo a casa sua e tenerlo finché non fosse stato capace di nutrirsi normalmente. La bambinaia che sceglieva di vivere a casa della famiglia di cui seguiva i figli finché erano piccoli è un’altra figura dell’assistente materna; esiste ancora in numerosi Paesi sotto nomi e statuti diversi.

Lo Stato ha iniziato a interessarsi della custodia dei bambini piccoli sin dal XIV secolo in Francia. A quest’epoca, le bambinaie dovevano occuparsi di un gran numero di piccoli, sia a casa loro, sia a casa propria. Erano reclutate tramite agenzie di collocamento, e, nel 1350, la prima regolamentazione fu stipulata fissando i loro stipendi e instaurando un comitato per inquadrare quest’attività.

La Danimarca è stato il primo Paese dei tempi moderni (1888) a regolamentare la custodia dei figli nel domicilio privato. In Belgio, le prime leggi sulla custodia dei bambini a casa sono apparse nel 1919, dopo la prima Guerra mondiale, quando numerose donne sono dovute entrare nel mondo del lavoro per ricostruire il Paese, dando da custodire i figli alle assistenti materne. Le stesse circostanze si sono verificate nel Regno Unito dopo la seconda Guerra mondiale. In questi due Paesi, tale situazione è stata all’origine di leggi che stipulavano che le persone che tenevano bambini estranei alla loro famiglia in cambio di retribuzione, dovevano essere dichiarate alle autorità locali.

In alcuni Paesi, l’assistenza materna si è sviluppata a partire dall’affido familiare. In Svezia, per esempio, i responsabili locali di organismi di affido familiari nelle grandi città hanno incominciato a cercare degli "affidi familiari diurni" per evitare che i bambini fossero del tutto separati dalle loro madri. Anche in Francia, l’assistenza materna e l’affido familiare presentano ancora molti punti in comune, il termine ufficiale utilizzato per indicare chi si occupa dei bambini è lo stesso e le leggi e le regolamentazioni sono strettamente legate. In Germania e in Austria, i legami tra questi due modi di custodia sono anche lì molto simili e sono gli stessi servizi che se ne occupano.

Tabella.

La maggior parte dei Paesi ha carenza di servizi destinati ai bambini piccoli e soprattutto ai minori di 3 anni. Solo la Svezia e la Finlandia propongono attualmente un numero sufficiente di servizi sovvenzionati dalle collettività. In molti Paesi, è difficile valutare i bisogni in merito a questo tipo di servizio, visto che molti bambini sono tenuti dai familiari (in particolare dai nonni), ed è molto probabile che alcuni di loro sarebbero sicuramente inseriti in servizi organizzati in modo più formale se il numero dei posti offerti fosse sufficiente.

Ugualmente alcune madri, che attualmente non lavorano o lavorano poche ore, si potrebbero appoggiare a questo tipo di servizio per fare custodire i loro figli e approfittare di questa opportunità per cercare un impiego o lavorare più ore. L’importanza dell’assistenza materna nei differenti Paesi è difficile da confrontare per via delle insufficienti statistiche. Tuttavia, per i bambini con meno di 3 anni, la custodia con un’assistente materna appare come il servizio istituzionalizzato più frequentemente utilizzato (è esclusa qui ogni forma di custodia dai familiari o amici di famiglia) in Francia, in Danimarca, in Belgio, in Irlanda, nel Regno Unito, in Germania, in Austria, in Norvegia, in Lussemburgo e in Portogallo; le principali eccezioni (in cui l’assistenza materna è molto poco considerata come modo di custodia dei figli di ogni età) sono la Grecia, l’Italia e la Spagna. L’assenza di certezze riflette non solo lo stato incompleto delle statistiche sulle assistenti materne diplomate o dichiarate, ma anche il numero importante di assistenti non dichiarato in alcuni Paesi.

Per i bambini con più di tre anni e per quelli già scolarizzati, l’assistente materna ha un ruolo meno importante. Nei Paesi dove la scuola materna e i giardini d’infanzia sono accessibili a quasi tutti i bambini a partire dei tre anni, l’assistenza materna offre, quindi, solo un servizio di custodia supplementare all’infuori degli orari scolastici. In altri casi, le assistenti materne continuano spesso a occuparsi a tempo pieno dei bambini, finché non abbiano raggiunto l’età scolastica obbligatoria.

Partecipazione della collettività

I costi dell’assistenza materna si distribuiscono tra costi diretti (lo stipendio dell’assistente e le sue spese per il vitto, l’alloggio e l’attrezzatura) e i costi indiretti relativi all’autorità, la sorveglianza e la formazione. A seconda dei Paesi, la distribuzione dei costi tra la collettività (a livello nazionale, regionale e locale) e i genitori può variare notevolmente. In alcuni Paesi, il finanziamento pubblico serve in gran parte a coprire i costi diretti, sia con dei versamenti diretti alle assistenti materne, sia con dei sussidi concessi ai genitori, generalmente sotto forma di riduzione delle tasse. In altri Paesi (come la Francia) tutti e due i sistemi sono usati. Nei Paesi nordici, la maggior parte delle assistenti materne sono pagate direttamente dalle amministrazioni pubbliche e molto spesso sono le autorità locali a dar loro lavoro.

Le amministrazioni pubbliche possono anche sovvenzionare i costi, dando un contributo finanziario agli organismi privati che gestiscono le strutture di accoglienze istituzionalizzate (Germania, Austria, Belgio, Francia e Portogallo). Queste strutture forniscono un certo numero di servizi come il sostegno, l’inquadramento e a volte anche la retribuzione delle assistenti materne. I fondi pubblici servono talvolta a sovvenzionare le organizzazioni gestite dalle assistenti materne che, a loro volta, propongono un certo numero di servizio di sostegno alle assistenti indipendenti. Solo in alcuni Paesi (Olanda, Germania e Regno Unito) alcune strutture di assistenza materna finanziate dal datore di lavoro sono apparse per compensare le carenze dei servizi.

Il tipo di regolamentazione applicato all’assistenza materna cambia molto tra un Paese e l’altro. Alcuni non hanno né leggi, né regolamentazioni; altri si interessano solo alle assistenti materne assunte dalle autorità locali, mentre altri invece regolamentano nei dettagli tutti i tipi di assistenza materna, rendendo illegale ogni attività di custodia in un quadro del tutto privato. La legge s’impegna soprattutto a regolamentare il numero di bambini autorizzato per assistente, e questo può variare da 3 a 5, a seconda dei Paesi.

Nei Paesi in cui le assistenti materne sono stipendiate, queste hanno la possibilità di aderire a un sindacato. In Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca, le assistenti che lavorano con le autorità locali possono aderire ai grandi sindacati di lavoratori municipali. Il loro livello di adesione è tra l’altro elevato, eccetto in Norvegia. In Norvegia e in Austria, le assistenti materne che lavorano con delle organizzazioni private possono aderire al sindacato dei lavoratori del settore privato.

In alcuni Paesi un altro tipo di organizzazione è apparso, raggruppando un numero importante di assistenti materne indipendenti che lavorano per conto proprio. Queste organizzazioni hanno spesso come membri sia le assistenti, sia i genitori, sia i rappresentanti delle autorità locali, e il loro scopo principale è quello di migliorare il livello generale di qualità dell’assistenza materna per tutte le persone interessate. In Germania e in Austria, le organizzazioni che gestiscono l’assistenza materna erano un tempo strettamente legate alle organizzazioni di affido familiare (in Francia funziona ancora così), mentre, nel Regno Unito, questo tipo di organizzazione si occupa solo dell’assistenza materna. Tutte queste organizzazioni ricevono un finanziamento pubblico più o meno cospicuo. Hanno un ruolo importante nell’inquadramento e nella formazione delle assistenti materne. In Belgio le assistenti materne di lingua francese e fiamminga hanno creato delle organizzazioni allo scopo di migliorare la loro situazione professionale.

In Norvegia, Germania, Austria, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Francia e Portogallo esistono delle organizzazioni private che gestiscono le strutture di assistenza materna.

Nessun Paese richiede una formazione particolare per diventare assistente materna. In Svezia e in Finlandia si consiglia alle assistenti di avere una formazione di base come governante per bambini (Svezia) o come assistente materna non specializzata (Finlandia). Le persone con questo tipo di formazione hanno più probabilità di essere chiamate come assistenti materne dalle autorità locali. Se esse non hanno questa formazione, devono impegnarsi ad ottenerla prima possibile. Quando non ci sono abbastanza assistenti materne formate sul mercato del lavoro, l’autorità pubblica offre spesso una formazione retribuita alle future assistenti, altrimenti queste ultime dovranno impegnarsi a formarsi a spese proprie. In Portogallo, in Austria e in Danimarca, una formazione di base speciale è imposta a tutte le assistenti che desiderano fare parte di una struttura istituzionalizzata, mentre corsi non obbligatori dello stesso tipo sono proposti in alcuni Paesi come l’Olanda, il Belgio e la Germania.

Nella maggior parte dei Paesi forniti di strutture di assistenza materna, le assistenti hanno accesso a una formazione continua. In questi Paesi le autorità locali o le organizzazioni che gestiscono queste strutture rendono spesso questa formazione continua obbligatoria e retribuita. Una formazione continua è a volte proposta alle assistenti indipendenti, generalmente, dalle organizzazioni di sostegno, ma in questo caso la formazione è raramente obbligatoria e retribuita.

Un’unica eccezione è la Francia dove si esige 60 ore di formazione per tutte le assistenti, sia che esse lavorino nelle strutture ufficiali o che siano direttamente assunte dai genitori. Questa formazione obbligatoria può essere distribuita su uno o più anni.

Tutti i Paesi che regolamentano o organizzano l’assistenza materna hanno creato un sistema di inquadramento delle assistenti materne. Il tipo di inquadramento cambia notevolmente da un Paese all’altro. In alcuni questa funzione è affidata a dei responsabili delle autorità locali, mentre in altri il controllo è effettuato da altre organizzazioni. In altri casi e quando le assistenti materne sono assunte dalle autorità locali, queste due funzioni sono di solito affidate alla stessa persona.

Gestione e statuti

Un buon numero di Paesi definisce o raccomanda una quota di assistenti materne per bambini gestita da un responsabile d’inquadramento. Questa quota è talvolta di 30 bambini (con i figli delle assistenti inclusi (Norvegia), o può variare da 35 assistenti materne come minimo (Finlandia) fino alle 40 assistenti come massimo (Francia) per ogni responsabile di inquadramento.

Dei gruppi di aiuto reciproco di assistenti esistono nella maggior parte dei Paesi. In Finlandia, in Svezia e in Danimarca, le assistenti stipendiate hanno l’obbligo di cooperare per assicurare un sistema di custodia e di sostituzione nel caso di malattia o impossibilità a badare ai bambini a lei affidati. Nel Regno Unito e in Germania, alcune assistenti materne hanno scelto di lavorare in gruppo per aiutarsi e scambiare le loro esperienze, ma molto spesso anche per ottenere una migliore copertura assicurativa.

In Francia, in Svezia, in Finlandia e in Danimarca numerose autorità locali mettono a disposizione dei luoghi di riunione per le assistenti materne, e, nei primi tre Paesi citati, questi luoghi sono spesso dotati di una persona reclutata per assisterle nelle loro attività. In Norvegia e in Svezia, le assistenti materne sono sempre più frequentemente abbinate con un asilo nido o un altro tipo di centro. Sono inquadrate dal o dalla responsabile del centro e possono anche utilizzare le risorse del luogo (attrezzatura, giochi).

Esistono, infine, tre statuti professionali dominanti: le assistenti materne che lavorano per conto proprio, le indipendenti che comunque sono legate a una struttura di assistenza e le stipendiate. In ogni Paese ci sono assistenti materne che appartengono a più categorie, benché ci sia quasi sempre uno statuto prevalente.

Le assistenti materne che lavorano per conto proprio e che sono indipendenti esercitano la loro professione sia all’infuori di ogni regolamentazione, sia con l’obbligo di essere dichiarate e riconosciute in un modo o nell’altro. La prima categoria di assistenti materne si trova in quasi tutti i Paesi, e generalmente si sanno pochissime cose sulla loro situazione. Le indipendenti che lavorano per conto proprio dominano in Germania, Irlanda, Lussemburgo e Regno Unito.

Le assistenti materne che lavorano per conto proprio sono a volte legate a un’organizzazione che può essere una struttura locale, o fare parte di una struttura regionale o nazionale. In Portogallo e in Belgio, questo tipo di organizzazione paga le assistenti materne e affida loro i bambini da tenere, mentre in Olanda agisce soprattutto come struttura di sostegno e agenzia di collocamento. In Belgio e in Olanda le assistenti materne sono considerate come delle volontarie piuttosto che come delle lavoratrici indipendenti, e il loro stipendio è percepito come un sussidio per coprire le loro spese.

Le assistenti materne stipendiate si trovano per lo più in Svezia, in Danimarca, in Norvegia, in Francia e in Austria. Dominano nei primi tre Paesi nordici citati. In Svezia, in Danimarca e in Finlandia, queste assistenti sono generalmente assunte dalle autorità locali, in Austria dagli enti privati, in Norvegia e in Francia da entrambi

(Traduzione di Sylvie Senes)
Commissione europea (a cura della)
    

Altre esperienze estere

La nota psicoanalista francese Françoise Dolto progettò per la Francia il servizio denominato Maison Verte (la prima venne aperta a Parigi nel 1979), ideato come «luogo di piacere e di parola», poiché in un’atmosfera gradevole viene data la possibilità, soprattutto ai bambini anche piccolissimi, di comprendere la parola. Gli obiettivi principali che si vuole offrire con queste strutture sono innanzitutto il dare voce ai bambini, attraverso il gioco e senza la mediazione degli adulti; aiutare i genitori a comprendere desideri, bisogni e volontà dei bambini e propri.

Quella inglese dei Mothers and Todller Groups, sviluppatasi negli anni ’80, è invece un’iniziativa sorta in risposta ad una politica governativa di diminuzione della spesa sociale e volta a sostenere le madri in situazione di disagio psicologico, sociale ed educativo, così da permettere loro di assumere comportamenti adeguati per crescere i loro figli frequentando, anche per la giornata intera, spazi attrezzati in un ambiente confortevole e con il sostegno di personale qualificato. La stessa operazione si è sviluppata in Svezia con le Oppnaforskola, sorte, soprattutto, nei quartieri di maggior rischio sociale.

Diverso infine il ruolo dei Mütterzentrum in Germania, che pongono, invece, l’accento sull’importanza di esaltare l’identità e l’inserimento sociale della madre che, troppo spesso, se sceglie di lasciare il lavoro per occuparsi dei suoi figli si trova isolata. Presso queste strutture la donna e i suoi bambini possono entrare in una rete di relazioni, anche amicali, che possono migliorare la qualità della sua vita sociale. A Milano i centri "Tempo per la famiglia" assolvono lo stesso compito (cfr. Famiglia Oggi, n.1/1996, pagina 64).

   

Impariamo dall’Alto Adige

Le Tagesmutter ("madri di giorno"), che offrono un’assistenza alla prima infanzia caratterizzata da familiarità, flessibilità e costo contenuto, sono apparse nella comunità di lingua tedesca dell’Alto Adige (Merano, Bolzano e dintorni) già dal 1992, ma per ora, purtroppo, sono assenti nel resto del Paese.

In attesa che ciò avvenga, la giunta provinciale altoatesina ha continuato a procedere su questa strada e nel marzo del ’99 ha aumentato i fondi assegnati alle famiglie per utilizzare il servizio. Il contributo orario, che era di 4.000 lire, è passato a 6.000 per un massimo di 176 ore al mese, vale a dire 8 ore al giorno.

Il servizio si avvale, per ora, di oltre 200 donne tra i 18 e i 60 anni, impegnate nell’assistenza e nell’organizzazione. Continua, inoltre, l’attività di formazione che prevede un diploma professionale per le operatrici che frequentano i corsi previsti. Nel 1999 sono stati affidati loro circa 300 bambini; ogni "Tagesmutter" può occuparsi fino ad un massimo di tre. La spesa che comporta, in media, questo servizio per le famiglie è di mezzo milione per 4 ore giornaliere.

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