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LIBRI & RIVISTE
    

   Famiglia Oggi n. 2 febbraio 2000 - Home Page Willy Pasini, Donata Francescato
Il coraggio di cambiare
Saggi Mondadori, Milano 1999, pp. 277, L. 30.000

Le opportunità di scelta di oggi, infinitamente più numerose e meno complicate di un tempo, esercitano indubbiamente fascino, in particolare sui soggetti innovatori, portati al cambiamento, ma altrettanto disagio incutono sui tradizionalisti. Se gli innovatori sono proiettati verso il futuro, i tradizionalisti temono le novità che non possono portare niente di buono.

Non è così brutale la suddivisione fra le due categorie che per comodità abbiamo suddiviso rozzamente. Ci sono, infatti, anche gli assaggiatori,Copertina de: Il coraggio di cambiare. che vanno a piccole dosi verso il mutamento e sono i veri mediatori fra tradizione e cambiamento. Ci sono poi i prigionieri del passato, che leggono il presente con gli occhiali vecchi e non riescono a interpretarlo correttamente.

Ma quel che conta sapere di noi è se abbiamo dentro una scintilla per il cambiamento e, se c’è, cosa non la fa accendere. Ci riferiamo alla voglia di "cambiare dentro" che può essere ostacolata dalle prigioni interiori, dai cambiamenti subìti controvoglia, dalle buone e dalle cattive abitudini. Non sempre ci accorgiamo dei reali ostacoli. Spesso pensiamo che debbano mutare le cose e le persone intorno a noi per sentirci meno infelici. È questo il pensiero più diffuso e che ci lascia ai posti di partenza.

Ma c’è anche la voglia di "cambiare fuori" e cioè nei confronti del proprio lavoro o di quello che non si ha, della scuola, della salute o altro. Gli atteggiamenti sono ben delineati, accennando anche a brevi storie di vita che gli autori hanno incrociato.

Troppo didattico, invece, l’esame di coscienza che il lettore viene invitato a fare nelle ultime pagine del libro, così come le venti idee per il 2000 sembrano più un espediente editoriale che non un’ipotesi concreta e realizzabile di cambiamento in positivo.

Franca Pansini

     
Giuseppe Disnan, Graziella Fava Viziello
La consulenza clinica psicologica
Ed. Masson, Milano 1999, pp. 184, L. 29.000

Se in ambito psicoterapeutico l’esercizio del compromesso tra i bisogni dei pazienti e i limiti del contesto terapeutico risulta di fondamentale importanza, ancor più necessario diventa il ricorso a questa "arte" quando il clinico si ritrova ad operare in ambito consulenziale. Pensiamo ai differenti ambiti in cui il consulente può operare e quindi alle differenti richieste implicite o esplicite a cui gli si chiede di dare una risposta: la scuola, i servizi, il tribunale.

Quante volte l’esperto viene interpellato per affrontare pretestuose urgenze, strumentali in realtà più ai bisogni di risoluzione di un conflitto tra operatori o Copertina de: La consulenza clinica psicologica.a problemi dell’istituzione? Quante volte può capitare di sentirsi prigioniero di una doppia incompatibile committenza? Chi definisce una situazione come oggetto di consulenza? Non rispondere a queste domande, rischia di far naufragare nelle secche dell’ambiguità anche i tentativi di consulenza più solidi e sperimentati. Ampio spazio viene così riservato, in questo lavoro, alle complesse dinamiche tra consulente, consultante e oggetto, così come a quelle tra i rispettivi livelli istituzionali di appartenenza.

È la prima volta, per quanto mi risulta, che un libro propone un inquadramento organico della dinamica consulenziale, analizzata compiutamente sotto il profilo dei modelli e delle tecniche. Si viene così a colmare il divario esistente tra un ambito operativo, quello dell’intervento mediato, che va sempre più affermandosi in diverse situazioni come trattamento di elezione e la carenza di lavori centrati su una riflessione teorica e operativa in grado di aiutare sia il professionista che lo studente a riflettere sulle insidie e sulle risorse che una tale modalità di lavoro comporta.

Gianni Cambiaso

    
AA.VV.
Strategie di politiche familiari. Valori, metodologie e azioni per un welfare comunitario su un territorio cittadino
Ed. Franco Angeli, Milano 1999, pp. 235, L. 27.000

Nel dibattito sulle politiche familiari, questo volume si inserisce assai utilmente, sia per la qualità dei collaboratori sia per l’originale taglio che lo caratterizza. A una prima parte costituita da due ampi saggi introduttivi di Ermanno Gorrieri e di Pierpaolo Donati, rispettivamente su Elementi per una politica per la famiglia a livello nazionale e su Linee e proposte emergenti per una politica locale di sostegno e promozione sociale della famiglia, fanno infatti seguito numerosi contributi nei quali vengono dapprima esaminati diversi modelli di intervento degli enti locali in ambito familiare (da Ancona a Bologna, da Trento a Venezia). Viene quindi studiato in profondità (nell’intera parteCopertina de: Strategie di politiche familiari. Valori, metodologie e azioni per un welfare comunitario su un territorio cittadino. conclusiva) il caso di Modena, città-cavia a cui è stato applicato il modello Spf (Strategie di politiche familiari). Completano il volume, corredato da una vasta bibliografia, due appendici che riguardano rispettivamente la normativa nazionale in tema di politiche familiari latamente intese e la legislazione regionale.

Nell’impossibilità di dare conto degli importanti contributi contenuti in questo testo – coordinato da Giovanni Bursi, Gianpietro Cavazza ed Enrico Messora –, è sufficiente sottolineare la validità della sua intuizione di fondo: quella, cioè, secondo la quale l’epicentro delle politiche familiari si sta gradatamente spostando dall’ambito nazionale a quello regionale e comunale. Se alcune scelte, soprattutto di politica fiscale, rimangono a livello statuale, molti interventi si situano ormai sul piano locale. Di particolare importanza appaiono, in questa prospettiva, gli interventi nell’ambito dei servizi sociali per la famiglia, ai quali questa ricerca dedica una particolare attenzione.

Giorgio Campanini

    
David Elkind
Legami che stressano
Ed. Armando, Roma 1999, pp. 238, L. 35.000

La famiglia nucleare moderna, spesso raffigurata come rifugio e ritiro da un mondo pressante, sta scomparendo. Troviamo, oggi, una nuova struttura, la famiglia permeabile post-moderna, che riflette la diversità dello stile di vita contemporaneo.

Cosa troviamo di meglio e di peggio rispetto a prima? Molti genitori hanno avuto modo di allentare i vincoli della famiglia nucleare e si sono liberati dagli stress familiari. Lo sgretolamento di ambiti definiti è stato dannoso per la maggior parte dei bambini e degli adolescenti. Crescere è difficile quando le regole e i valori sono in continuo mutamento.

Copertina de: Legami che stressano.Nella famiglia permeabile, quindi, le esigenze degli adulti sono maggiormente soddisfatte rispetto a quelle dei più giovani, e non si intendono certo le esigenze materiali. Secondo l’autore, è questo il nuovo squilibrio familiare post-moderno, ma allora si continua a colpevolizzare i genitori? Non proprio: i genitori di oggi non sono più autoindulgenti di quelli di ieri. Sono cambiate, però, le pressioni della vita e in particolare è finito il senso di sicurezza economica di un tempo. La rivoluzione nelle telecomunicazioni, inoltre, non consente più di controllare le informazioni che arrivano ai figli, da cui il senso di inadeguatezza che si aggiunge agli altri stress quotidiani.

I più giovani possono, tuttavia, dimostrare competenze che prima non era possibile mettere in evidenza. Pensiamo al valore della prima educazione infantile che ieri non era tenuta nella giusta considerazione, nonostante Maria Montessori in Italia. Certamente la realtà statunitense è favorita dalle molte istituzioni sociali utili alla famiglia, da noi sconosciute o appena abbozzate, che contribuiscono ad aumentare questo squilibrio tra le necessità dei suoi membri. Questo confronto mette in luce le differenze che potrebbero assottigliarsi in un futuro.

Franca Pansini

    
Giorgio Campanini
La convivialità familiare. Tra rifugio e abbandono
Ed. Mondadori, Milano 1999, pp. 123, L. 25.000

Il testo che si inserisce nel filone della riflessione contemporanea sul ruolo e sull’importanza della famiglia ha il pregio di essere chiaro e sintetico. L’autore parte dall’analisi della situazione della famiglia, che, sulla scorta di Lévi-Strauss, viene definita come «unione durevole, socialmente approvata di una donna, di un uomo e dei loro figli».

Se nel passato tale definizione appariva assodata e universalmente accettata, ora, con il cambiare dei modelli familiari e delle "ideologie" della famiglia, essa viene profondamente messa in crisi. La società tecnologica, infatti, affida alla famiglia il compito di dare felicità ai suoi membri. Se questo obiettivo pare disatteso, il contratto viene subitoCopertina de: La convivialità familiare. Tra rifugio e abbandono. rotto, e la famiglia perde la sua sfida alla durata nel tempo in una società dove tutto cambia in fretta.

Una possibile via d’uscita dai paradossi che pone la logica tecnologica non va però – avverte acutamente Campanini – nella direzione di una famiglia "minima", "affettiva", che contrappone vita quotidiana della famiglia e società, fino a fare della prima il contraltare della seconda, bensì nel recupero della dimensione conviviale della famiglia, della gioia, degli affetti ma anche del dolore condiviso e della pazienza.

La famiglia deve potenziare il proprio diritto-dovere alla testimonianza di un ambito dove le logiche dominanti sono quelle del dono e della gratuità. Riuscendo in questo intento, potrà formare persone che non hanno paura all’apertura all’altro e al sociale. Anche perché, sostiene l’autore, «l’esame di coscienza che l’Occidente è chiamato a fare riguarda ormai la compatibilità fra il modello di società che non è disposto ad abbandonare e il modello di famiglia che in forma determinante lo ha reso possibile».

Micol Gillini

    
Pierpaolo Donati (a cura di)
Lo stato sociale in Italia. Bilanci e prospettive
Ed. Mondadori, Milano 1999, pp. 383, L. 33.000

Benessere e sicurezza sociale rappresentano il binomio cardine sul quale si è costruito quell’insieme di regole e di tutele che hanno fondato le varie forme d’intervento degli Stati moderni nei confronti dei propri cittadini, a garanzia del perseguimento del benessere collettivo.

Oggi, in una fase storica segnata dall’esaurirsi del modello di produzione fordista, non ancora accompagnato da un’analoga riorganizzazione delle risposte sociali e culturali, siamo in presenza di Copertina de: Lo stato sociale in Italia. Bilanci e prospettive.forti tensioni e squilibri che esprimono un gran malessere della società nei confronti dell’intervento statale. Il dibattito sembra però farsi carico, prevalentemente, della crisi fiscale dello Stato e resta quindi stretto tra una concezione economicistica, che punta ad assegnare al mercato un potere regolativo, e un neo-assistenzialismo che assegna all’efficienza delle "prestazioni" una valenza riformatrice.

Questo secondo rapporto, coordinato dal sociologo Pierpaolo Donati con i validi contributi di un gruppo di studiosi appartenenti a differenti aree disciplinari, ma con radici culturali comuni (Sergio Belardinelli, Ivo Colozzi, Marco Martini, Luisa Ribolzi, Giovanna Rossi, Giuseppe Vitaletti, Stefano Zamagni), propone ipotesi interpretative e concreti percorsi operativi di riforma dello Stato sociale italiano pensato «in termini di modi di vita e di organizzazione post-assistenziale».

Vi è la consapevolezza che questa sia una delle tematiche più delicate e complesse per l’Italia e per i Paesi dell’Europa occidentale. Il modo con il quale si affronterà e le soluzioni che ne deriveranno segneranno il livello e la qualità della democrazia e misureranno la reale applicazione dei princìpi di sussidiarietà e di una solidarietà non assistenzialistica.

Giulio Mauri

    
Di seguito segnaliamo gli articoli pubblicati sul tema Un adolescente in famiglia e consultabili presso il Centro documentazione del Centro internazionale studi famiglia (Cisf).

RIVISTE ITALIANE

  • Campanini Giorgio, La famiglia e la legge, La famiglia, n. 187, 1998, pp. 64-66.
  • Casini Carlo, De Matteis Pietro, Cannarozzo Antonello, L’ordine è: snaturate la famiglia, Sì alla vita, n. 9, 1998, pp. 9-13.
  • Ciccone Lino, Convivenze di fatto, Consultori familiari oggi, n. 1, 1999, pp. 104-110.
  • Movimento per la Vita; Forum delle Associazioni Familiari; Fondazione Nuovo Millennio, Coppie coniugate o coppie di fatto?, La famiglia, n. 194, marzo-aprile 1999, pp. 64-68.
  • Del Colle Beppe, Le ambiguità della regolamentazione, Famiglia oggi, n. 1, 1999, pp. 74-75.
  • Del Dotto Brunella, Sui rapporti patrimoniali tra conviventi "more uxorio", Il diritto di famiglia e delle persone, n. 23, 1999, pp. 875-900.
  • Ferrando Gilda, Le unioni di fatto tra condanna e tutela, Bioetica, n. 4, 1998, pp. 615-623.
  • Fuccillo Antonio, Matrimonio di coscienza, accordi di convivenza e libertà religiosa: alcune considerazioni "Ora per allora", Il diritto di famiglia e delle persone, n. 3, 1997, pp. 1113-1129.
  • Giani Gallino Tilde, Cespugli genealogici, Psicologia contemporanea, n. 141, 1997, pp. 6-13.
  • Gosso Pier Giorgio, Le persone singole e le famiglie di fatto di fronte all’adozione, Prospettive assistenziali, n. 107, 1994, pp. 6-9.
  • Moro Alfredo Carlo, Quale famiglia oggi?, Famiglia oggi, n. 1, 1999, pp. 14-21.
  • Palazzani Laura, Quali diritti per le coppie "di fatto"? Una riflessione filosofico-giuridica, La famiglia, n. 196, 1999, pp. 25-36.
  • Poli Alessandra, L’affidamento dei figli delle coppie non sposate, Minori giustizia, n.1, 1998, pp. 142-155.
  • Quadri Enrico, Rilevanza attuale della famiglia di fatto ed esigenze di regolamentazione, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 1, 1994, pp. 288-303.
  • Sciarrone Alibrandi Antonella, La rilevanza giuridica della famiglia di fatto, La famiglia, n. 165, 1994, pp. 6-12.
  • Segreto Antonio, La famiglia di fatto nella giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 4, 1998, pp. 1658-1701.
  • Tettamanzi Dionigi, Plotti Alessandro, Saldarini Giovanni, Famiglia e unioni di fatto, Orientamenti pastorali, n. 8, 1998, pp. 16-28.

        
RIVISTE STRANIERE

  • Axinn William G., Barber Jennifer S., Living Arrangements and Family Formation Attitudes in Early Adulthood, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1997, pp. 595-611.
  • Brown Susan L., Booth Alan, Cohabitation Versus Marriage: A Comparison of Relationship Quality, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1996, pp. 668-678.
  • Chievan Albert, As Cheaply as One: Cohabitation in the Older Population, Journal of Marriage and the Family, n. 3, 1996, pp. 656-667.
  • Caradec Vincent, Les formes de la vie conjugale des jeunes couples ages, Population, n. 4-5, 1996, pp. 897-928.
  • Cadilhac Jean, De la cohabitation vers le mariage, Pastorale familiale, n. 4-5, 1998, pag. 18.
  • Forste Renata, Tanfer Koray, Sexual Exclusivity Among Dating, Cohabiting and Married Women, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1996, pp. 33-47.
  • Glezer Helen, Cohabitation and Marriage Relationships in the 1990s, Family Matters, n. 47, 1997, pp. 5-9.
  • Hall David R., Zhao John Z., Cohabitation and Divorce in Canada: Testing the Selectivity Hypothesis, Journal of Marriage and the Family, n. 2, 1995, pp. 421-427.
  • Hall David R., Marriage as a Pure Relation-ship: Exploring the Link Between Premarital Cohabitation and Divorce in Canada, Journal of Comparative Family Studies, n. 1, 1996, pp. 1-12.
  • Horwitz Allan W., Raskin White Helene, The Relationship of Cohabitation and Mental Health: A Study of a Young Adult Cohort, Journal of Marriage and the Family, n. 2, 1998, pp. 505-514.
  • Kiernan Kathleen, Lelievre Eva, Devenir parent hors mariage en France et en Grande-Bretagne, Population, n. 3, 1995, pp. 821-827.
  • Kraudal Oystein, Wanting a Child without a Firm Committment to the Partner: Interpretations and Implication of a Common Behaviour Pattern among Norwegian Cohabitants, European Journal of Population, n. 3, 1997, pp. 269-298.
  • Lefranc Christophe, Le mariage en declin, le vie en couple aussi, Pastorale familiale, n. 2-3, 1996, p. 4.
  • Magdol Lynn (e al.), Hitting without a Licence: Testing Explanations for Differences in Partner Abuse Between Young Adult Daters and Cohabitors, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1998, pp. 41-55.
  • Manning Wendy D., Cohabitation Marriage and Entry into Motherhood, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1995, pp. 191-200.
  • Nock Steven L., Spouse Preferences of Nevermarried Divorced and Cohabiting Americans, Journal of Divorce and Remarriage, n. 3-4, 1995, pp. 91-108.
  • Oropesa R.S., Normative Beliefs about Marriage and Cohabitation: A Comparison of Non-latino Whites. Mexican Americans and Puertoricans, Journal of Marriage and the Family, n. 1, 1996, pp. 49-62.
  • Portero Sanchez L., El codigo de familia y la ley de uniones estables de pareja. Dos normos sobra la familia promulgadas en cataluna, Familia. Revista de ciencias y orientacion familiar, n. 18, 1999, pp. 81-95.
  • Prioux France, La frequence de l’union libre en France, Population, n. 3, 1995, pp. 829-844.
  • Raymond Guy, Un contrat d’union sociale?, Etudes, n. 4, 1998, pp. 457-468.
  • Rupp Marina, Nichteheliche Lebensgemeinschaften, Dialog, n. 4, 1996, pp. 4-7.
  • Stack Steven, Eshleman J. Ross, Marital Status and Happiness: A 17-Nation Study, Journal of Marriage and the Family, n. 2, 1998, pp. 527-536.
  • Toulemon Laurent, La cohabitation hors mariage s’installe dans la durée, Population, n. 3, 1996, pp. 675-715.
  • Villeneuve-Gokalp Catherine, Vivre en couple chacun chez soi, Population, n. 5, 1997, pp. 1059-1081.
  • Vosler Nancy, Robertson John, Non Marital Co-Parenting: Knowledge Building for Practice, Families in Society, n. 2, 1998, pp. 149-159.
  • Wu Zheng, Childbearing in Cohabitational Relationships, Journal of Marriage and the Family, n. 2, 1996, pp. 281-292.
  • Wu Zheng, The Stability of Cohabitation Relationships: The Role of Children, Journal of Marriage and the Family, n. 1, febbraio 1995, pp. 231-236.
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