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EDITORIALE

Adolescenti dai sogni irrealizzati

La Direzione
   

   Famiglia Oggi n. 6-7 giugno/luglio 2000 - Home Page È difficile capire pienamente le ragioni delle gang che i media tendono a presentare con toni allarmanti. Famiglia e scuola sono le prime agenzie da contattare.

Chi sono i ragazzini che fanno parte delle baby-gang? Sono delinquenti in erba, piccoli sbandati oppure adolescenti pieni di rabbia perché lasciati soli, confusi, ma pieni di sogni e desideri irrealizzati e che hanno alle spalle una famiglia instabile o genitori, nel migliore dei casi, semplicemente distratti? Se da una parte è importante ricordare che rappresentano un fenomeno in crescita, ma comunque circoscritto, dall’altra è necessario sottolineare che i termini con cui si è soliti affrontarlo variano dalla semplice "chiacchiera" alla dissertazione socio-pedagogica. Ma pochi sono in grado di individuare il nocciolo del problema.

Certamente tra le principali coordinate vi è la forza del gruppo di pari che, in età adolescenziale, è immensa poiché si pone come alternativa a quelle istituzioni che cominciano ad andare strette: la famiglia e la scuola. Aggiungiamo, poi, il fascino e la seduzione che, non solo i ragazzi, subiscono da parte di figure che fanno del vizio e della devianza una virtù. Questi due elementi insieme possono divenire il presupposto, quando l’humus è adatto, a quei comportamenti semi-delinquneziali delle bande di minori. A essi possiamo associare altre variabili come la noia data dalla mancanza di attività ricreative, il desiderio di sentirsi "i più forti" e di farsi notare e, non ultima, la necessità di possedere e avere oggetti che vengono considerati indispensabili status-symbol.

Non si può quindi evitare, ancora una volta, di coinvolgere come causa o, comunque, non considerare la complicità dei genitori e del mondo degli adulti. I primi, presi da soli pur con le migliori intenzioni, sono, spesso, figure volubili (soprattutto come riferimenti ideologici) e con deboli aspirazioni. Hanno poche idee e, se le hanno, sono confuse e contraddittorie. Non hanno, inoltre, il tempo o le capacità per rendere appetibili ai figli i loro eventuali valori e di farli apparire vincenti sui disvalori. Questi, inoltre, sempre più potenti, provengono da quella stessa società che, esplicitamente o implicitamente, impone l’avere e il potere come primo fra i suoi comandamenti.

Basterebbe forse poco per comprendere il perché delle baby-gang ed evitarne le complicazioni. Lo si potrebbe fare in famiglia, a scuola o nelle associazioni giovanili: si dovrebbe parlare più spesso dei desideri e delle aspirazioni dei ragazzi e con loro, concretamente, individuare una via per realizzarle che non sia quella, semplice ma pericolosa, del sopruso o della violenza.

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