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DOSSIER - UNA NORMATIVA DISCUTIBILE (2)

LA FRANCIA PROTEGGE
LE COPPIE DI FATTO

     

   Famiglia Oggi n. 2 febbraio 2000 - Home Page

Il testo di legge del Pacs
   

Articolo 1

Il libro I del codice civile è completato da un titolo XII così redatto:

Titolo XII 
Il patto civile di solidarietà e il concubinato.

Capitolo I 
Il patto civile di solidarietà.

Art. 515 - 1

Il patto civile di solidarietà è un contratto stipulato da due persone fisiche maggiorenni, di sesso diverso o del medesimo sesso, per organizzare la loro vita comune.

Art. 515 - 2

A pena di nullità, non può aversi patto civile di solidarietà:

1°- tra ascendenti e discendenti in linea retta, tra parenti in linea retta e tra collaterali sino al terzo grado incluso;

2° - tra due persone delle quali almeno una è legata da vincolo matrimoniale;

3° - tra due persone delle quali almeno una è già legata da un patto civile di solidarietà.

Art. 515 - 3

Due persone che stipulano un patto civile di solidarietà ne fanno dichiarazione congiunta presso la cancelleria del tribunale d’istanza del luogo dove fissano la loro residenza comune. A pena di irricevibilità, essi depositano in cancelleria la convenzione stipulata tra loro in doppio originale e aggiungono la documentazione dello stato civile che permette di stabilire la validità dell’atto secondo l’art. 512 - 2, e un certificato della cancelleria del tribunale d’istanza del loro luogo di nascita o, in caso di nascita all’estero, della cancelleria del tribunale di grande istanza di Parigi, che attesta che essi non sono già legati da un patto civile di solidarietà. Dopo la presentazione di tutti questi documenti, la cancelleria annota questa dichiarazione su un registro. La cancelleria appone un visto e la data ai due esemplari originali della convenzione e li restituisce a ciascun partner.

È necessario menzionare la dichiarazione in un registro tenuto presso la cancelleria del tribunale d’istanza del luogo di nascita di ciascun partner o, nel caso di nascita all’estero, presso la cancelleria del tribunale di grande istanza di Parigi.

L’iscrizione sul registro del luogo di residenza conferisce data certa al patto civile di solidarietà e lo rende opponibile ai terzi. Ogni modificazione dell’atto è oggetto di una dichiarazione congiunta registrata presso la cancelleria del tribunale d’istanza che ha ricevuto l’atto iniziale, alla quale viene aggiunto, a pena di irricevibilità e in doppio originale, l’atto che porta le modificazioni alla convenzione. Si applicano le formalità previste da questo capoverso.

All’estero, la registrazione di una dichiarazione congiunta di un patto che lega due partners, di cui almeno uno è di nazionalità francese, e le formalità previste nel secondo e quarto capoverso sono assicurate dagli agenti diplomatici e consolari francesi come anche quelle richieste in caso di modificazione del patto.

Art. 515 - 4

I partners legati da un patto civile di solidarietà si conferiscono un aiuto mutuo e materiale. Le modalità di questo aiuto sono determinate nel patto. I partners sono tenuti in solido nei confronti dei terzi per quanto riguarda i debiti contratti da uno di loro per le necessità della vita corrente e per le spese relative all’alloggio comune.

Art. 515 - 5

I partners di un patto civile di solidarietà indicano, nella convenzione prevista dal secondo capoverso dell’art. 513 - 3, se essi intendono assoggettarsi al regime di comunione dei beni mobili che essi acquisteranno a titolo oneroso posteriormente alla stipulazione del patto. In mancanza di tale dichiarazione, questi beni mobili si presumono indivisi per la metà. Lo stesso accade quando non sia possibile determinare la data dell’acquisto di questi beni mobili.

Gli altri beni, dei quali i partners divengono proprietari a titolo oneroso posteriormente alla stipulazione del patto, si presumono indivisi per la metà se l’atto di acquisto o di sottoscrizione non dispone diversamente.

Art. 515 - 6

Le disposizioni dell’art. 832 sono applicabili tra i partners di un patto civile di solidarietà in caso di scioglimento di questo, ad eccezione di quelle relative a una coltivazione agricola, o parte di essa, così come a una quota parte indivisa o a partecipazioni sociali di questa coltivazione.

Art. 515 - 7

Quando i partners decidono di comune accordo di mettere fine al patto civile di solidarietà, essi depositano una dichiarazione congiunta scritta presso la cancelleria del tribunale d’istanza del luogo nel quale almeno uno di loro ha la residenza. La cancelleria annota questa dichiarazione su un registro e ne assicura la conservazione.

Quando uno dei partners decide di mettere fine al patto civile di solidarietà, notifica all’altro la sua decisione e invia copia di questa notifica alla cancelleria del tribunale d’istanza che ha ricevuto l’atto iniziale.

Quando uno dei partners mette fine al patto civile di solidarietà sposandosi, informa l’altra parte a mezzo di notifica e indirizza copia di questa e del suo atto di nascita, sul quale è fatta menzione del matrimonio, alla cancelleria del tribunale che ha ricevuto l’atto iniziale.

Quando il patto civile di solidarietà viene a cessare per la morte di almeno uno dei partners, il partner superstite o chiunque ne abbia interesse invia copia dell’atto di morte alla cancelleria del tribunale di istanza che ha ricevuto l’atto iniziale.

La cancelleria, che riceve la dichiarazione o gli atti previsti nei capoversi precedenti, riporta, o fa riportare, menzione della fine del patto in margine all’atto iniziale. Ugualmente provvede all’iscrizione di questa menzione in margine al registro previsto dal quinto capoverso dell’art. 515 - 3.

All’estero, l’accettazione, l’iscrizione e la conservazione della dichiarazione o degli atti previsti dai quattro primi capoversi sono assicurati dagli agenti diplomatici e consolari francesi, che procedono ugualmente, o provvedono che si proceda, alle menzioni previste nel capoverso precedente.

Il patto civile di solidarietà viene a cessare, secondo i casi:

1° - dal momento della menzione in margine all’atto iniziale della dichiarazione congiunta prevista dal primo capoverso;
2° - tre mesi dopo la notifica fatta in applicazione al secondo capoverso, con riserva che una copia ne sia portata a conoscenza della cancelleria del tribunale designato da questo capoverso;
3° - alla data del matrimonio o della morte di uno dei partners.

I partners procedono essi stessi alla liquidazione dei diritti e delle obbligazioni risultanti per essi dal patto civile di solidarietà. In mancanza di accordo, il giudice decide sulle conseguenze patrimoniali dello scioglimento, senza pregiudizio della riparazione dei danni eventualmente subiti.

Articolo 2

Dopo l’art. 506 del codice civile, è inserito un art. 506 - 1 così redatto:

Art. 506 - 1

I maggiorenni sotto tutela non possono concludere un patto civile di solidarietà. Quando durante un patto civile di solidarietà, uno dei due partners è posto sotto tutela, il tutore autorizzato dal consiglio di famiglia o, in mancanza, il giudice tutelare può mettere fine al patto secondo le modalità previste dal primo o dal secondo capoverso dell’art. 515 - 7.

Quando l’iniziativa di rompere il patto è presa dall’altro partner, la notifica menzionata nel secondo e terzo capoverso dello stesso articolo è indirizzata al tutore.

Articolo 3

Il titolo XII del primo libro del codice civile è completato da un capitolo II così redatto: Il concubinato.

Art. 515 - 8

Il concubinato è un’unione di fatto, caratterizzata da una vita comune che presenta un carattere di stabilità e continuità, tra due persone, di sesso diverso o del medesimo sesso, che vivono in coppia.

Articolo 4

I - Il numero 1 dell’art. 6 del codice generale delle imposte è completato con un capoverso cosi redatto: I partners legati da un patto civile di solidarietà definito all’art. 515 -1 del codice civile, per i redditi previsti nel primo capoverso, sono soggetti a una imposta comune a contare dall’imposizione dei redditi dell’anno del terzo anniversario della registrazione del patto. L’imposizione è stabilita ai loro due nomi, separati dalla parola "o".

II - Dopo il n. 6 dell’art. 6 del codice generale delle imposte è inserito un numero 7 così redatto: ciascun partner legato da un patto civile di solidarietà è personalmente imputabile per i redditi di cui ha avuto la disposizione per l’anno in cui è stato posto termine al patto alle condizioni previste dall’art. 515 - 7 del codice civile.

Quando i due partners legati da un patto civile di solidarietà e sottoposti a imposizione comune contraggono matrimonio, le disposizioni del n. 5 non si applicano più. In caso di decesso di uno dei partners, legati dal patto civile di solidarietà e sottoposti a imposizione comune, il partner superstite è personalmente imputabile per il periodo posteriore al decesso.

III - Le regole fondamentali di imposizione fiscale, oltre che quelle menzionate nell’ultimo capoverso del n. 1 e al n. 7 dell’art. 6 del codice generale delle imposte, le regole di liquidazione e di pagamento dell’imposta sul reddito e delle imposte dirette locali, come quelle concernenti la sottoscrizione di dichiarazioni e il controllo delle stesse imposte previste dal codice generale delle imposte e il libro di procedura fiscale per i contribuenti menzionati al secondo capoverso del n. 1 dell’art. 6 del codice generale delle imposte, si applicano ai partners legati da patto civile di solidarietà che sono soggetti a imposizione comune.

Articolo 5

I - Nel codice generale delle imposte è inserito un art. 777 bis così redatto: la parte netta tassabile, conseguita da un partner legato al donatore o al testatore da un patto civile di solidarietà definito dall’art. 515 - 1 del codice civile, è soggetta ad una tassa del 40% per la frazione che non ecceda 100.000 franchi e a una tassa del 50% per il rimanente. Queste tasse si applicano alle donazioni soltanto se, alla data del fatto generatore dei diritti in questione, i partners sono legati da almeno due anni da un patto civile di solidarietà.

II - All’art. 780 del codice generale delle imposte, le parole «articolo 777» sono sostituite dalle parole «articoli 777, 777 bis».

III - L’art. 779 del codice generale delle imposte è completato da un n. III così redatto: per la percezione della tassa di voltura di un atto a titolo gratuito, è effettuata una riduzione di 300.000 franchi sulla parte del partner legato al donatore o al testatore da un patto civile di solidarietà definito dall’art. 515 - 1 del codice civile. Per le volture di atti a titolo gratuito tra vivi autorizzate per atto inserito nella contabilità a partire dal 1º gennaio 2000 e per le successioni aperte a contare da tale data, l’ammontare della riduzione è di 375.000 franchi.

Questa riduzione si applica alle donazioni solo se, alla data del fatto generatore dei diritti in questione, i partners sono legati da un patto civile di solidarietà da almeno due anni.

Articolo 6

I - Dopo il quarto capoverso dell’art. 885 A del codice generale delle imposte, è inserito un capoverso così redatto: i partners legati da un patto civile di solidarietà definito dall’art. 515 - 1 del codice civile sono sottoposti a una imposizione comune.

II - Al n. II dell’art. 885 Wdel codice generale delle imposte, dopo le parole: «gli sposi», sono inserite le parole: «e i partners legati da un patto civile di solidarietà definito dall’art. 515 - 1 del codice civile».

III - All’art. 1723 ter - 00 B del codice generale delle imposte, dopo le parole: «gli sposi», sono inserite le parole « e i partners legati da un patto civile di solidarietà definito dall’art. 515 - 1 del codice civile».

Articolo 7

Il primo capoverso dell’art. L. 161-14 del codice della sicurezza sociale è completato da una frase così redatta: lo stesso vale per la persona legata a una assicurazione sociale da un patto civile di solidarietà quando essa non può beneficiare della qualità di assicurato sociale ad altro titolo.

Articolo 8

Le disposizioni degli artt. L. 223 --7, L. 226 - 1, quarto capoverso, e L. 784 - 1 del codice di lavoro sono applicabili ai partners legati da un patto civile di solidarietà.

Articolo 9

L’ultimo capoverso dell’art. L. 361 - 4 del codice della sicurezza sociale è così redatto: se nessuna priorità è invocata in un termine determinato, il capitale è attribuito al congiunto superstite non separato di diritto o di fatto, al partner al quale il defunto è stato legato da un patto civile di solidarietà o in mancanza ai discendenti e, nel caso in cui il de cuius non lasci né un congiunto superstite, né un partner di un patto civile di solidarietà, né discendenti, agli ascendenti.

Articolo 10

Il secondo capoverso dell’art. L. 523 - 2 del codice della sicurezza sociale è così redatto: quando il padre o la madre titolari del diritto di sostegno familiare si sposa, conclude un patto civile di solidarietà o vive in concubinato, questa prestazione cessa di essere dovuta.

Articolo 11

Il secondo capoverso (1°) dell’art. L. 356 - 3 del codice della sicurezza sociale è così redatto: si risposa, conclude un patto civile di solidarietà o vive in concubinato.

Articolo 12

La conclusione di un patto civile di solidarietà costituisce uno degli elementi di valutazione dei legami personali in Francia, ai sensi del n. 7 dell’art. 12 bis dell’ordinanza n. 45-2658 del 2 novembre 1945, relativo alle condizioni di ingresso e di soggiorno degli stranieri in Francia, per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

Articolo 13

I - Nella seconda frase del quarto capoverso dell’art. 60 della legge n. 84-16 dell’11 gennaio 1984, recante disposizioni statutarie relative alla funzione pubblica dello Stato, dopo le parole: «ragioni professionali» sono inserite le parole: «ai funzionari separati per ragioni professionali dal partner con il quale sono legati da un patto civile di solidarietà».

II - Nell’art. 62 della legge n. 84-16 dell’11 gennaio 1984 sopra citata, dopo le parole: «ragioni professionali» sono inserite le parole: «ai funzionari separati per ragioni professionali dal partner con il quale sono legati da un patto civile di solidarietà».

III - Nel primo e secondo capoverso dell’art. 54 della legge n. 84-53 del 26 gennaio 1984, recante disposizioni statutarie relative alla funzione pubblica territoriale, dopo le parole: «ragioni professionali» sono inserite le parole: «ai funzionari separati per ragioni professionali dal partner con il quale sono legati da un patto civile di solidarietà».

IV - Nell’art. 38 della legge n. 86-33 del 9 gennaio 1986, recante disposizioni statutarie relative alla funzione pubblica ospedaliera, dopo le parole: «ragioni professionali» sono inserite le parole: «i funzionari separati per ragioni professionali dal partner con il quale sono legati da un patto civile di solidarietà».

Articolo 14

I - Dopo il terzo capoverso dell’ art. 14 della legge n. 89-462 del 6 luglio 1989, mirante a migliorare i rapporti di locazione e recante disposizioni della legge n. 86-1290 del 23 dicembre 1986, è inserito un capoverso così redatto: a vantaggio del partner legato al locatario da un patto civile di solidarietà.

II - Dopo il settimo capoverso del medesimo art. 14 è inserito un capoverso così redatto: al partner legato al locatario da un patto civile di solidarietà.

III - Nella seconda frase del primo capoverso del n. I dell’art. 15 della medesima legge, dopo le parole: «locatore, suo congiunto» sono inserite le parole: «il partner al quale egli è legato da patto civile di solidarietà registrato alla data del congedo».

IV - Nella seconda frase del primo capoverso del n. I del medesimo art. 15, dopo le parole: «quelli del suo congiunto» la parola "o" è sostituita dalle parole: «del suo partner o del suo».

Articolo 15

Le condizioni di applicazione della presente legge sono fissate per decreto del Consiglio di Stato.

Il decreto relativo alle condizioni alle quali sono trattate e conservate le informazioni relative alla formazione, alla modifica e allo scioglimento del patto civile di solidarietà è adottato dopo il parere della Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà. Deliberato in seduta pubblica, a Parigi, il 13 ottobre 1999.

Il presidente: Firmato: Laurent Fabius
(Traduzione di Paolo Ferrari da Passano)
   

I punti principali del Pacs
  • Che cos’è il Patto civile di solidarietà?

È un contratto concluso da due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, per organizzare la loro vita comune. Questa nozione di "vita comune" – ha precisato la Corte costituzionale francese – non copre solamente una comunità di interessi e non si limita all’esigenza di una semplice coabitazione tra due persone; essa suppone, oltre una residenza comune, una vita di coppia.

  • Lo possono stipulare tutti?

Non è possibile stipulare un Pacs tra ascendente e discendente in linea diretta, tra parenti in linea diretta e tra collaterali fino al terzo grado incluso; tra due persone delle quali una almeno è vincolata da matrimonio; tra due persone delle quali una almeno sia già legata da altro Pacs.

  • Come si stipula il Pacs?

È sufficiente che i partners depositino una dichiarazione congiunta presso la cancelleria del tribunale d’istanza del luogo dove stabiliranno la loro comune residenza.

  • Quali obblighi reciproci derivano da questo Patto per i due partners?

I partners si garantiscono un aiuto mutuo e materiale e, sempre secondo l’interpretazione data dalla Corte costituzionale francese, è nulla ogni clausola che misconosca il carattere obbligatorio di questo aiuto.

  • Qual è il regime economico e fiscale che deriva dal Pacs?

Salvo che i partners non abbiano disposto diversamente al momento della conclusione del loro patto, si presume che i beni siano indivisi per la metà. I partners sono tenuti in solido verso i terzi per i debiti contratti per le spese della vita corrente e quelle relative all’alloggio comune. I partners sono soggetti a un’imposizione comune e godono di alcune agevolazioni fiscali.

  • Come si pone fine al Pacs?

Il Pacs si può sciogliere per volontà delle parti: se sono entrambi d’accordo, depositano una dichiarazione congiunta presso la cancelleria del tribunale d’istanza; se la volontà è di uno solo, questi la deve notificare all’altro e spedire copia di questa notifica alla cancelleria del tribunale. Il Pacs si scioglie per morte o per matrimonio anche di uno solo dei due partners.

p.f.

    

Le ragioni di Irène Théry

Sul mensile Esprit (ottobre 1999) è apparso un lungo saggio della sociologa Irène Théry nel quale la studiosa francese esamina il testo del Pacs con atteggiamento critico, valutandone gli aspetti giuridici, politici, sociologici e antropologici. La colpisce, anzitutto, il fatto che una legge così importante non sia stata sottoposta a un preventivo esame di giuristi specializzati in diritto civile e sociale.

La stessa approvazione in Parlamento del Pacs, secondo la Théry, è avvenuta quasi alla chetichella, con il consenso acritico della maggioranza e il silenzio dell’opposizione. Tutto è scivolato con l’accettazione di un testo carico di imprecisioni e in cui si confonde il concetto di sessuato con sessuale, quello di coppia con la situazione di persone che vivono sotto lo stesso tetto (paires) legati da vincolo di amicizia, solidarietà o interesse.

La legge, pensata per dare uno status giuridico alle unioni di omosessuali, in realtà non affronta neppure questo problema. Ponendo ogni tipo di convivenza sullo stesso piano, non riconosce, infatti, neppure un rapporto di partnerariato che molti Paesi europei stanno cercando di dare alle unioni dei gay.

In tutto l’Occidente, il costume ha subìto radicali trasformazioni. Porre tutte le coppie su un’unica prospettiva significa ignorare che il matrimonio, così come è previsto dalla Costituzione, è ormai affiancato da altre forme di convivenza.

Sono molte le coppie che non si sposano, rivendicando il diritto a una vita privata, libera da vincoli giuridici, fondata sul reciproco impegno quotidiano. Queste coppie non hanno mai chiesto riconoscimenti, non desiderano uno statuto particolare, vogliono restare nella piena libertà del loro rapporto, non si sono mai associate per chiedere una tutela giuridica. La Thèry rileva che il numero di coppie che vogliono vivere in piena libertà è senz’altro superiore di quanto si pensi e ritiene che il Pacs, con le sue generalizzazioni, violi le reali aspettative di queste coppie. Un’autentica sopraffazione del loro desiderio di autonomia. In netta antitesi, inoltre, con la tendenza della giurisprudenza a riconoscere il cambiamento in atto.

Tra i problemi completamente ignorati quello della procreazione delle coppie omosessuali e di quelle non sposate. Il Pacs ignora queste e altre situazioni, rinviandole a un’eventuale riforma del diritto di famiglia. Si è cercato, insomma, di girare intorno a questioni decisamente esplosive senza affrontarle, ma aprendo la strada a inevitabili futuri interventi legislativi.

La Costituzione (1792) dava per scontato che la figura del marito coincidesse con quella del padre. Da questo assunto era derivata una morale corrente che consentiva l’esercizio della sessualità solo nell’ambito del matrimonio. Con un tasso di tolleranza zero verso i rapporti extraconiugali, prematrimoniali e le unioni libere.

L’evoluzione sociale avvenuta dopo gli anni Sessanta ha sconfitto questa rigidità mentale, accettando modelli di comportamento che rispondono a istanze personali più che a regole codificate. Questi nuovi stili di vita evidenziano la differenza tra sessuato e sessuale, cioè tra l’appartenenza al genere maschile e femminile e al comportamento (la sessualità vissuta dalle singole persone).

Ignorare questo modo di sentire e agire significa muoversi fuori dalla realtà, sacrificare il percorso storico e sociale degli ultimi quarant’anni, misconoscere le vere istanze che vengono dalla società. In sintesi, cancellare la storia più recente, impedendole di ricevere una logica e conseguente legislazione. Perché la legge, non dimentichiamolo, registra gli usi e i costumi, ne è la sintesi e la tutela.

La Théry ritiene che il Pacs, non avendo affrontato la natura dei rapporti delle persone che vivono insieme, ha imposto una retromarcia giuridica al processo di trasformazione sociale, condannando stili di vita ormai diffusi alla dimensione di fatti privati. Per aprire la strada al matrimonio degli omosessuali, il Parlamento ha approvato una legge che tratta ogni unione libera come un fatto amministrativo. Per non sollevare clamore di un dibattito acceso, si è ricorsi a un’escamotage che tutto è tranne che un’innovazione o la ratifica di una realtà nuova. E a chi dice che 5 milioni di francesi vogliono il Pacs, la Théry risponde che nessun referendum ha mai accertato la consistenza di questi consensi. Anche la democrazia, quindi, è stata tradita.

È con amarezza e partecipazione molto intensa che la sociologa esamina il Pacs e ne denuncia i limiti. Talvolta la studiosa cede il posto alla cittadina per evidenziare più compiutamente la delusione profonda causata da questa legge. La scarsità dello spazio non consente di illustrare le molte e brillanti argomentazioni addotte dalla Théry nella disamina del Pacs (sintesi a cura di Savina Mariani).

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