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SOMMARIO

      

   Famiglia Oggi n. 4 aprile 2000 - Home Page

UNA BELLA CORNICE NON BASTA
di Giorgio Campanini

Riscoprire la qualità della vita di relazione nella famiglia e passare dal piano del "benessere" a quello della "felicità" – umana e ragionevole felicità – significa fondamentalmente porre su basi nuove l’uso del tempo. Ciò che per la famiglia è essenziale, nel dialogo fra uomo e donna e fra genitori e figli, è innanzitutto il tempo. Non centellinato, ma sparso a piene mani; non aridamente razionato, ma donato con generosità; non avocato per la propria realizzazione o il proprio successo, ma condiviso con gli altri.

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I NUOVI ORIZZONTI DEL BENESSERE
di Pierpaolo Donati

La crisi della società del benessere è strettamente collegata con una serie di paradossi culturali, che contrappongono il benessere individuale al bene comune; la cultura individualistica e narcisista contemporanea promuove infatti autonomia, assenza di vincoli, libertà deresponsabilizzata come fonti di benessere per gli individui, dimenticando che invece sono proprio i legami relazionali la principale risorsa per promuovere e difendere il benessere delle persone. Occorre quindi ripensare la qualità familiare, ma anche le politiche sociali nel loro complesso, a partire da un nuovo paradigma relazionale, in cui il benessere familiare (e dei singoli membri) è prodotto proprio dalla forza delle relazioni familiari e delle più ampie reti entro cui la famiglia è inserita.

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ALLA RADICE DELL’IDENTITÀ FAMILIARE
di Eugenia Scabini e Camillo Regalia

Il benessere della famiglia va osservato nella realtà che "sta sotto" la soddisfazione emozionale e i suoi vissuti. Secondo gli autori, inoltre, le transizioni familiari rappresentano i momenti cruciali in cui tutto viene messo in crisi. Ma è in questi momenti che emergono la forza o la debolezza del benessere di una famiglia. I "passaggi" familiari sono sempre "gruppali" e svelano i punti solidi e fragili delle relazioni che fanno il benessere familiare.

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COSTRUIRE LE BASI GIUSTE
di Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini

Sono due gli assi su cui scorrono i cambiamenti e le transizioni che richiedono alla famiglia continue ristrutturazioni relazionali: l’asse coniugale e quello intergenerazionale. A ciò che accade su ambedue questi assi si può applicare l’assunto generale del sesto Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia e cioè che la qualità della relazione e, in generale, delle relazioni familiari costituisce la base del benessere individuale di ciascun membro della famiglia. È quanto gli autori cercano di mostrare in questo articolo.

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LA FORZA PROPULSIVA DEGLI AFFETTI
di Alessandro Manenti

L’affetto, come forza di coesione e propulsione a trascendersi, fa della famiglia un agente di cambiamento sociale. In quanto forza di coesione fra i membri del sistema, volersi bene assicura alla famiglia solidità dalle invasioni esterne e le lascia la "signoria" di elaborare i propri filtri interpretativi. In quanto forza propulsiva a trascendersi, l’affetto dà alla famiglia la carica giusta per imporsi all’ambiente circostante. Il rapporto, allora, si capovolge: non è più la famiglia ad avere bisogno della società, ma il contrario. Se una volta la famiglia era rispettata perché svolgeva una funzione in favore della società, oggi può farsi rispettare per la sua capacità di produrre risorse affettive delle quali la società ha bisogno per ricordarsi che i suoi cittadini hanno un’anima.

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AMARSI È GUARDARE INSIEME
di Marco Francesconi

In questo testo viene sottolineato il possibile contributo del pensiero psicoanalitico alla comprensione di alcune dinamiche familiari. La trasformazione di elementi non coscienti in "materiale pensabile" è vista come un aiuto ad ampliare le risorse dei soggetti implicati nelle relazioni interumane. Fondamentale appare la riconoscibilità di uno "spazio libero" nella funzione mentale propria del genitore, raggiungibile solo attraverso l’articolazione della capacità di non riversare un eccesso di propri contenuti mentali sull’altro con quella di costituire un margine di tenuta affidabile e resistente in particolare nei momenti di intensi cambiamenti del soggetto in crescita.

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