Periodici San Paolo - Home page
LA FAMIGLIA NEL MONDO - DATI E RICERCHE SIGNIFICATIVI

Mamme inglesi, meglio a casa

di Orsola Vetri
    

   Famiglia Oggi n. 6-7 giugno/luglio 2000 - Home Page In Gran Bretagna vi è scontento tra le madri lavoratrici. L’Honduras sancisce l’equità tra i sessi anche in Parlamento. I disabili francesi non frequentano le scuole. La Romania progetta nuove norme per la tutela dei bambini. In Italia, Telefono Azzurro traccia una mappa dei disagi infantili mentre l’Istat segnala le diverse forme di famiglia.

In Gran Bretagna la maggioranza delle donne che hanno almeno un figlio preferirebbe rimanere a casa, ma non se lo può permettere. Secondo una recente indagine condotta dal mensile Mother and Baby, le neo-mamme, che dopo aver partorito vorrebbero dedicarsi a tempo pieno alla cura della prole, raggiungono l’81%. Tuttavia, ridurre drasticamente le entrate di casa è un rischio che poche donne si sentono di affrontare, anche se quando tornano a lavorare solo il 6% si considera «pienamente soddisfatto».

Lo scarso appagamento professionale non è l’unico problema: i costi delle baby-sitter e degli asili nido sono talmente alti che per due terzi delle mamme il lavoro migliora sì la situazione finanziaria domestica, ma di poco. Inoltre i sussidi statali, pari a 105 sterline a settimana (circa 320.000 lire) per le famiglie a basso reddito, non sarebbero comunque sufficienti – secondo le 2.000 donne interpellate dal sondaggio – a coprire le spese per la cura del bambino in età prescolastica. Il ministero degli Interni, a cui fa capo un’unità governativa dedicata alle donne, ha fatto sapere che negli ultimi due anni ha aumentato di 170.000 posti la capienza degli asili nido pubblici e che per il 2002 cercherà di crearne altri 100.000.

Parità in Honduras

Il Parlamento dell’Honduras ha approvato una legge che impone una quota del 30% di candidature femminili per le elezioni ad ogni livello (politiche, provinciali, comunali, per il Parlamento centroamericano). Il progetto di legge, che prevedeva una parità (50-50) tra uomini e donne, è stato modificato all’ultimo minuto dai deputati, che hanno approfittato dell’assenza di otto delle nove donne elette in Parlamento (128 deputati) per abbassare al 30% la quota. La nuova norma, intitolata Equità tra i sessi, prevede inoltre che, in caso di divorzio, alla donna vada la metà dei beni della coppia; come pure che collaboratrici domestiche e governanti abbiano la previdenza sociale.

A scuola con difficoltà

In Francia la scolarizzazione dei bambini handicappati lascia ancora a desiderare. Nonostante una legge del 1975 prevedesse che l’accoglienza in classi dovesse essere la regola e l’iscrizione in un istituto specializzato l’eccezione, solamente un disabile, minore di venti anni, su tre ha, di fatto, la possibilità di frequentare una scuola "normale".

I francesi interpellati su quest’argomento, in occasione della ricerca, Il bambino handicappato in Francia (bilancio dell’Osservatorio dell’infanzia), hanno dichiarato, numerosi (77%), di considerare l’inserimento scolastico dei piccoli handicappati una fonte di arricchimento umano per gli altri bambini, ma hanno anche constatato (74%) che l’ambiente, i locali e le insegnanti non sono pronti ad accogliere i giovani scolari disabili.

Gli orfani della Romania

Più di dieci anni dopo la caduta di Ceausescu comincia a intravedersi, in Romania, una riforma del sistema di presa in carico dei numerosi orfani presenti nel Paese, di quei "bambini della strada" divenuti triste simbolo della Romania dopo la caduta del dittatore. Si tratta di 120.000 piccoli (secondo le autorità), 180.000 (secondo una relazione del Parlamento europeo) abbandonati o senza famiglia, vittime della povertà e della mentalità retrograda delle loro madri. Ricoverati negli istituti, costano mensilmente allo Stato l’equivalente di un salario-medio. Anche per questo si è reso necessario assicurare loro, attraverso nuove norme finora inesistenti, un veloce inserimento in famiglia per poter chiudere o ridurre le fatiscenti e degradanti strutture pubbliche contestate duramente dalla comunità internazionale.

Le autorità romene, poste sotto pressione dalla Commissione europea, hanno quindi creato l’Agenzia nazionale per la protezione del bambino che ha il compito di progettare e sorvegliare la riforma.

Tabella.

I dati di Telefono Azzurro

Il rapporto con i genitori è certamente il problema più sentito dall'infanzia del nostro Paese. Lo rileva Telefono Azzurro che, sulla base delle denunce ricevute lo scorso anno, ha disegnato la mappa dei disagi a livello regionale. Oltre 15 mila le consulenze fornite, di cui quasi 3 mila casi considerati gravi.

   

NUOVI NUCLEI FAMILIARI

In Italia il numero di famiglie è passato, dal 1988 al 1998, da 19 milioni 872.000 a 21 milioni 211.000. Lo rivela l'Istat nell’indagine multiscopo, Le strutture familiari (svolta nel 1998 su un campione di oltre 20.000 famiglie, per un totale di quasi 60.000 individui). Le famiglie ricostituite sono 555.000, pari al 3,8% delle coppie. Per quanto riguarda altre tipologie di nuclei familiari, l’Istat ha rilevato che le coppie di fatto ammontano a 340.000, pari al 2,3% delle altre unioni. Sono diffuse soprattutto nel Centro-nord (3,7%) e nei comuni con più di 50.000 abitanti (2,6%). Le famiglie costituite da persone sole sono 4 milioni e 594.000, pari al 21,7% delle famiglie e all'8% della popolazione, con un incremento, rispetto al 1993-94, di oltre 200.000 unità. Un'altra forma familiare in crescita è quella dei nuclei monogenitoriali: sono 1.787.000, il 10,8% delle famiglie.

Diminuisce il numero medio dei componenti (da 2,9 a 2,7) e aumentano le coppie senza figli: il 71,3% delle famiglie italiane non supera infatti i 3 membri; il 21,1% è composto da 4 persone e solo il 7,7% da cinque o più persone. Le coppie con figli erano, nel 1988, 10 milioni e 80.000; oggi hanno subìto un decremento di 469.000. Aumentano le coppie con un figlio unico: in un decennio, sono passate dal 41,2% al 45,2%. Minori le percentuali delle coppie che hanno due (42%) o tre e più figli (12%).

Sempre più numerose le coppie senza figli: 3.913.000 nel 1988 e 4.608.000 nel 1998, vale a dire dal 24,4% al 28%. Al loro interno, oltre alle coppie che non hanno avuto figli, sono compresi anche i cosiddetti "nidi vuoti", i nuclei in cui i figli hanno già lasciato la famiglia.

Un fenomeno nuovo, infine, è quello dei "pendolari della famiglia" che, per motivi diversi, vivono periodi lontani da casa. Si tratta di un esercito di 2.548.000 persone (56% uomini, 44% donne) e la durata media dell'assenza è, nel corso dell'anno, di 150 giorni. Ci si sposta soprattutto per lavoro (30%), studio (21%) o per stare con parenti e amici (33%).

   Famiglia Oggi n. 6-7 giugno/luglio 2000 - Home Page