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LA FAMIGLIA NEL MONDO - DATI E RICERCHE SIGNIFICATIVI

Allarme "anoressia"

di Orsola Vetri
    

   Famiglia Oggi n. 1 gennaio 2000 - Home Page I disturbi alimentari colpiscono sempre più i giovani italiani. La Cina deve far fronte al problema della disoccupazione. Il quotidiano Le Monde si interroga sui diritti per l’infanzia. Numerosi i ragazzi inglesi che scappano da casa. Un’indagine rivela il nuovo volto della famiglia americana.

L'anoressia e la bulimia colpiscono sempre di più nel nostro Paese: mezzo milione di giovani sono a rischio e di questi oltre 65.000 sono malati di forme più o meno gravi. I dati, raccolti dalla Commissione di studio per l’assistenza ai pazienti affetti da anoressia e bulimia nervosa del ministero della Sanità, parlano chiaro: la malattia cresce, ma le strutture pubbliche rispondono in piccolissima misura alla richiesta di aiuto.

Servirebbe assistenza per almeno 22.000 persone, ma ad oggi le strutture pubbliche non riescono neanche a sfiorare questo risultato. Addirittura nelle regioni del sud, nelle isole e nella Liguria l’assistenza sembra essere proprio assente. Solo poche regioni, concentrate al nord, infatti, sono in grado di assistere le malate. Colmano queste carenze le strutture private dove viene curata la maggior parte delle pazienti.

Confermate, inoltre, le componenti sociali della malattia legate ai modelli di uomini e donne (top model, sportivi) offerte ai ragazzi. Anche se, secondo gli esperti, la malattia deve fare i conti con almeno tre fattori: una possibile predisposizione genetica, l’ambiente familiare messaggi culturali.

Disoccupazione in Cina

La disoccupazione e il reinserimento al lavoro dei milioni di licenziati nella ristrutturazione delle imprese pubbliche saranno il principale problema sociale del 2000 in Cina. Lo afferma un rapporto dell’Accademia delle scienze sociali, che dipende dal Consiglio di Stato e prepara ogni anno un Libro blu sulla situazione sociale, utilizzato dal governo per l’elaborazione delle politiche. Nel 1999, 7,42 milioni di persone sono state licenziate, ma solo due milioni hanno trovato un’altra occupazione. Il 95% è registrato all’ufficio di collocamento e percepisce un sussidio mensile di 170 yüan (35.000 lire)

Numerose imprese lavorano a tempi ridotti, perché i prodotti rimangono invenduti, e molti dipendenti sono sottopagati. Il tasso di disoccupazione ufficiale nei centri urbani è intorno al 3%, ma diverse fonti indicano che in realtà è molto più alto.

Inglesi e disagio

Sono oltre centomila i minorenni britannici che in rotta con i genitori si allontanano ogni anno da casa almeno per una notte. Secondo uno studio dell’Università di York, in collaborazione con l’ente benefico Children’s Society, il fenomeno è molto più esteso del previsto e riguarda tutti gli strati sociali. Circa 18 mila tentano la fuga prima degli undici anni (di questi 6 mila hanno meno di otto anni). Fuggono da famiglie violente o indifferenti, da genitori in conflitto fra di loro, ma se ne vanno anche solo per un brutto voto a scuola o perché vittime di soprusi da parte di compagni di classe. Tanti tornano o vengono ritrovati dopo poche ore o qualche giorno, ma tanti altri finiscono a dormire in edifici abbandonati, rubano per mangiare. Uno su sette, durante la fuga, subisce violenze fisiche o sessuali. Quelli che cominciano la stagione della fuga prima degli undici anni sono quelli più a rischio di diventare adulti socialmente esclusi.

La ricerca rivela, inoltre, che il 21% dei giovani affidati a famiglie adottive scappa almeno una volta, a paragone del 13% di quelli con un solo genitore e del 7% di quelli che vivono con il padre e la madre. La causa più comune di fuga riscontrata tra i più piccoli è la perdita di uno dei due genitori (morte o divorzio).

 

Sensibilità a confronto

Tabella: Risposte incrociate sui diritti dell'infanzia.

In occasione dell’anniversario dell’approvazione, da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (20 novembre 1989), il quotidiano francese Le Monde e l’Unicef hanno commissionato al centro di ricerche statistiche Sofres un interessante sondaggio relativo al significato che adulti e bambini danno ai "diritti per l’infanzia".

Sulla base di 1.300 interviste telefoniche, ad adulti e ragazzi (con un’età compresa tra i 12 e i 15 anni), è stato possibile incrociare e confrontare le risposte di due generazioni. È emersa, dalle diverse reazioni tra i due gruppi, una differente sensibilità verso alcune problematiche come lo sfruttamento, la violenza e la guerra.

   

Nuove famiglie in America

Solo una famiglia su quattro negli Stati Uniti è composta da moglie, marito e figli. Dai primi anni Settanta a oggi, il numero di focolari domestici così composti è dimezzato. Lo si apprende da un’indagine sociale dell’Università di Chicago in collaborazione con il General Social Survey, secondo la quale la percentuale di unità familiari costituite da una coppia sposata con figli è scesa negli ultimi trent’anni dal 45 al 26 per cento. Altro risultato di rilevanza: mentre cambia il volto della famiglia americana, l’opinione pubblica accetta di buon grado questo mutamento. Per esempio, il 67% delle persone interpellate si è detto contrario alla scelta di genitori che non vanno più d’accordo di restare in ogni caso insieme per il presunto bene dei figli. Sono moltissime, inoltre, le donne che lavorano; infatti la famiglia con solo il padre che guadagna è diventata l’eccezione piuttosto che la regola. Un altro dato rilevante riguarda le coppie sposate con figli sotto i 18 anni che si sono ridotte in trent’anni dal 50 al 36%. Secondo i ricercatori di Chicago, tale tendenza riflette il numero crescente di persone che rinvia la decisione di fare figli e l’alto numero di baby boomers, la generazione del boom demografico del dopoguerra, rimasti soli dopo la partenza dei figli adulti.

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