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EDITORIALE

Niente va demonizzato, tutto va conquistato

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 3 marzo 2000 - Home Page Quello che non fa la coerenza, lo può fare l’assenza di ipocrisia. Sono, infatti, queste le due qualità cui aspirano i giovani, a torto ritenuti in "transito" e quindi da ignorare.

Oggi più che mai bisogna accostarsi al mondo giovanile animati dal desiderio di capire il nuovo, piuttosto che dalla tentazione di giudicare utilizzando un metro di misura che appartiene al mondo adulto. Sono, infatti, numerose le incongruenze e grossi i paradossi che caratterizzano la vita quotidiana dei giovani. La ricchezza delle informazioni di cui dispongono, per esempio, creano un ingorgo nella comunicazione. Davanti a Internet restano estasiati, mentre la società civile si divide fra chi è a favore e chi è contro.

Internet esiste, relegarlo ai margini è da sciocchi, affrontarlo con realismo, invece, è da saggi, poiché con esso bisogna fare i conti, pena il restare isolati. I generi musicali sono comunque lontani dalle canzoni impegnate dei decenni passati. In discoteca ci vanno non soltanto per ballare ma soprattutto per "sballare". Lo "sballo", infatti, li cattura sopra ogni altra cosa, perché li fa sentire grandi, appartenenti, almeno all’apparenza, a quel tanto odiato mondo adulto dal quale si difendono, ma al quale aspirano di giungere presto. E dove non arriva la gasatura naturale ci arriva la pasticca, grande-piccola composizione chimica che altera l’umore, rende euforici e "porta fuori" dal contesto quotidiano.

Sì, perché essere "fuori" è un benefico unguento al dolore dell’anima accerchiata, malgrado tutto, dalla solitudine e dalla routine che conferisce a ogni giornata quell’insopportabile uguaglianza che caratterizza tutte le giornate precedenti.

Esistono anche i centri sociali e le associazioni, luoghi di socializzazione e di confronto, di comunicazione e intrattenimento. E i giovani cercano coetanei con i quali discutere sulle inezie e inerzie della vita, sugli ozi e sui vizi dell’agiatezza a loro tanto cara. Ma il benessere materiale di cui godono non li soddisfa pienamente.

Niente di tutto questo va demonizzato; e, nemmeno, non perseguito per principio. Ma niente di tutto questo basta a saziare il vuoto che sperimenta chi non si accontenta del "ricevuto", di chi vuole raggiungere un obiettivo alto, conquistato anche correndo qualche rischio.

Ma chi è veramente interessato al pianeta giovani e alle sue problematiche? Forse i politici?

Certamente gli educatori e i preti lo sono, animati anche da buoni propositi e ottimi principi. Ma, quando si tratti di scegliere tra i valori che rendono forti nelle avversità dell’esistenza e il fanatismo della pratica religiosa, che cosa prediligono preti ed educatori?

I giovani richiedono agli adulti soprattutto coerenza e niente ipocrisia. Non bisogna deluderli.

LA DIREZIONE

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