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MATERIALI & APPUNTI 
AGESCI, COMUNIONE E LIBERAZIONE: IMPEGNO E IDEALI

Associarsi senza chiudersi

di Orsola Vetri
    

   Famiglia Oggi n. 8-9 agosto/settembre 2000 - Home Page Chi ha fatto parte attivamente di un movimento giovanile, spesso, anche da adulto tende a frequentare coloro con cui ha vissuto un’avventura così forte. Tuttavia la fede cristiana, che sta alla base di queste esperienze, spinge a considerare e rispettare scelte e opinioni altrui.

Si comincia da bambini, nel caso degli scout, o da adolescenti per quanto riguarda Comunione e liberazione. Da adulti, spesso, si continua l’impegno associativo come educatori, un impegno tale da assorbire gran parte del tempo libero dallo studio universitario o dal lavoro.

Comunione e liberazione, il movimento ecclesiale fondato da don Luigi Giussani nel 1954, propone la presenza di Cristo come unica risposta alle esigenze profonde della vita umana. Nella persona che vi aderisce si genera un movimento di conversione e di testimonianza che tende a incidere sull’ambiente in cui essa vive (famiglia, lavoro, scuola). Nata come proposta ai giovani, rivolge oggi il suo richiamo a ogni persona, senza distinzione di età, di occupazione e di posizione sociale.

Lo scoutismo, inventato da Lord Baden Powell nel 1907 e rapidamente diffusosi in tutto il mondo, ha la sua più importante espressione italiana nell’Agesci (Associazione Guide e Scout cattolici italiani) con circa 200.000 iscritti. Lo si vive in un percorso di crescita che comincia a 8 anni dai Lupetti e si conclude nel Clan, formato da Rover e Scolte (17-21 anni): una «comunità di amici che vivono i valori dello scoutismo e a questo ispirano la loro vita, con l’obiettivo di imparare, scoprire e aiutare gli altri... Insieme ai loro Capi (che condividono i medesimi valori), Scolte e Rover progettano e organizzano le loro attività» (http://www.agesci.org/). Essi discutono eventi e problemi sociali e, soprattutto, scelgono gli ambiti nei quali possono offrire il loro "servizio" (un’attività di volontariato). In tal modo sviluppano gli atteggiamenti solidali dei principi cattolici. A 21 anni i Rover e le Scolte chiedono la "partenza", cioè il riconoscimento da parte dei Capi e della comunità del loro impegno a continuare a vivere in accordo con le scelte scout.

Le attività che queste associazioni propongono sono spesso capillari, i vari membri, da bravi cristiani, devono testimoniare la propria scelta di vita in ogni azione. Questo accade, proprio per la natura stessa del Movimento, soprattutto per i ciellini per i quali è previsto un impegno che può divenire totalizzante. All’interno delle varie facoltà, ad esempio, esistono gruppi attivi in grado di organizzare studio e impegno associativo, vacanze e ricreazione.

Allo stesso modo, seppur in maniera meno ufficiale e al di fuori delle attività specifiche, gli scout tendono comunque a frequentarsi tra di loro per studiare, per andare in vacanza o divertirsi. Ne consegue che si creano gruppi molto uniti, sia all’interno dell’Agesci che al di fuori e questi gruppi restano tali anche in età adulta, quando campi, route, tende e bivacchi intorno al fuoco sono solo un bel ricordo.

Cl, invece, ha pensato a coloro che, entrati a contatto con la condizione di adulti, sentono la necessità di sperimentare più in concreto una comunità cristiana. Si tratta della Fraternità di Cl che ha 42.000 iscritti di cui 1.200 sono i Memores Domini (Gruppo Adulto) che «riuniscono le persone di Cl che hanno compiuto una scelta di dedizione a Dio in un cammino segnato da quella virtù che la Chiesa chiama "verginità"». Riconosciuti giuridicamente come Associazione ecclesiale nel 1988, dal Pontificio Consiglio per i laici, nella vita dei suoi membri (uomini e donne laici che vivono in case maschili e femminili seguendo una regola di convivenza e di ascesi personale), vige il richiamo alla contemplazione e alla missione, specialmente negli ambienti di lavoro che frequentano normalmente. Recentemente accusati dal settimanale Diario di scarsa apertura e radicalismo, devono la loro "celebrità" al leader politico Roberto Formigoni, che ne fa parte.

Quale tipo di amicizia si vive all’interno di queste comunità di adulti che affrontano una scelta difficile come la loro? Lo illustra, a modo suo, don Giussani in «Tu» o dell’amicizia (Rizzoli, Milano 1997), il primo di una serie di volumi in cui raccoglie le conversazioni fatte a tavola tra i Memores Domini da cui riportiamo alcune sue, singolari, riflessioni sul legame tra amicizia e obbedienza: «Io ho detto che l’obbedienza è la virtù dell’amicizia. L’amicizia è un fenomeno, il dinamismo di questo fenomeno è l’obbedienza, e la virtù è la descrizione della dinamica di un fenomeno... Quando una convivenza è concepita e voluta, è impostata come cammino verso Gesù, uno non si può più ritirare, non si può più isolare. Se si isola non appartiene più alla compagnia... In una compagnia vera uno che si pone da solo squassa tutto. E normalmente uno che fa così, o lo fa perché è un momento di tentazione per lui e dopo ne ha dolore e piange, oppure lo fa apposta per mettere in impiccio gli altri, per affermare se stesso». Don Giussani continua consigliando di provare ad aiutare la persona in questione, ma se egli non risponde bisogna isolarla perché il suo comportamento può distruggere l’unità del gruppo: «Non è mancanza di carità, anzi e l’unico modo per riportare quell’individuo alla coscienza della responsabilità»; e ancora: «L’amicizia è reciproca, implica un aiuto reciproco. Se non è un aiuto reciproco, non è più amicizia, e neanche compagnia..., ma se l’amicizia è una compagnia guidata al destino, l’obbedienza cos’è, se non andare al destino seguendo uno "altro" da sé?».

Comunicare per osmosi

La partecipazione e l’attivismo di Cl appaiono assai più totalizzanti, quasi, da sconfinare nell’integralismo. Tuttavia nessuno dei cosiddetti "gesti fondamentali" da fare in gruppo (scuola di comunità, le vacanze, il canto, la lettura, il fondo comune, la caritativa), attraverso cui viene vissuta l’appartenenza, è considerato come obbligatorio. Al contrario: «L’esperienza di Cl», spiega invece il sito ufficiale (http://www.comunioneliberazione.org/), «più che puntare sulla definizione rigida di ciò che qualifica l’appartenenza al movimento, confida nella comunicazione dei passi fondamentali, e dunque dei gesti che li favoriscono, attraverso la "osmosi" che avviene tra chi è coinvolto in un’amicizia non superficiale», e continua: «Non è un caso che l’amicizia sia una delle virtù che il movimento fondato da don Giussani esercita più gioiosamente; un’amicizia che tocca chiunque si incontri sul cammino e che non viene meno neppure se l’amico prende strade che non si possono approvare».

Per quanto riguarda lo scoutismo il discorso è, più o meno, lo stesso: «Mi sembra esista, nello scoutismo, una sorta di "cammino progressivo" di educazione all’amicizia che accompagna ogni reale esperienza scout: un aiuto alla maturazione della propria persona inserita in una realtà fatta di cose e di altre persone. Le diverse attività scout continuamente richiamano a provocano ad uscire dal proprio guscio, ad andare verso gli altri con precise finalizzazioni e anche con la gioia di nuove scoperte». scriveva Achille Cartoccio sulla stampa associativa (Servire, n. 5/6, 1983, pag. 32) in un numero monografico interamente dedicato al tema dell’amicizia.

Almeno a parole, quindi, ciellini e scout, anche sulla base della loro fede cristiana, sono aperti a diventare amici di chiunque, a vivere questo sentimento nei confronti di ogni altro essere umano e per tutta la vita. Resta da chiarire se si tratta solo di buone intenzioni ma poco attuabili, poiché quando si è, sin da giovani, abituati a vivere in gruppi numerosi e accoglienti tra propri simili viene meno il coraggio di confrontarsi con chi sta al di fuori, di andargli incontro non necessariamente per condurlo sulla propria strada, ma per conoscerne nuove da lui.

Orsola Vetri
   

CONDIVIDERE UN DESTINO COMUNE

Roberto Formigoni, attuale presidente della Regione Lombardia, ha militato a lungo in Cl ed è considerato uno dei leader storici. Ha le idee molto chiare sul significato dell’amicizia.

  • I legami che nascono in un movimento "totalizzante" come Cl si basano solo sulla condivisione di un ideale.

«La condivisione di un ideale e di un’esperienza forte è stimolo a una vera amicizia, nella misura in cui amicizia è profondo Roberto Formigoni.rispetto della personalità dell’altro, comune tensione verso la realizzazione di ideali condivisi, comune impegno in battaglie di natura culturale e sociale. In Cl, tuttavia, la presenza di ideali comuni non ha tolto la diversità di caratteri, di opinioni dei vari membri. L’amicizia non si basa sull’affinità delle personalità o sulla facilità del rapporto, ma è un accorgersi che esistono destini e bisogni comuni: di felicità, di realizzazione di sé».

  • Un ciellino ha difficoltà a coltivare amicizie al di fuori del movimento?

«No. Nella mia esperienza personale non è così, e neppure lo è per i miei amici ciellini. Quello che Cl ci ha insegnato è un’apertura straordinaria all’altro in quanto l’altro vale perché è persona, perché è un valore irriducibile».

  • Tra i suoi amici più cari e di lunga data vi sono soprattutto coloro che hanno condiviso la sua esperienza in Cl o nei "Memores Domini"?

«No, tra i miei amici più cari ve ne sono taluni che condividono, da lunghi anni, la mia esperienza cristiana e ve ne sono altri che vengono da esperienze diverse e le continuano a vivere».

o.v.

 

L’IDEA DEI FOCOLARINI

L’amicizia è più forte dell’odio, della violenza, dell’emarginazione. È ciò in cui credono i Focolarini, il movimento fondato da ChiaraChiara Lubich. Lubich e diffuso nei 5 continenti con mescolanza di razze, culture e religioni realizzando una forte comunione fra i suoi membri. Il loro discorso non si ferma all’umano mirando a far passare nella vita dell’uomo «il cuore e il sorriso di Dio», come ripete spesso la fondatrice. E gli esempi non mancano. In Germania, dopo il fuoco appiccato alle case di famiglie turche, è nata l’operazione "uno per uno" che promuove l’impegno di costruire legami fra persone di varia nazionalità.

Gli aderenti all’Opus Dei, da noi interpellati, ritengono che sull’argomento «non potrebbero che scrivere banalità» poiché nelle loro «famiglie non si va alla ricerca di extra e per l’amicizia vale quanto vale per tutti gli altri cristiani».

c.b.

 

INSIEME SOTTO UNA TENDA

Tra i rappresentanti dell’Agesci "celebri" troviamo Piero Badaloni, giornalista Piero Badaloni.ed ex presidente della Regione Lazio, che per anni ha "servito" l’associazione come capo-educatore. Gli chiediamo come ha vissuto il valore dell’amicizia in quegli anni.

«Da una parte c’era il rapporto con i ragazzi affidatimi in qualità di capo: con molti di loro, solo quando sono divenuti grandi e la differenza d’età si è accorciata, è nata una bellissima amicizia. Altra cosa era il legame con i giovani-adulti che insieme a me svolgevano l’attività di educatori. L’amicizia è un elemento fondamentale perché funzioni bene una pattuglia di capi. Va sempre cercata e non ho mai faticato per trovarla».

  • Tra i suoi amici più cari ci sono soprattutto ex scout?

«Sì. Quando ho deciso di vivere la mia avventura politica, l’idea è stata condivisa e vissuta assieme a tre amici: tutti ex scout».

  • C’è differenza tra le amicizie scolastiche e quelle associative?

«Molta, perché nascono su una condivisione diversa. Le prime si formano sui libri e a volte si concludono finiti gli studi; le altre nascono da una notte in tenda, da un’escursione in montagna, dalla vista di un tramonto o di un alba, da un impegno nel volontariato. Queste, a mio parere, sono esperienze che danno consistenza a legami più profondi e duraturi».

  • Divenuti adulti, non si rischia di creare una lobby tra "ex" di un movimento?

«Sì, è il rovescio della medaglia per molte associazioni anche se, a mio parere, non è importante nella vita appartenere a una lobby. Credo sia bello trovarsi assieme ai "vecchi" scout e soprattutto sia naturale. Spesso ho scoperto, dopo, che persone con cui mi trovavo a lavorare in sintonia erano state scout anche loro: è qualcosa che si sente, si annusa nell’aria».

o.v.

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