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SOMMARIO

      

   Famiglia Oggi n. 10 ottobre 2000 - Home Page

INNOCENTI O RICONCILIATI?
di Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini

Il perdono è un processo che implica la modifica dei "normali" modi di vedere la realtà intrafamiliare e che genera apprendimento, cioè modifica l’esperienza che abbiamo gli uni degli altri. Contigua è la pura e semplice amnistia assolutoria, la modalità cioè del mettere «una pietra sopra» alle offese ricevute, quasi a cancellarle; quest’ultima nozione ha a che fare, in fondo, con il giudizio e con la spinta volontaristica. Ma, il perdono cristiano, che può aver luogo nelle nostre famiglie a partire dalla parola di Gesù, è la pura e semplice amnistia assolutoria? Oppure è un perdono che genera cambiamento e sviluppo? Il perdono è una esigenza fondante il ben-essere familiare.

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COMPRENDERE LE RAGIONI ALTRUI
di Giordano Muraro

Le ragioni dell’altro non sono idee e parole, ma "pezzi di vita". Non è facile capirli profondamente perché ognuno di noi porta in sé delle diversità che nascono dall’essere sessualmente diversi e dall’avere vissuto una vita familiare e personale diversa. Questi diversi "vissuti" possono diventare un impedimento alla comprensione del mondo interiore di chi ci vive accanto. Sino a vivere come separati in casa. Per superare questo pericolo è necessario mettersi di fronte all’altro con un atteggiamento di attenzione amorosa, purificando la mente e il cuore da tutto quello che chiude la persona in se stessa e le impedisce di entrare nel mondo dell’altro.

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RICONOSCERE LA VOCE DELL’ALTRO
di Paolo De Benedetti

Ascoltare una persona significa apprendere di lei qualcosa che la fa diversa da me. E la diversità, di per sé stessa, esalta la fantasia creatrice mentre produce contrasti positivi e negativi. I veri ascoltatori sono operatori di pace e rispondono con l’azione anche alle domande mute di chi non sa o non vuole chiedere. Il mondo di oggi è pieno di "voci" mute, in ambito umano e animale. Per questo è importante ascoltare assiduamente il gemito del creato. E non per retorica devota. Anche quando non ce ne rendiamo conto, noi ascoltiamo principalmente noi stessi.

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LA CRISI È OCCASIONE DI CRESCITA
di Corinna Cristiani

Delle crisi ne vengono qui prese in considerazione le dinamiche affettive e la loro ricaduta sui ruoli coinvolti. Il parto, insieme alla nascita sociale, costituiscono crisi paradigmatiche, fisiologiche e superabili avendo chiare le molteplici risorse interne che ciascuno può mettere in campo al fine di creare nuove coerenze soddisfacenti per la famiglia e per chi ne fa parte. La conquista di nuovi equilibri viene talvolta contrastata da un certa inerzia simbolica che difende assetti precedenti perdendo di vista la realtà e il futuro. Sarebbe necessario perciò aiutare a governare il cambiamento, nei suoi aspetti di lutto, ma soprattutto di opportunità: l’educazione agli affetti.

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SCOPRIRE LE VIE DELLA PACE
di Fulvio Scaparro

Compito dei genitori, dei maestri, degli amministratori è dimostrare con l’esempio come ridurre i pericoli insiti nell’acuire i contrasti, nel gettare benzina sul fuoco delle dispute. Mediare vuol dire aiutare le parti in conflitto a trovare una buona ragione per continuare a negoziare, a guardare più lontano di un’eventuale vittoria immediata, a trovare le ragioni per riconciliarsi senza dimenticare e senza rinunciare ai propri diritti, a ricostruire là dove c’erano solamente macerie. In passato, coloro che avevano questa abilità di mediazione erano considerati utili alla famiglia e alla comunità, saggi e degni di rispetto.

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I LUOGHI DELLA RICONCILIAZIONE
di Luigi Ghia

L’articolo è una rapida ricognizione su alcuni "luoghi" – intesi in senso geografico, antropologico e simbolico – di riconciliazione per le coppie e le famiglie disposte a ripensare in un orizzonte di senso e di perdono reciproco la loro esistenza. La ricerca di tali luoghi si fa oggi particolarmente intensa, sia tra soggetti "credenti" che "non credenti", anche in rapporto alla disaffezione verso la riconciliazione sacramentale, e tende al recupero – spesso inconscio – del bisogno di silenzio per ascoltare la voce del religioso che tutti ci abita, di una dimensione comunitaria basata sulla solidarietà e della contestazione liberante delle strutture ingiuste nelle quali siamo inseriti.

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