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POLITICHE FAMILIARI - L’ASSOCIAZIONE DELLE FAMIGLIE CHIEDE GIUSTIZIA

Un meccanismo ingiusto

di Maurizio Bernardi
(presidente dell’Afi, Associazione delle famiglie - Confederazione italiana)

    

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 2000 - Home Page È necessaria un’iniziativa che inviti l’autorità per l’Energia elettrica e il Gas a rendere eque le tariffe. Infatti, secondo una ricerca dell’Afi, esse sono strutturate in modo tale da penalizzare fortemente i nuclei familiari numerosi.

Le tariffe dell’Energia elettrica per uso domestico sono gravemente inique, perché strutturate in modo tale da penalizzare le famiglie in modo crescente con il numero dei componenti delle famiglie stesse. Evidentemente, più le famiglie sono numerose più energia elettrica consumano, e quindi, nella peggiore delle ipotesi, ci si potrebbe attendere che esse paghino proporzionalmente al loro consumo, anche se tale situazione non terrebbe conto in alcun modo della funzione svolta dalle famiglie per la società.

Di fatto, invece, le famiglie numerose pagano l’energia elettrica in modo molto più che proporzionale al loro consumo, in quanto il costo del chilowattora in Italia, diversamente dal resto d’Europa, cresce rapidamente con l’aumentare del consumo medio mensile (vedi tab. 1).

Tabella 1.

Insomma, quando una famiglia decide di aumentare il proprio numero di componenti, mettendo al mondo un figlio, oppure accogliendone uno in adozione o in affido, oppure ospitando i genitori anziani, dovrebbe tener conto del fatto che tale scelta comporterà anche un aumento del prezzo da pagare per ciascun chilowattora che di lì innanzi la famiglia consumerà (vedi tabella 2).

Tabella 2.

Ci sono poi altri aspetti che contribuiscono ad aggravare la situazione di ingiustizia: il conteggio delle tariffe è molto complicato ed è basato su 4 scaglioni tariffari; le bollette non mostrano con sufficiente chiarezza i meccanismi di conteggio; solo per gli utenti che consumano poco (nuclei di piccole dimensioni, cioè di 1 o 2 persone), a prescindere dal reddito, non vengono applicate alcune tasse (Imposta erariale, Addizionale enti locali e Addizionale erariale); un vergognoso meccanismo, detto "recupero tariffario", fa sì che i chilowattora eccedenti il consumo medio mensile di 220 kWh (questo avviene per famiglie con più di 3 componenti) vadano ad erodere progressivamente, fino ad esaurimento, le quote di kWh che dovrebbero essere pagate con il primo e poi con il secondo scaglione tariffario (quelli cioè a tariffa inferiore), portandoli direttamente alla tariffa del quarto scaglione (il costo del kWh nel quarto scaglione è circa 3 volte quello del primo); sugli stessi kWh su cui avviene il "recupero tariffario" viene inoltre applicato un ulteriore balzello denominato "recupero della differenza tra le quote fisse", applicando un sovrapprezzo di 63,10 lire/ kWh. Tale balzello tende a parificare le spese fisse a quelle che si avrebbero in caso di seconda casa: in sostanza, essere famiglia numerosa è considerato un lusso (vedi tabella 3).

Tabella 3.

Un esempio concreto dell’assurda situazione prodotta dal nostro sistema tariffario è il seguente: se una famiglia di sei componenti potesse attivare per la propria abitazione due contatori per la "prima casa" invece di uno, a parità di consumo, pagherebbe meno della metà. Pagherebbe una cifra inferiore a quella che paga alle condizioni attuali anche nel caso in cui sul secondo contatore venisse attivato un contratto tipo "seconda casa", come risulta dalla tabella 4.

Tabella 4.

Resta infine da considerare l’effetto degli aumenti delle tariffe sull’economia delle famiglie. Gli aumenti o le diminuzioni vengono stabilite dall’autorità per l’Energia elettrica e il Gas che, con cadenza bimensile, verifica l’andamento dei costi di produzione e trasmissione dell’Energia elettrica e l’andamento dei prezzi dei combustibili necessari alla produzione stessa. Tali aumenti decisi dall’autorità vanno ad aggravare ulteriormente la situazione in quanto sono di solito nella forma di un aumento identico in termini di lire/kWh per tutti gli scaglioni tariffari. Il risultato che ne deriva è che sono ancora le famiglie numerose a subire in termini assoluti gli aumenti più elevati: lire 11.583 all’anno per un single; lire 39.640 per una famiglia di 4 persone; 54.539 per una famiglia di sei persone.

Già dall’estate 1998 l’Afi (Associazione delle famiglie - Confederazione italiana) ha dato il via ad una iniziativa che mira a spingere l’autorità per l’Energia elettrica e il Gas, ente preposto alla regolamentazione delle tariffe, a rendere eque le tariffe dell’Energia elettrica.

Dopo ripetute denunce agli organismi interni dell’Enel e dell’autorità, non avendo ricevuto risposte soddisfacenti, l’Afi, insieme ad alcune famiglie, ha dato mandato ai propri avvocati di chiedere al Tar per la Lombardia la sospensiva immediata dell’attuale sistema tariffario basato sulla delibera 70/97 dell’autorità e sulla delibera 15/93 del Cip (Comitato interministeriale prezzi).

Il Tar ha respinto la richiesta dell’Afi, non tanto per ragioni di sostanza (non viene cioè messo in dubbio il fatto che le tariffe sono inique neppure dall’autorità stessa, come evidenziato dal documento presentato alla Commissione per l’industria, il commercio e il turismo del Senato il 12/3/1998), ma per ragioni formali, e cioè perché tale richiesta risulta tardiva rispetto alla delibera 15/93 del Cip.

Va inoltre ricordato che l’autorità sta procedendo ad una revisione del meccanismo tariffario, ma le scarse informazioni a proposito apparse sugli organi di stampa e sul sito Internet dell’autorità stessa lasciano ben poche speranze per una revisione che sia in sintonia con l’articolo 31 della nostra Costituzione.

L’iniziativa dell’Afi viene oggi sostenuta dal Forum delle Associazioni familiari, insieme al quale è stata elaborata una proposta per un sistema tariffario basato su un ridotto numero di scaglioni tariffari di cui il primo, quello cioè a prezzo più basso per kWh, sia di ampiezza crescente con il numero dei componenti della famiglia. Afi e Forum hanno fatto richiesta di poter presentare questa proposta all’autorità dell’Energia elettrica e il Gas.

Maurizio Bernardi
   

NOTA

I dati utilizzati nel grafico hanno come fonte lo studio del marzo 1998 dell’autorità dell’Energia elettrica e il Gas e sono stati integrati con una ricerca svolta dall’Afi negli anni 1998-1999. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet (http://www.rcvr.org/afi).

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